Prendendo spunto dai dati pubblicati da Bike Europe (“Shimano’s 2025 revenue rises, but global market headwinds bite operating income”, di Katie Sawyer), il bilancio dei primi nove mesi del 2025 della multinazionale giapponese Shimano fotografa una situazione di luci e ombre per l’intero comparto ciclistico globale.
Ricavi in aumento, margini in calo
Nel periodo considerato, il colosso di Osaka ha registrato un incremento delle vendite pari a circa il 5%, per un totale di 266.243 milioni di yen (circa 1,5 miliardi di euro) nel settore dei componenti per biciclette, che resta il cuore dell’attività. Tuttavia, l’utile operativo è crollato del 27 per cento, fermandosi a 30.161 milioni di yen, a causa di margini più deboli e delle persistenti difficoltà legate agli stock di magazzino accumulati durante la pandemia.
Il problema delle scorte eccessive continua a pesare soprattutto sui mercati europei e cinesi. In Europa, nonostante condizioni meteorologiche favorevoli abbiano sostenuto le vendite al dettaglio, i magazzini restano “a un livello piuttosto elevato”. In Cina, il rallentamento delle vendite legate al ciclismo sportivo ha lasciato le scorte ai massimi. Anche in Giappone, dove i prezzi delle bici complete sono aumentati, le vendite sono diminuite pur mantenendo le giacenze su livelli ritenuti adeguati.
Effetti del cambio e contesto globale incerto
A incidere fortemente sui risultati di Shimano sono state anche le perdite valutarie: nei primi nove mesi del 2025 l’azienda ha registrato 18.387 milioni di yen (circa 104 milioni di euro) di perdite legate al cambio, il doppio rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il contesto economico mondiale, seppur complessivamente stabile, resta segnato da tensioni geopolitiche e da incertezze commerciali che alimentano la prudenza degli operatori.
Per l’intero esercizio 2025, Shimano conferma le previsioni: un incremento dei ricavi del 2 per cento, ma con una flessione del 29 per cento nell’utile operativo e del 60 per cento nell’utile netto rispetto al 2024.
Buone performance dall’off-road e focus sull’elettronica
L’unico comparto in controtendenza resta quello dei componenti per mountain bike, dove continuano a performare bene le serie XTR, Deore XT e Deore. A questi si aggiunge il debutto del sistema Q’Auto, un cambio automatico autoalimentato che rappresenta un nuovo passo verso la digitalizzazione e l’integrazione software-meccanica nei gruppi trasmissione Shimano.
Problemi con la concorrenza interna in Giappone
Non mancano, però, difficoltà anche sul fronte interno: a settembre la Fair Trade Commission giapponese ha sanzionato Shimano per violazione del Subcontract Act, accusandola di non aver pagato correttamente 121 fornitori locali per la custodia di stampi e materiali di proprietà dell’azienda. Shimano ha promesso di risarcire i subappaltatori, definendo la cifra come “relativamente modesta”, sebbene l’importo non sia stato riportato nel bilancio ufficiale.
Uno specchio del mercato globale
Il caso Shimano riflette le tensioni strutturali che attraversano il mercato mondiale delle biciclette: un comparto che, dopo l’espansione record del biennio post-pandemia, sta ancora cercando un nuovo equilibrio tra domanda reale, prezzi elevati e un eccesso di offerta.

































Buongiorno,
ma gli sta bene a Shimano e gli altri, hanno trasformato la bici da mezzo meccanico a smartphone!! Io negli anni 2000/2009 facevo le gare di cross country e Granfondo con Shimano xtr a 8 rapporti, poi sono passato al 9 rapporti, mi bastavano e andava tutto bene ( con la doppia corona 44/29). Adesso 12 mega rapporti con cambio elettrico e una ridicola guarnitura da 32😂 e ruote da 26′. Fior di campioni usavano le MTB così, come la campionessa Paola Pezzo. Adesso non sanno più cosa aggiungere! Semplificare tutto, abbassare prezzi e Pedalare!!