La più famosa, o forse è meglio dire quella molto usato da vari produttori, è la MIPS, e prende il nome dalla omonima azienda svedese.


Poi c’è la Kineticore di cui è proprietaria la belga Lazer e lanciata nel 2022;
Ovviamente stiamo in tutti i casi parlando di tecnologia impiegata sui caschi per elevarne il livello di sicurezza, e farlo con dispositivi o sistemi aggiuntivi rispetto alla protezione insita nella calotta stessa, realizzata principalmente in materiale espanso EPS.

Bene, da qualche tempo a questa lista dobbiamo necessariamente aggiungere la tecnologia SLID, impiegata su tutti i più recenti caschi HJC, un’azienda coreana che è da anni al fianco anche dei professionisti “road” (in questo 2026 equipaggia la Total Energies) e che questo sistema lo utilizza su tutti i suoi caschi destinati alle discipline di velocità, che siano bici da corsa, gravel o mtb.
Anche nel caso della SLID la tecnologia è stata studiata per aggiungere un elemento di protezione in più in caso di caduta e farlo attraverso un dispositivo che riduca la forza d’urto connessa a tutte quelle dinamiche di impatto rotazionali o tangenziali lungo le quali l’impatto trasmette parte (o tutta) dell’energia dell’impatto sul cranio.
Nella fattispecie di HJC la tecnologia SLID è sviluppata attraverso particolari pad in gel, a loro volta applicati su una intelaiatura in materiale sintetico vincolata attraverso quattro perni nella parte interna della calotta.
È in pratica una struttura che interfaccia la sommità del cranio attraverso i pad in gel e che consente una certa libertà di rotare in ogni direzione in caso di impatto, ridicendo quindi in modo rotatorio l’energia trasmessa al cervello in caso di caduta.

Nel dettaglio, la particolare composizione gel dei pad consente a questi ultimi di esaltare quella che è la vera e propria traslazione della struttura SLID, disperdendo così le forze e aumentando il grado di protezione per chi calza caschi con questa tecnologia.

SLID pesa solo pochi grammi è posizionato nella parte centrale interna della calotta e non ha praticamente alcuna interferenza con le normali caratteristiche di fitting con cui è strutturato il casco: tutto questo ve lo possiamo garantire di persona, visto che con i caschi HJC abbiamo fatto diretta conoscenza durante un recente evento BCA svoltosi in toscana, dove abbiamo avuto il modo di provare Bellus 2, ultimo arrivato nella gamma dei caschi HJC: si tratta di un casco destinato indifferentemente al ciclismo su strada e al gravel, con architettura con feritoie perfetta per le alte temperature.
Aggiungiamo che Bellus 2 si caratterizza per la pratica chiusura magnetica Fidlock, con fibbia particolarmente ampia e facile da maneggiare.
Inoltre Bellus 2 offre la possibilità di aggiungervi la visiera morbida removibile, che può sostituire il pad frontale e che in questo caso offre protezione dal sole, contribuendo alla dispersione del calore.

Bellus 2 è disponibile sul mercato da aprile 2026 ed è in vendita sul sito ufficiale del marchio www.hjcsports.com ad un prezzo consigliato al pubblico di 179 euro.

Bellus 2 non è il top di gamma, nel senso che in ordine di prezzo si inserisce nella collezione aziendale tra il Furion 3 e l’Ibex 3, ampliando l’offerta dedicata ai ciclisti alla ricerca di comfort e ventilazione e in tutti i casi fornendo quell’importante presidio in più per la sicurezza rappresentato dalla tecnologia SLID.
Ulteriori informazioni: HJC







































