Con le nuove 202 NSW Zipp torna a investire nel segmento di quelle che un tempo avremmo chiamato “ruote da salita” o se preferite, “basso profilo da scalata”, quindi ruote superlight, ruote “piuma”.
Si tratta di un prodotto di vertice, che noi di Cyclinside abbiamo provato in anteprima: la qualità è premium, l’appartenenza è alla stessa famiglia NSW (che significa Nest Speed Weaponry, “armi da velocità”) delle medio profilo 353 NSW, le alto profilo 454 NSW e le altissimo profilo 858 NSW.
Basso profilo e professionisti
Negli ultimi anni, sia a causa dei progressi nella fibra di carbonio che hanno contenuto il peso dei cerchi (e a volte anche dei raggi), sia per la ricerca esasperata di aerodinamica e rigidità da parte dei corridori, i profili più gettonati in corsa sono diventati quelli attorno ai 45, 50 millimetri, con una buona quota di corridori che talvolta sceglie altezze di cerchio addirittura maggiori, questo anche quando nel programma di gara c’è una buona presenza di salita e dislivello.
Le basso profilo? Sono oggettivamente in pochi a usarle, talvolta le scelgono atleti che brillano in montagna o in genere i corridori dei team di cui ne sono forniti le montano in occasione delle competizioni con arrivo in salita, ancora meglio se nelle cronoscalate.
Appunto, con l’ambizione di assecondare simili esigenze a livello professionale, ma come vedremo anche di soddisfare un orizzonte d’uso più ampio a livello amatoriale, Zipp ha completamente rinnovato la sua iconica ruota da salita, la famosa “202”.
Un’icona, sì, perché nei primi lustri degli anni Duemila questo modello ha davvero segnato un’epoca e scritto la storia di tanti arrivi in salita: erano tempi in cui le biciclette erano diverse, erano “rim brake”, inoltre l’interfaccia e i dimensionamenti ruota/gomma non erano certo quelli in uso oggi.
Non un semplice ritorno
Appunto, come ci ricorda Zipp, la nuova edizione delle 202 NSW (che per essere precisi sono codificate con la sigla “WH-202-NSW-A1” rispetto alle precedenti “WH-202-NTLD-A2”) è molto più di un ritorno, è la riapparizione di un’icona, con fattezze che tecniche che seguono il corso e l’indole delle storiche 202, ma con caratteristiche dimensionali molto diverse, tutte nuove.
Peso: sotto il “chilo e cento”
Quel che per primo fa notizia, di questo set che noi di Cyclinside abbiamo usato già per qualche uscita prima di scrivere queste righe, è prima di tutto la leggerezza di questo nuovo set: sotto i 1100 grammi la coppia, come ci ricorda la sigla impressa sul cerchio, per la precisione noi abbiamo rilevato 1081 grammi la coppia, divisi tra i 475 grammi dell’anteriore e i 606 grammi della posteriore.
Ancor prima della loro uscita ufficiale tanti corridori dei team professionistici equipaggiati Zipp le hanno già usate: lo hanno fatto, ad esempio, in occasione delle gare o tappe che si concludevano su salite lunghe e ripide, come ad esempio alcune frazioni del Giro di Catalogna o del Giro dei Paesi baschi.
In pratica, in quelle occasioni hanno lasciato sull’ammiraglia le più veloci e rigide 353 NSW o 454 NSW, per montare invece questo set che offre un compromesso peso/aerodinamica/rigidità davvero allettante quando è la salita “vera” a decidere le sorti di una corsa.

Facciamo notare, a tal proposito, che in quelle occasioni non sono stati solo gli scalatori puri ad optare per la nuova 202 NSW, ma in genere anche corridori più pesanti oppure corridori che non sono scalatori puri, come ad esempio Thomas Pidcock del Team Q36.5.

Passi avanti notevoli rispetto alle vecchie 202
Di sicuro, le nuove ruote alzando decisamente l’asticella rispetto alle omonime 202 NSW di vecchia generazione, rispetto alle quali guadagnano ben quattro etti di peso, adeguano il canale a standard dimensionali più moderni (ovvero passano da una gola di 21 a 23 millimetri che ben si adegua agli standard attuali), non da ultimo aumentano l’altezza del cerchio dai precedenti 32 agli attuali 35 millimetri, appunto garantendo passi avanti in rigidità e penetrazione all’aria, raggiungendo valori rari da trovare per questa categoria di ruota.
