Specialized e Brembo hanno annunciato una nuova partnership che segna l’ingresso ufficiale dell’azienda italiana leader nei sistemi frenanti nel mondo del downhill di Coppa del Mondo. L’alleanza unisce due realtà simbolo della velocità e dell’innovazione, con l’obiettivo di sviluppare soluzioni di frenata dedicate alle esigenze estreme della mountain bike moderna.
Il progetto ha preso corpo con la visita del team Specialized Gravity al quartier generale di Brembo, a Curno, in provincia di Bergamo. I rider Loïc Bruni e Finn Iles hanno avuto l’occasione di conoscere da vicino i processi di ricerca e sviluppo che portano alla creazione di componenti destinati alle competizioni più esigenti del motorsport. Durante il tour, che ha incluso la mostra “The Art of Braking” e il reparto Racing, i corridori hanno incontrato i tecnici impegnati nello sviluppo dei freni che utilizzeranno nel corso della stagione.
Per Specialized, le gare rappresentano il banco di prova ideale per testare innovazioni da trasferire poi sui prodotti di serie. Brembo, dal canto suo, porta in questo settore il bagaglio di esperienza maturato in Formula 1, MotoGP e World Superbike. La stagione 2025 vedrà quindi gli atleti del team Specialized Gravity competere con freni Brembo in versione prototipale, frutto di un programma congiunto di ricerca.
Il downhill racing sta vivendo una fase di evoluzione, con bici più veloci, tracciati tecnici e atleti che spingono sempre più in alto l’asticella delle prestazioni. In questo contesto, il sistema frenante diventa centrale non solo per la sicurezza, ma anche per la gestione della velocità e del controllo. La collaborazione tra Specialized e Brembo si inserisce proprio in questo scenario, mirando a definire nuovi standard per la disciplina.
Per Brembo si tratta di un debutto strategico nel mondo della mountain bike di vertice, con la volontà di portare la propria tecnologia anche in un ambito che, pur diverso dal motorsport tradizionale, condivide la stessa necessità di precisione e affidabilità.
La partnership non si limita a una fornitura tecnica, ma si presenta come un percorso comune di crescita, con l’obiettivo di spingersi oltre i limiti della disciplina e accompagnare lo sviluppo futuro del downhill mondiale.






































