Cari amici di Cyclinside,
sto leggendo in questi giorni di pressioni davvero basse per i corridori che affronteranno le Strade Bianche. Addirittura meno di 4 bar, non è troppo poco così? Va bene la tenuta, ma non si rischia di pizzicare nei tratti più difficili?
Cosa ne pensate?
Massimo
Gentile Massimo, è un dubbio che gira da un bel po’ il suo. Almeno da quando hanno iniziato a prendere piede definitivamente (o quasi) le coperture tubeless nelle biciclette da corsa. Anzi, all’inizio i progettisti delle aziende di gomme ci diventavano matti perché anche i corridori (e i loro meccanici) non si fidavano e gonfiavano costantemente troppo. Certo che passare da pressioni da… tubolari a quelle dei tubeless è un piccolo trauma difficile da digerire, ma a favore delle basse pressioni concorre anche la dimensione della gomma. Con coperture da 30-32 millimetri di sezione, come saranno quelle che spesso utilizzano i corridori alla corsa senese, la pressione delle coperture tubeless può arrivare facilmente a 3,5 bar.
Troppo poco? No, perché il rischio di pizzicare non è così presente, inoltre molti metteranno all’interno delle gomme diversi sistemi antiforatura come mousse o inserti che si espandono quando dovesse scendere la pressione per una foratura. Evitano, inoltre, il rischio concreto di pizzicare.
Il vantaggio è tutto nel comfort, nella scorrevolezza e nella tenuta di strada.
In fondo, con gomme così larghe, diventa un po’ un tornare alle gomme delle biciclette dei primi anni del secolo scorso, quando le biciclette erano fatte esclusivamente per le strade sterrate.
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