Dopo la leggerezza, probabilmente la rigidità è il parametro tecnico che più interessa quanto si parla di una coppia di ruote.
Definire se e quanto un set di ruote sia più o meno rigido rispetto ad un altro è aspetto che può influenzare molto nella decisione d’acquisto. Ma è possibile quantificarla oggettivamente? E ancora, esiste un riferimento univoco di rigidità che può rilasciare il costruttore? Approfondiamo qui un quesito piuttosto frequente nei commenti ai nostri contenuti.
La risposta, semplicemente, è “no”, se non altro perché, in riferimento ad una ruota, il termine estensivo di “rigidità” può essere a sua volta considerato e scomposto come rigidità che il set ha quando lo si mette in tensione in direzione laterale, rigidità di quando lo si “stressa” in senso verticale e ancora di rigidità quando la sollecitazione meccanica non è prodotta dall’utilizzatore, piuttosto dal tipo di fondo e dalle eventuali asperità (o buche) che si trova passivamente a riceve il set.
Ancora, di rigidità si può parlare anche in riferimento alle singole componenti che realizzano una ruota, e in questo senso ci si potrebbe riferire al singolo cerchio, all’architettura dei raggi piuttosto che ai mozzi e alle loro falde.

Insomma, la rigidità di una ruota è di sicuro una complessa alchimia difficilmente isolabile, dove la combinazione di tipologia, lunghezza e incrocio dei raggi usati, la tensione di questi ultimi, l’altezza, la larghezza e il materiale di cerchio e falde dei mozzi definiscono un quadro che è impossibile quantificare univocamente o ridurre a un numero come invece succede quando si parla di peso.
Le indicazioni dei costruttori
Resta inteso, però, che al di là della generica rigidità, un produttore può comunque fornire indicazioni importanti che qualificano la sua ruota: si può in questo senso rilasciare informazioni in merito alla tipologia di architettura che da forma alla raggiata, alla tensione applicata sui due emisferi di raggiata oppure al procedimento di montaggio del set. Ricordiamo a tutti che nel caso di ruote di alta o altissima gamma, spesso il costruttore fornisce una documentazione dettagliata sul processo di montaggio, a volte in grado di risalire anche a chi effettivamente ha montato manualmente quel set.
Sono informazioni, queste, che spesso vanno ben oltre i controlli di sicurezza e qualità che i costruttori sono tenuti a rispettare prima di mettere in commercio i loro prodotti.
Il limite delle procedure di controllo standard, infatti, è che si tratta quasi sempre di test statici, che non analizzano dinamicamente una ruota come invece sarebbe meglio fosse.
L’adozione di test dinamici di resistenza può senza dubbio elevare il livello qualitativo di una coppia di ruote rispetto ad un’altra, assegnargli caratteristiche qualitative anche più importanti di ciò che possono eventualmente garantire i materiali “premium” eventualmente impiegati.
Perché, al di la dei materiali e delle componenti utilizzate, ogni costruttore, in fase di progettazione, dovrebbe sempre valutare attentamente quella complessa alchimia che abbiamo visto e detto definire le caratteristiche che quella ruota andrà ad esibire su strada. La capacità del costruttore è in ogni caso indovinare il giusto mix per costruire una ruota che non sia troppo leggera al punto da essere troppo delicata e di conseguenza inguidabile, o allo stesso modo troppo rigida al punto essere sì reattiva e scattante, ma anche difficile da condurre e gestire.
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