Di recente l’Unione Ciclistica Internazionale, l’UCI, ha fatto il punto sul lavoro che sta svolgendo per migliorare la sicurezza nelle gare ciclistiche. L’istituzione della commessione SafeR è proprio in questa direzione e mette regolarmente in contatto tra loro i protagonisti del settore che, tramite i loro rappresentanti, possono confrontarsi per trovare le soluzioni più adatte per un miglioramento su tutti i fronti.
Chi fa parte di SafeR? Ecco l’elenco:
L’Associazione Internazionale degli Organizzatori della Corse Ciclistiche (AIOCC), le squadre con l’Associazione Internazionale dei Gruppi Ciclistici Professionistici (AIGCP), i corridori tramite l’Associazione dei Ciclisti Professionisti (CPA e CPA Women) e la stessa UCI.
L’idea di base è di partire da un database di incidenti, costantemente aggiornato, così da individuare il modo per intervenire in accordo tra tutte le parti.
Ecco come funziona in base al comunicato della stessa UCI che spiega chi sono i protagonisti e come viene impostato il lavoro.
Si parla, tra le altre cose, degli auricolari, argomento molto sentito in gruppo, ma anche del nuovo sistema dei cartellini gialli e pure del posizionamento delle transenne.

SafeR è composta da tre organi:
- Consiglio di Sorveglianza, che si riunisce quattro volte l’anno per prendere decisioni strategiche e di bilancio.
- Commissione SafeR, che si riunisce mensilmente per fornire pareri su regolamenti, attrezzature e formazione.
- Comitato di Gestione dei Casi, che si riunisce settimanalmente per esaminare gli incidenti, anticipare problemi nelle gare future e condurre audit di sicurezza.
La composizione attuale di questi organi è la seguente:
Consiglio di Sorveglianza SafeR
- Organizzatori: Javier Guillén (ESP), Christian Prudhomme (FRA), Mauro Vegni (ITA)
- Squadre: Emily Brammeier (GBR), Brent Copeland (RSA)
- Corridori: Alessandra Cappellotto (ITA), Adam Hansen (AUS)
- UCI: Rocco Cattaneo (SUI), Amina Lanaya (FRA/MAR/SUI)
Commissione SafeR
- Organizzatori: Kiko García (ESP), Thierry Gouvenou (FRA), Luca Papini (ITA), Scott Sunderland (AUS)
- Squadre: Marc Chovelon (FRA), Brent Copeland (RSA), James Eddison (GBR), Emmanuel Hubert (FRA)
- Corridori: Alessandra Cappellotto (ITA), Adam Hansen (AUS)
- UCI: Laurent Bezault (FRA), Matthew Knight (CAN)
- Commissari: Catherine Gastou (FRA)
Comitato di Gestione dei Casi
- Organizzatori: Romain Caubin (FRA), un secondo analista ancora da nominare
- Squadre: Rubens Bertogliati (SUI), Dan Martin (IRL)
- Corridori: Alessandra Cappellotto (ITA), Adam Hansen (AUS)
Uno dei principi chiave di SafeR è prendere decisioni basate su dati raccolti durante le gare. Nel 2024, il database degli incidenti UCI è stato migliorato per garantire non solo esaustività, ma anche una chiara categorizzazione degli incidenti, a supporto delle decisioni politiche. Sono stati registrati in totale 497 incidenti nel 2024 in eventi UCI WorldTour, UCI Women’s WorldTour e UCI ProSeries (maschili e femminili). Tra le principali cause degli incidenti:
- Errori non provocati dei corridori (35% degli incidenti);
- Situazioni di tensione in punti tattici come salite, settori in pavé o sprint (13%);
- Condizioni stradali pericolose, in particolare strade bagnate e scivolose (11%);
- Infrastrutture stradali (9%); cattive condizioni stradali (4%); comportamento dei veicoli (1%).
