Gentile Direttore, ho letto di quel signore che dice tutta la verità dei cicloamatori che di solito tengono occupata tutta la strada quando viaggiano in piccoli gruppetti.anch’io ho foto di specie di ciclisti che fanno rabbrividire!! io ho corso negli anni 70 90 e anche allora si andava via in gruppi, ma non sentivi tutte le disgrazie che capitano adesso in bicicletta, se capitava di sentire in un anno la morte di un ciclista investito da un auto resta di stucco, incredulo!!come mai questo cambiamento? le spiego, dunque andare a caccia ci vuole un esame di idoneità, idem per andare a tartufi ecc…ecc..penso che nella FCI ci siano molti incompetenti e si vede anche.prima di tutto annullare le corse di cicloamatori e gran fondo….qui è meglio tacere e basta. Se vuoi andare in bicicletta ci vorrebbe un tesserino speciale da ottenere l’idoneità per averlo, ma nessuno ne parla!! Come mai?????? ultima cosa le disgrazie purtroppo che capitano quasi giornalmente ai ciclisti e’ causa loro!! Dico 80 per cento!!venti per cento agli automobilisti!! dimenticavo perché non fate l’antidoping alle corse amatoriali?????? se non si hanno i soldi per questo non dovete organizzare le corse, siete voi i responsabili di tutto!!!!questione di soldi vero!!! fate schifo ma oramai si sa tutto!! grande ciclismo SANO!! grazie direttore per accettare le opinioni, anche di chi né sa troppo ma non può fare niente!!
Paolo
Dubito che una patente per ciclisti possa migliorare il comportamento di molti sconsiderati. Con le automobili mi pare non funzioni tanto e di cose gravi, gli automobilisti, ne fanno decisamente troppe e di foto e filmati ne abbiamo tanti anche dall’altra parte. Anzi, di più e su cose ben più gravi per le conseguenza che possono apportare. Giusto due giorni fa ho filmato un automobilista che si è immesso su una rotonda mentre stavo passando. Mi ha guardato ed è passato, confidando nei mie freni. Che dire? Non me la prendo con tutti gli automobilisti per un comportamento scorretto di uno.
Ecco, non facciamoci prendere la mano dal muro contro muro che non ne usciamo più.
Sa cosa penso dei tempi che dice lei? Ed erano tempi in cui facevo più 20mila chilometri l’anno, per cui un po’ di strade ne ho viste nei dintorni di Roma, dove abitavo.
Penso che eravamo molti di meno e le tragedie accadevano lo stesso. Oggi siamo tanti e pedalare e la statistica diventa tragica quando moltiplica anche le disgrazie. Non è una consolazione e ho paura ad approfondire, perché intravedo numeri preoccupanti.
Piuttosto bisognerebbe avere l’umiltà, in bicicletta da novizi, di ascoltare i più esperti. Ma mi pare ormai lo si faccia poco in tutti i campi.
E, guardi, non vale nemmeno la sua lettura dei ciclisti che se la vanno a cercare. Quelli che sono vittime di incidenti vergognosi sono spesso ciclisti che pedalano da soli, meno visibili dai distratti.
Se è un ex ciclista dovrebbe farci caso.






































Lettera sensa senso, senza capo nè coda, senza la conoscenza della lingua italiana, senza dati statistici
Un miscuglio di parole da far venire mal di testa
Nel 15-18 non si sapeva dei soldati morti finché non arrivava il telegramma, forse…