Le indiscrezioni non sono più tali, ma solide realtà: in occasione della prima tappa in linea della Vuelta España 2026 l’autorevole Cyclingnews ha avvistato il tanto atteso nuovo gruppo trasmissione Shimano Dura-Ace di classe R9300, successore dell’attuale R9200.
L’occasione per vederlo è stata la prima tappa in linea Monaco-Manosque: alcune bici dei corridori della Alpecin-Premiere Tech erano equipaggiate con il nuovo reparto.
Che ad usarlo per primi siano i corridori della squadra di MVDP non ci stupisce troppo, visto che quello olandese è uno dei team ufficialmente sponsorizzati da Shimano (diversamente dai tanti che utilizzano per scelta i componenti giapponesi); non a caso sempre la “Alpecin” è stata la prima a testare in versione di prototipo anche le ruote Dura-Ace WH R9370, poi ufficializzate giusto a metà di questa estate 2026.
Tornando al nuovo Dura-Ace: le foto confermano evidentemente la novità più attesa, il passaggio dalle 12 alle 13 velocità, ovvero un pignone in più dell’attuale “12”.

Le 13 velocità suggerirebbero un probabile nuovo standard per il corpetto ruota libera delle ruote WH R9370 sulle quali è stato installato. In realtà, il corpetto con cui sono uscite le nuove ruote è perfettamente compatibile con le 12v, quindi al momento non è possibile dire se il corpetto sarà retrocompatibile oppure se ci sarà un aggiornamento “in corsa” dello stesso, nel momento in cui il nuovo gruppo sarà rilasciato (“rumors” parlando di metà 2027).
In realtà se, come sembra, il pignone minimo passa dagli 11 ai 10 denti, è molto probabile che si verificherà la seconda opzione. Vedremo.
Semi-wireless
Il cambio posteriore è, come accade per il 9200, tuttora alimentato da un cavo, per questo il sistema dovrebbe ancora essere semi-wireless, ovvero con comandi senza fili ma deragliatore e cambio collegati alla batteria centrale.
Questa opzione fugherebbe le voci molto frequenti che volevano un nuovo Dura-Ace come declinazione del gruppo wireless da MTB XTR M9200 Di2.
Ancora, l’interfaccia del cambio appare essere un UDH “tipo SRAM”, o in ogni caso un sistema compatibile con questo standard.
Nuovo pulsante sui comandi
A livello generale i comandi sembrerebbero confermare il design e delle parti di precedente generazione, con in più una interessante novità sulla parte alta del componente: compare infatti un pulsante di azionamento della cambiata nella parte alta interna del componente, che sembrerebbe suggerire una ulteriore possibilità di cambiata e gestione e passi avanti significativi nel senso dell’ergonomia.
Guarnitura: sempre alluminio
La guarnitura? Sempre in alluminio, a conferma del fatto che anche questa volta Shimano non sembrerebbe seguire la strada intrapresa da tanti altri costruttori, con pedivelle in carbonio. Sempre a proposito di guarniture le foto suggerirebbero un possibile aggiornamento del powermeter integrato nella guarnitura.
Il gruppo fotografato alla Vuelta è inoltre un “2×13”, ma potrebbe essere possibile anche una configurazione “1x”.
Insomma, più che una “rivoluzione” il nuovo Dura-Ace sembra essere una evoluzione nel senso della filosofia e delle visioni che hanno reso celebre e apprezzata Shimano con in più delle soluzioni tecniche in direzione della maggiore flessibilità, ricchezza di combinazione e interessi sull’ergonomia, mantenendo però l’architettura centralizzata che caratterizzava l’attuale generazione Di2 di classe Dura-Ace.

































