Non le abbiamo riprese tutte perché non ne abbiamo avuto il tempo materiale: ma quell’ora e mezzo in cui i team si radunano al via ci è stata sufficiente per capire come oggi i corridori approccino una gara particolare come la Strade Bianche 2026.
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Abbiamo curiosato un bel po’ tra le bici al via della “miniclassica” del senese, quella che da vent’anni si corre per buona parte su strade sterrate.

Telai con materiali speciali? Bici con geometria particolare? Nulla di tutto questo: nonostante quest’anno lo sterrato rappresentasse più di un quarto della lunghezza di gara (63 chilometri su 203 chilometri totali) le bici usate da tutti i team erano esattamente le stesse rispetto a quelle usate per tutte le corse “normali”.
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La differenza, semmai, è nelle ruote, ma soprattutto è nelle gomme: proprio le moderne ruote con canale più largo, e assieme a questo i telai con passaggio ruota sempre più generoso, permettono ai corridori margini di scelta sempre maggiori su quella che è sarà l’interfaccia che collegherà direttamente la loro bici all’asfalto; o in questo caso allo sterrato.
Solo cinque, sei stagioni fa, tutte queste possibilità tecniche l’industria della bici non le offriva. Infatti le squadre spesso si attrezzavano per gare particolari come la Strade Bianche con soluzioni fuori standard, in certi casi “artigianali”.
Sì, è vero, oggi il panorama tecnico è forse più “monotono”, ma sicuramente le bici sono più veloci, più capaci e ancora una volta più versatili. Perché in fondo per adattarsi a tutte le corse, basta “semplicemente” cambiare le gomme.
Ma cliccate sul video per saperne di più.





