Il database, sviluppato in collaborazione con l’Università di Gand (Belgio), ha fornito informazioni essenziali su:
- Analisi video per identificare le cause e i modelli degli incidenti;
- Fattori aggiuntivi che contribuiscono agli incidenti (es. posizionamento pericoloso delle moto e comportamento degli assistenti di squadra nelle zone di rifornimento);
- Situazioni in cui l’attrezzatura è un fattore contributivo;
- Incidenti che richiedono misure disciplinari;
- Monitoraggio del sistema dei cartellini gialli e modifiche previste per il 2025.
Questo lavoro preparatorio è essenziale per consentire a SafeR di individuare temi su cui fare raccomandazioni e apportare miglioramenti concreti. Anche se i dati sono raccolti in un numero limitato di eventi, l’obiettivo è estendere i miglioramenti della sicurezza a livelli inferiori di competizione.
Raccomandazioni e test del 2024
Nel 2024, l’UCI ha lanciato una fase di test di varie misure per migliorare la sicurezza dei corridori, tra cui:
- Introduzione del sistema di cartellini gialli;
- Adattamenti all’uso degli auricolari;
- Modifiche ai protocolli della zona sprint.
I risultati di questa fase di test sono stati positivi, portando a cambiamenti nei regolamenti e nei protocolli per il 2025.
Modifiche al protocollo della zona sprint:
- La regola dei tre chilometri può essere estesa fino a cinque chilometri, su richiesta dell’organizzatore e previa approvazione dell’UCI. Questo per ridurre la pressione sui corridori nelle fasi finali della gara.
- Il metodo di calcolo dei distacchi nelle tappe con arrivo in volata è stato semplificato. La soglia per considerare un gruppo è stata aumentata da uno a tre secondi, con eccezione per le fughe.
Comportamenti pericolosi negli sprint:
- Dopo un sondaggio con 174 corridori, è emersa l’importanza di una maggiore coerenza nell’applicazione delle sanzioni per comportamenti pericolosi (es. deviazioni pericolose dalla traiettoria).
Uso degli auricolari:
- Sono stati testati due metodi: uso limitato a due corridori per squadra e rimozione totale. Un questionario ha raccolto 349 risposte (240 da corridori e 42 da rappresentanti delle squadre), fornendo indicazioni per futuri test e miglioramenti.
Sistema di cartellini gialli:
- Testato nel 2024, ha visto l’emissione di 31 cartellini gialli in 66 giorni di gara (52% ai corridori, 32% al personale di squadra, 16% ai veicoli dei media). Dal 2025, il sistema sarà esteso ad altri eventi, come i Campionati del Mondo UCI.
Zone di rifornimento:
- Gli organizzatori dovranno installare zone di rifornimento ogni 30-40 chilometri, rimuovendo l’alimentazione libera introdotta durante la pandemia di Covid-19.
Studio sulle barriere:
- La seconda fase di uno studio sulle barriere di sicurezza definirà specifiche e metodi di approvazione per quelle usate negli ultimi 500 metri di gara. I risultati saranno pubblicati entro sei mesi.
Altre aree di studio:
- Software di valutazione dei percorsi, protezione delle gare (es. segnalazione visiva dei pericoli), soluzioni tecnologiche per migliorare la sicurezza (es. airbag per i corridori, restrizioni sull’attrezzatura) e dispositivi per misurare la distanza tra corridori e veicoli.
Una conferenza stampa online si terrà giovedì 6 febbraio alle ore 14:00 CET, con la partecipazione di membri di SafeR e stakeholder del ciclismo professionistico.
David Lappartient, presidente UCI, ha dichiarato: “La sicurezza dei corridori è una priorità per l’UCI e per tutti gli attori del ciclismo. SafeR sta lavorando con rigore e professionalità per implementare iniziative che rendano il ciclismo su strada più sicuro. Continueremo a progredire in questa direzione nel 2025 e oltre”.

































