15 nov 2018 – Lavare un’e-bike può dare qualche preoccupazione in più rispetto a una bicicletta tradizionale? Ce lo aveva già chiesto qualche lettore e ora arrivano alcune risposte precise da uno dei produttori di e-bike più importanti: Scott.
È vero che le biciclette a pedalata assistita sono dotata di motore e quindi contatti elettrici, batteria e comandi elettrici che richiedono un’attenzione in più rispetto a una bicicletta tradizionale, ma è anche vero che il livello tecnico raggiunto sia ormai a livelli tali da non portare a preoccupazioni eccessive. Si tratta, in effetti, di soluzioni tecniche già collaudate in altri campi e di cui l’e-bike può beneficiare a piene mani. Contatti impermeabilizzati e innesti a tenuta stagna sono all’ordine del giorno nel settore motociclistico.
Ecco, comunque, i consigli di Scott. E qui si parla di un utilizzo estremo: quello di una e-mtb, quindi si ha a che fare con percorsi sconnessi e fango che diventa un potenziale pericolo per qualsiasi sistema meccanico ancora prima che per l’elettronica:
- Poiché le e-bike sono resistenti all’acqua, puoi lavarla come laveresti una bici normale.
- Rimuovi la maggior parte dello sporco con un getto d’acqua (non usare mai un’idropulitrice ad alta pressione)
- Con una spazzola morbida e con l’aiuto di un pulitore per bici (specifico per biciclette, non usare prodotti automobilistici o motociclistici) pulisci lo sporco rimanente
- Una volta finito, risciacqua la bici per rimuovere il liquido pulente (non usare mai un’idropulitrice ad alta pressione)
- Quando la bici è pulita, girala sottosopra per alcuni secondi per rimuovere le gocce d’acqua, poi asciugala.
- Raccomandiamo anche di asciugare le placche elettriche di contatto della batteria
- Per finire, utilizza un lubrificante per catene specifico per bici per lubrificare la catena
Come possiamo vedere i consigli di Scott possono essere estesi a tutte le biciclette. Soprattutto nell’attenzione all’utilizzo di sistemi che sfruttino acqua a pressione. Prima ancora che per i contatti elettrici, queste soluzioni, diventano un pericolo per la tenuta stagna dei movimenti sigillati. Insomma, quel che vedete fare spesso sui campi di gara della mountain bike o tra i meccanici delle squadre professionistiche su strada… meglio lasciarlo a loro. In quei casi, infatti, la componente “tempo” è preponderante anche sulla durata effettiva del prodotto. E la tenuta che ormai denotano le biciclette così trattate la dice lunga sulla qualità delle impermeabilizzazioni. Ma si tratta comunque di soluzioni da “non fare a casa vostra”. Meglio dedicare qualche minuto un più e lasciare l’acqua in caduta libera piuttosto che a pressione.
Redazione Cyclinside


































