Si è chiuso sabato 14 settembre il Sellaronda Bike Day edizione autunnale, ‘ferito’ nella partecipazione da previsione meteo infauste che hanno scoraggiato una partecipazione record. Ma, alla faccia dei menagrami, non c’è stato né troppo caldo né freddo e la pioggia lo ha scansato quasi del tutto.
Si è svolta una giornata car free sui passi dopo la “pausa” per il Covid. Dal 2021, infatti, se ne svolgono due: una per aprire la stagione turistica, che anticipa la Hero Südtirol Dolomites, il Dolomites Bike Day e la Maratona, e l’altra a settembre per ‘chiudere’, anche se quest’anno è stata anticipata di una settimana per trovare più hotel e strutture aperte anche nelle altre valli (in Val di Fassa, infatti, domenica 14 hanno iniziato a chiudere i primi impianti e rifugi).
Un’occasione per godere dei quattro passi più iconici, senza il traffico veicolari, con la virtù (e il grande limite) di ‘consigliare’ il senso di percorrenza antiorario, cioè l’esatto contrario di quanto avviene nella mitica Maratona.
Un momento speciale per i ciclisti e il territorio, dove si incontrano (sempre meno) famiglie e (sempre più) e-bike, sempre con una dose importante di stranieri.
Ma su tutti spiccava il ciclista più “classico” possibile. Uno che ha scelto di parteciparvi con una bici che più d’epoca non si può: una Semper del 1920 con solo due rapporti, ma ha scelto di usare quello più “lungo” soltanto per non stare a girare la ruota. 44-16 tutto il giorno con una bici più pesante di qualunque e-bike. E scegliendo l’ascesa più alta di tutte: partendo da Canazei, infatti, si è ‘regalato’ quasi 400 metri di dislivello in più rispetto ai più comodi accessi da Corvara e Arabba.
Paolo, che si fa chiamare Gino, con la sua umiltà, calma e simpatia, è un faro e un inno a quella lentezza e semplicità che anche in sella alla bicicletta si sta dimenticando. Per lui non conta il tempo: la migliore compagnia è la salita. E la sua energia viene anche fuori da chi lo saluta e lo esalta, non solo perchè ha scritto “Gino” sulla schiena e richiama in qualche modo anche il compianto Luciano Berruti, simbolo dell’Eroica di Gaiole in Chianti, ma perché rappresenta un perfetto esempio di ciclista della domenica che non solo si diverte ma non conosce stress. Un turista e utente della strada perfettamente educato che non rischia di diventare antipatico agli altri neanche a traffico aperto.
Avergli rubato qualche battuta ’sotto sforzo’ con il maestoso sfondo della Val Badia, fra le curve del Passo Gardena, non è solo bello da vedere: può essere davvero di ispirazione per tanti che vogliono avvicinarsi o cambiare il modo di vivere in bici in modo realmente più sostenibile e genuino.
Ulteriori informazioni: https://www.sellarondabikeday.com/
