Come è fatto il cerchio
Il cerchio è totalmente nuovo: nuove le forme, le tipologie e il “blend” di carbonio: troviamo dunque la tecnica di laminazione del carbonio delle ruote di vertice 353 NSW, declinata con tecnologia proprietaria Biomimetic Laminate. 
Lo standard si riferisce all’utilizzo di fibra con moduli differenti (cinque in tutto), che massimizzano la resistenza soprattutto nella zona del dorso del cerchio e incrementano invece la resistenza agli impatti sulla gola, lì dove la laminazione imita la funzione di un tendine dei muscoli.
In pratica, le fibre di carbonio scelte per la parte più esterna della circonferenza del cerchio puntano a resistenza e durata per resistere agli impatti con la strada, mentre la parte più interna del cerchio, in corrispondenza del dorso, utilizza fibre ad alto modulo per mantenere costante la tensionatura dei raggi a seguito dei carichi dinamici sviluppati dalla pedalata.
Mozzi premium, raggi in acciaio
Esattamente come accade su tutta la famiglia di ruote NSW anche le nuove 202 NSW impiegano il meglio che Zipp ha a disposizione per i mozzi: gli ZR1 SL sono mozzi “Made in Germany”, con scorrimenti ceramici e compatto e leggero corpo in alluminio adatto ad alloggiare raggi in acciaio J-Bend.
I raggi sono in acciaio, proprio così e chi si aspettava che su un set di questo livello potessero esserci elementi in carbonio forse potrebbe esserne deluso.
La posizione di Zipp, in questo senso, è quella per cui anche le 202 si adeguano alla architettura che ispira tutta la famiglia NSW (sempre raggi in acciaio appunto), che adotta raggi di qualità come gli Alpina Hyperlite che in questo caso sono declinati con una raggiata “essenziale” che può fare al caso di una ruota da scalata: gli elementi sono 20 per ruota (sia all’anteriore che alla posteriore), sempre con incrocio in seconda.
Sempre in merito alla raggiata e all’idea di usare elementi in fibra Zipp aggiunge che in questa fase lo sviluppo sui raggi in carbonio non è ancora ad un livello di maturità tecnica e tecnologica che ne giustifichi l’adozione.
Non solo: in caso di imprevisti e rotture, la disponibilità di raggi in carbonio è al momento estremamente limitata, non incontrerebbe pertanto le logiche di assistenza di una azienda come Zipp, tanto più che stiamo parlando di ruote che, come accade per tutta l’alta gamma del marchio, offrono al cliente la garanzia a vita.
Zipp WH-202 NSW-A1, la scheda tecnica
- Tipologia e interfaccia copertura: tubeless ready hookless (TSS), con ponte forato e nastrato
- Larghezza gola interna: 23 mm
- Larghezza esterna cerchio: 27.5 mm
- Larghezza fianchi: 2.5 mm
- Altezza cerchio: 35 mm
- Mozzi: ZR1 SL, cuscinetti sigillati ceramici; posteriore con ingaggio a cricchetto con 66 punti di presa, interfaccia rotore CenterLock
- Raggi: Alpina Hyperlite, in acciaio, con estremità tonde e parte centrale aerodinamica, 20 raggi per anteriore, 20 per posteriore, con incrocio “in seconda”
- Nippli: in acciaio, esterni al dorso del cerchio
- Massima pressione tollerata: 5 bar (con coperture da 28 e 29 mm); 4.5 bar (per coperture da 30 e 32 mm)
- Massimo peso consentito (utilizzatore + bici + equipaggiamento): 115 chili
- Utilizzabile con camera d’aria: sì
- Utilizzabile con copertonicni: no
- Peso rilevato: 606 grammi posteriore; 475 grammi anteriore (comprensivo di nastro e valvola tubeless)
- Colore disponibile: nero con grafiche sovraimpresse
- Garanzia: a vita (per il primo proprietario)
Quanto costano
Come tutte le ruote Zipp le 202 NSW hanno prezzi distinti tra anteriore e posteriore (per consentire eventualmente anche di allestire coppie “miste”): l’anteriore è in vendita a 1.700 euro, la posteriore a 2.100 euro.
