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Home Biciclette

Specialized Diverge 2021: la rivoluzione furba della geometria gravel

Redazione di Redazione
7 Maggio 2020
in Biciclette, Gravel, TechNews
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Specialized Diverge 2021: la rivoluzione furba della geometria gravel

6 mag 2020 – Ci sembrava già perfetta la Diverge da quando si presentava al pubblico con il Future Shock, quello sì, con margini di miglioramento ma comunque idea molto interessante.

Oggi Specialized fa fare un altro balzo in avanzi a una gamma che comprende biciclette di ogni livello: segno che il gravel, settore di predilezione della via Diverge, è diventato un terreno di interesse a livello mondiale. Facile pure da immaginare vista la versatilità che presuppone.
È per questo che Specialized è andata a investire sempre di più in questo settore e a differenziare intelligentemente il prodotto che arriva sul mercato con una gamma che va da poco più di 1000 fino a sfiorare i 10.000 euro. Prodotti completamente diversi, ovviamente ma con la stessa impronta geometria.

Geometrie

Per parlare della nuova Diverge ci piace partire da qui: è la geometria il punto più importante della nuova serie.
Per rendere la Diverge più comoda e facile da guidare sulla ghiaia è stato allungato il reach, ossia la distanza lineare tra la perpendicolare passante per il movimento centrale e la perpendicolare passante per il centro del tubo di sterzo misurato nella parte superiore (che, per la Diverge, corrisponde alla battuta zero con la cartuccia Future Shock installata).

In sostanza che vuol dire questo? Che il telaio della nuova Diverge è stato allungato e, al tempo stesso, è stato anche aperto leggermente l’angolo di sterzo e la forcella dotata di un offset maggiore. Anche il carro posteriore è stato allungato (da 421 a 425 millimetri) sempre per dare più stabilità al mezzo.
Al contempo si è lavorato su un attacco manubrio più corto così da mantenere invariata la posizione del ciclista.
Si tratta quindi di una geometria più comoda, se vogliamo più vicina alle geometrie delle biciclette di quando ancora non esistevano strade asfaltate. Una bicicletta più comoda e che si differenzia ancora di più dalla sorella corsaiola “Roubaix”.

«Abbiamo proseguito una linea di biciclette di cui c’era stata già un’intuizione interessante nel 1989 – spiegano da Specialized – quando ci fu, già allora, un tentantivo di unire caratteristiche di una mountain bike a una bicicletta stradale». Per chi se la ricorda era la “vecchia” Rock Combo. Ovviamente, oggi, l’interpretazione è completamente diversa.

Nella nuova versione è stato alzato di sei millimetri il movimento centrale per dare migliore agilità di guida, sia in termini pratici: avere la guarnitura più lontana da terra, che geometrici visto che si deve considerare la distanza maggiorata tra i due mozzi.

Il confronto geometrico con la versione precedente mette in evidenza i quattro punti chiave.

Passaggio ruota maggiorato

Il segreto di ogni gravel è il passaggio ruota, ossia lo spazio lasciato disponibile da telaio e forcella per il passaggio di gomme di sezione molto generosa. Il lavoro fatto su telaio e forcella ha portato la misura massima della sezione gomma utilizzabile a 47 millimetri per le ruote tradizionali da 700c e da 2,1″ per le ruote di tipo 650b (le classice 27,5″ delle mtb).

Come si è potuto ottenere questo? Per quanto riguarda la forcella il lavoro è certamente più semplice che per il carro posteriore dove la quantità dei componenti in gioco rende gli spazi più ristretti.
In Specialized, allora, si è lavorato partendo proprio dal modello Diverge precedente modificandolo manualmente dopo averlo progettato tramite software di modellazione computerizzata.

Il dettaglio del fodero posteriore dalla forma completamente schiacciata.

Allargare il passaggio ruota senza incidere sullo spazio a disposizione della guarnitura ha comportato una modifica sostanziale del fodero posteriore. Sono state scartate a priori le modifiche geometriche che potevano prevedere un passaggio più alto o più basso del fodero stesso visto che avrebbero comportato anche un aumento del peso della struttura. Allora si è lavorato sull’assottigliamento del fodero che, nel punto più critico, è un pezzo massiccio di fibra di carbonio, nessuna cavità all’interno.
Una modifica tecnica per cui si è dovuto prevedere anche un apposito passacavo-batticatena nella parte superiore del fodero cui fa eco la protezione per la fibra di carbonio nella parte inferiore del tubo obliquo.

