Il 24 maggio del 2018 Simon Yates era in maglia rosa ma ormai il suo destino era segnato. In quella tappa mostrò i segni di un cedimento che prese forma, definitivamente, il giorno dopo, la famosa tappa del Colle delle Finestre in cui Froome mise le mani, definitivamente, sul Giro d’Italia di quell’anno.
Cos’era successo in quella tappa? Una crisi, come succede in un grande Giro. Ma noi avevamo notato anche un’altra cosa: per quella tappa, che segnò il declino, Simon Yates aveva cambiato calzature. Allora correva con Scott e, curiosamente, quelle utilizzate per le tappe corse fin lì del Giro d’Italia, non erano il modello di vertice. Le sostituì proprio quel giorno, forse per consiglio di sponsor? Non lo abbiamo mai saputo. Di fatto si presentò al via con delle calzature nuove che, per quanto con le stesse impostazioni delle precedenti, non rappresentano la soluzione ideale per un corridore sottoposto a stress fisici e sollecitazioni quotidiane. No, in realtà è improbabile stabilire un nesso di causa effetto da quella scelta un po’ azzardata (di cui parlammo qui).
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Quest’anno nessun cambio
Quest’anno non ha ripetuto la stessa imprudenza. Anzi, per non sbagliare, è partito sin dal primo giorno con le calzature di vertice dell’attuale sponsor: Nimbl. Le scarpe Ultimate Exceed Pro Edition sono quelle utilizzate dal britannico in questa edizione della corsa rosa. Si tratta di un modello da 192 grammi che sfrutta un sistema di ventilazione evoluto e la chiusura BOA e aggancio per pedali Speedplay.
Stavolta, insomma, per non sbagliare, Simon Yates è partito subito col modello di calzatura definitivo.
Una curiosità: Nimbl aveva preparato, per la tappa di Roma, un paio di calzature celebrative (le vedete qui sotto), ma Simon Yates ha utilizzato, anche per la tappa finale del Giro d’Italia 2025, le stesse calzature usate nelle altre tappe. Hai visto mai…
Yates in crisi. Cos’è cambiato da ieri? Gli scarpini, per esempio



































