Gentile Redazione… rispetto a paesi esteri dove sono stato vedo due differenze sostanziali.
In Italia riscontro un progressivo imbarbarimento sulle strade: a farne le spese sono i più deboli, motociclisti e ciclisti, per il solo fatto che hanno il mezzo più piccolo e rischioso, non perché siano “i buoni”. Questo si risolve con educazione ed informazione come sostengono i buonisti, ma anche e soprattutto con vigili e polizia in carne e ossa sulle strade (non solo autovelox sui pali per far cassa) che vedono in diretta chi commette gravi infrazioni, lo rincorrono, lo multano all’istante e riscuotono con il POS, applicando la splendida filosofia di un vigile olandese appoggiato all’auto in divieto di un mio amico: “No Money, no car”. Credo equivalga ad un corso educativo accelerato.
Il secondo riguarda le piste ciclabili: da noi sono spesso una riga bianca che restringe la carreggiata con disegnata una bici mentre ad un metro sfrecciano auto e tir (andate a vedere via Panni a Modena, la carreggiata auto è stata ristretta al punto… che è più stretta della larghezza di un’auto): così il comune di competenza senza spendere nulla può dire… abbiamo i chilometri di ciclabile! All’estero (ma anche in regioni tipo Trentino Alto Adige) le ciclabili sono invece prese sul serio. Soluzione: le ciclabili debbono avete parametri minimi di Legge, comuni che prendono in giro i cittadini debbono ripristinare e vanno multati.
Infine cito il solito problema: i telefonini (questo vale per tutta Europa). Da tecnico informatico so bene che basterebbe una norma per imporre a chi produce smartphone che, quando il telefono si muove, tutti i social non funzionano più, solo il vivavoce dell’auto. Devi rispondere alla chat del gruppo ? Ti fermi, scrivi, poi riparti. Riduzione di libertà ? Chiedetelo ai tanti parenti dei morti ammazzati di chi guidava mentre chattava.
Paolo
Gentile Direttore, se la prendono sempre con i ciclisti, e spesso queste persone non sono capaci neanche di guidarla una bici, ma posso confermare che spesso sono loro stessi che non rispettano le velocità , se vuole le faccio delle riprese visto che sono anche un ciclista, e devo dire che uscire oggi in bici è diventato molto pericoloso, e non perché creo dei gruppetti visto che esco da solo, ma perché non ci considerano proprio, ti girano davanti ti sorpassano e ti inchiodano come se non esistessi.
Claudio
Il problema molto italiano, il rispetto delle regole deriva dal controllo. Come dimostrano anche i comportamenti di molti che, in arrivo nel nostro Paese, sciolgono i freni inibitori e si adeguano subito allo stile di guida di troppi indisciplinati che abbiamo già.


































Se la prendono sempre con i ciclisti ma…. vedo un sacco di automobilisti che… e ma anche gli automobilisti fanno…. La macchina però…. Quello però fa peggio e non viene multato…
E’ sempre un puntare il dito verso chi fa peggio. Se lui fa peggio io posso giustificare e depenalizzare la mia infrazione perchè la ritengo “meno grave” perchè quello con la macchina è più pericoloso.
Tipica mentalità italiota… giustificare i propri errori perchè c’è chi fa peggio.
Io, da ciclista che rispetta le regole (bici in regola con luci ecc, sto a destra sulla banchina, mi fermo sempre al rosso, segnalo le svolte, se c’è la ciclabile la prendo, ecc ecc), credo di aver diritto (come del resto fa lei in questo ed in altri innumerevoli commenti) di mettere in evidenza quelli che per noi sono i problemi legati alla “convivenza” auto-bici sulla strada.
Provi per un attimo a mettersi nei panni di un ciclista corretto che viaggia a destra e che viene sorpassato a pochi cm dal manubrio quando c’è la possibilità di distanziarsi perché l’altra corsia per il sorpasso è libera o si tratta solo di attendere pochi secondi.
È spaventoso, soprattutto perché spesso la strada a destra è malconcia, con buche e vetri di bottiglia e la bici non è stabile come potrebbe immaginare.
Dovrebbe solo ringraziare che tutti i suoi commenti rabbiosi e offensivi vengano pubblicati su un sito di ciclismo.
Buona giornata
E lei provi a mettersi nei panni di una persona che, guida l’auto, prende il treno e va a piedi per tutta la giornata, guidando in città, prendendo il treno per andare al lavoro, e terminando il percorso “a piedi” per arrivare al lavoro, cosa si prova a trovarsi continuamente lo stesso ciclista contromano ogni mattina, ciclisti passati con il rosso in mezzo all’incrocio in equilibrio in attesa di far scorrere le auto per passare, biciclette davanti alle porte dei treni (nonostante ci siano gli spazi appositi in testa al treno), monopattini, biciclette in sharing sui marciapiedi o che sbucano dagli angoli, biciclette che non si fermano agli attraversamenti pedonali, pedoni che attraversano in diagonale l’incrocio, le rotonde… pensi quanto è divertente per un automobilista che percorre mediamente 50km/giorno in città e circa 4km a piedi ogni giorno, dover far attenzione oltre agli automobilisti distratti o irrispettosi (nessuno ha mai negano che esistono) anche agli utenti deboli, che forti della loro “debolezza” pensano che siano gli altri che devono prestate attenzione al loro comportamento.
Commenti pieni di rabbia? Quando una persona espone i fatti, per voi sono sempre “invidia e rabbia”. Guardare un po’ più lontano dal vostro naso.
P.S: Ho una dashcam e diversi video di tanti “ciclisti e pedoni” rispettosissimi del prossimo, sa com’è… anche noi automobilisti dobbiamo tutelarci dall’utente debole che non rispetta il CdS per non farci sospendere la patente in caso di incidente SENZA RESPONSABILITA’.
Le auguro una buona giornata, e la invito ad essere più obiettivo e non pensare che agli altri freghi qualcosa della vostra “mobilità”, visto che, sicuramente, dal punto di vista fisico, sono molto più allenato di tanti ciclisti della domenica.
E io, da ciclista solitaria, non posso fare altro che confermare ciò che è stato detto da Paolo e Claudio.
Purtroppo, noi ciclisti che rispettiamo le regole, per molti automobilisti siamo trasparenti/inesistenti.
E capisco che dicendo certe cose si alzi un polverone ma, se non dai un minimo di fastidio, sei ignorato. Il che si traduce in “ti faccio il pelo, ti sorpasso e taglio la strada, invece di darti la precedenza accelero… ecc”
Poi ho una richiesta per la Redazione: fate in modo che i commenti siano moderati prima di essere pubblicati. In questi giorni (in seguito al tentato omicidio a Lanzo Torinese) si è toccato il fondo e moltissimi si sono sentiti liberi di tramutare in messaggi deplorevoli contro i ciclisti, tutto l’odio che nutrono verso il prossimo.
Le faccio presente che un “ciclista” ha affermato di voler sparare agli automobilisti.
Segnalato alla Fondazione Michele Scarponi. Mi aspetto una diffida alla persona-