La posteriore è disponibile con corpetto Sram HDR o Sram per 10/11 velocità.
Come vanno: ruote piuma che rendono la bici “illegale”
Abbiamo “gommato” le 202 NSW con i nuovi pneumatici di vertice di Pirelli, quei P Zero Race TLR SL-R di cui avevamo già parlato qui. Abbiamo usato la sezione da 28 millimetri, esattamente quella che Zipp dice essere la più adatta per la gola hookless da 23 mm delle nuove ruote (e tra l’altro è anche la sezione minima montabile, secondo gli standard ETRTO).
Abbiamo poi montato il tutto sulla nostra Giant TCR Advanced SL in taglia M, con trasmissione Sram Red AXS “1X”. Il peso della bici intera? “Illegale”, se si considerano i 6.8 chili di peso limite fissato dall’UCI: il riscontro della bilancia elettronica (pedali e un portaborraccia incluso) è stato di 6.45 chili!
Con un peso di questo livello e ruote così leggere era logico aspettarsi spiccata attitudine alle salite ripide e grande facilità alla variazione di velocità quanto più la pendenza aumenta.
È effettivamente ciò che abbiamo trovato; e lo percepisci nettamente se, ad esempio, monti ruote come queste dopo avere pedalato per mesi con un paio di ruote profilo medio da 50 millimetri che pesano tre etti più di queste.
Questa è la classica ruota che invita all’azione in fuorisella, che ti fa percepire lieve l’asfalto, che sfida, anzi, quasi provoca, la forza di gravità.
Con livelli di peso come quelli sopra tutto questo ce lo potevamo anche aspettare; piuttosto sono state la grande scorrevolezza sui percorsi “mangia e bevi”, unita alla estrema facilita di guida del profilo da 35 millimetri le piacevoli sorprese di questi giorni di test: precisiamo che prima di scrivere queste righe abbia fatto cinque uscite in tutto (inclusa una cronoscalata), con percorsi comunque ricchi di salita. Le impressioni riguardano dunque il primo feeling, ma non possiamo certo parlare di “test di durata”.
Dunque, tornando alla (inaspettata) scorrevolezza e attitudine alla velocità: di sicuro molto fanno i cuscinetti in ceramica, assieme a questi molto fa la qualità delle gomme in questione, ma di sicuro molto incide l’architettura della ruota, che nonostante abbia un peso piuma ti dà sempre quella sensazione di sicurezza e confidenza che deriva dal suo essere sufficientemente rigida e bilanciata, ha tutto quel che un ciclista su strada di buon livello può aspettarsi da una coppia di ruote per pedalarci ovunque, non solo un salita.
Intendiamoci, le sensazioni di cui parliamo sono ovviamente soggettive, sono quelle di un ciclista amatoriale che, ovviamente, non può avere lo stesso metro e percezione che può avere un corridore di alto livello, lui, i suoi watt e le condizioni di corsa con cui si confronta.
Intendo dire, che se per un professionista queste possono essere ruote da usare occasionalmente (o eccezionalmente?) in concomitanza di tappe che finiscono su salite lunghe o nelle cronoscalate, per un amatore a cui piace macinare i chilometri, per chi fa granfondo e in genere per chi ama la salita, queste 202 NSW possono diventare il set di qualità top da usare su tutti i percorsi, perché oltre alla leggerezza estrema che le incorona, suggellano il tutto con il giusto mix tra tutti gli altri requisiti tecnici utili nel ciclismo su strada.
In più hanno un cerchio alto 35 millimetri che per le esigenze di un amatore sono un valore sufficientemente aerodinamico e assolutamente esentano la guida da problemi di guida connessi al vento laterale.
Ulteriori informazioni: Zipp










