Future Shock 2.0 e 1.5

L’ammortizzatore Future Shock 2.0 (sperimentato da Peter Sagan per la prima volta nella Parigi Roubaix di due anni fa) è una delle caratteristiche della nuova Diverge che prende lo stesso modello utilizzato già sulla Roubaix. Oltre alla molla meccanica il Future Shock 2.0 è dotato di un sistema idraulico regolabile che permette il controllo dello scorrimento (anche nella fase di ritorno) e, quando si trova in posizione completamente chiusa, porta a un bloccaggio quasi totale dell’escursione.  Il Future Shock 2.0 è nelle versione Diverge S-Works, Expert e Comp. Nelle versioni Sport Carbon e Carbon Base ed E5 Comp è adottata la cartuccia Future Shock 1.5 senza componente idraulica, mentre per Diverge E5 Elite ed E5 Base non c’è i sistema di ammortizzazine (ma rimane identico lo sviluppo geometrico).

Il future Shock 2.0 che lavora all’interno del tubo sterzo e dell’attacco manubrio.

Nuovo reggisella

Nella zone posteriore l’elasticità dell’appoggio è garantita dal reggisella Roval Terra, di forma più tradizionale rispetto al precedente ma in grado di garantire la stessa comodità.

SWAT rinnovato

Una delle caratteristiche delle gravel Diverte è la possibilità di avere uno spazio dove portare piccoli accessori, tool ed eventuale camera d’aria (per i sistemi non tubeless, ovviamente). Questo spazio era ricavano in un accessorio triangolare che si fissava tra tubo sella e obliquo sul movimento centrale. Nella nuova Diverge 2021 lo spazio è previsto direttamente all’interno del tubo obliquo e accessibile tramite uno sportellino che nasconde le due sacchette per gli accessori. Il sistema è previsto dalla versione Comp Carbon fino alla S-Works.

 

Sulla nuova Diverge si possono fissare fino a sei portaborraccia. Nell’immagine qui sopra sono indicate le posizioni.

Pesi dei telai

A differenziare i livelli del telaio è anche la tipologia di fibra di carbonio utilizzata. Ecco di seguito la classificazione e i pesi dei telai:

Velocità e versatilità

Ha certamente senso parlare di velocità anche per una bicicletta gravel. Tanto più se il telaio, nella versione S-Works della Diverge, ha un peso inferiore al chilogrammo.

Prezzi

  • S-WORKS DIVERGE 2021: 9.990,00
  • DIVERGE EXPERT CARBON 2021: 4.999,00
  • DIVERGE COMP CARBON 2021: 3.799,00
  • DIVERGE SPORT CARBON 2021: 2.999,00
  • DIVERGE CARBON BASE 2021: 2.499,00
  • DIVERGE E5 COMP 2021: 2.099,00
  • DIVERGE E5 ELITE 2021: 1.799,00
  • DIVERGE E5 BASE 2021: 1.149,00

Ulrteriori informazioni: https://www.specialized.com/it/it

Redazione Cyclinside

 

Tag: divergenovità 2020novità 2021specialized

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Commenti 2

  1. Claudio says:
    6 anni fa

    Scusate,
    una questione tecnica su questa nuova Diverge,
    ma togliere un pezzo di carbonio di diversi cm dal tubo obliquo non inficia in alcun modo resistenza, robustezza e proprietà del telaio?
    La cosa appare un po’ strana, tutte le aziende del mondo si affannano a fare telai sempre più essenziali, leggeri, e poi scopriamo che basta togliere un bel pezzo di materiale dall’aopbliquo, tanto non ha alcun effetto!!!
    Tanto più in un telaio fatto per una bici gravel, che sicuramente prenderà delle belle botte quando usata in fuori strada.
    A prescindere dal fatto che trovo quella “finestra” esteticamente orribile, ma questa è una mia opinione del tutto personale, la cosa che sia possibile prendere e togliere un pezzo di tubo così grande da un telaio senza che accada nulla è veramente sorprendente.
    Su questa cosa non avete scritto nulla nel vostro approfondito articolo. Come se fosse la cosa più normale del mondo.
    potreste darci una vostra spoegazione?
    Grazie
    Claudio

    Rispondi
    • Redazione Cyclinside says:
      6 anni fa

      Be’, Claudio, il bello della fibra di carbonio è che è un materiale anisotropo e ogni parte può essere adattata al ruolo che deve svolgere. Evidentemente lì non si è trattato solo di aprire una parte di tubo, ma di progettare e realizzare il resto del tubo perché potesse “sostenere” un’apertura in quel punto.

      Rispondi

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