Guardavamo tutti il contachilometri nell’angolo in alto a sinistra dello schermo per capire quando, che il come lo sapevamo già. Ottanta chilometri precisi dall’arrivo e via: Pogacar che accelera, prima in discesa, poi a chiarire tutto in salita con un doppio schiaffo al francese sorprendente, Seixas, che ha provato a tenere la ruota del re andando in un fuorigiri di speranza mal riposta. Ha margini di crescita, dicono gli esperti. Ma non oggi.
Non oggi che è come ieri e l’altro ieri perché c’è da andare dietro alla storia per la quarta vittoria della polvere per staccare anche Fabian Cancellara.
Avversari annichiliti con Pidcock che si è fatto fuori da solo per problema tecnico e Del Toro per fedeltà di scudiero del re.
Manca l’altro campione del mondo pigliatutto, van der Poel ma abbiamo capito subito che avremmo chiesto troppo alla storia, e allora va bene così per questa volta.
Ci pensa Tadej Pogacar a fare spettacolo e battere la noia di cui pure qualcuno lo accusa, come se fosse colpa sua. E lui allora non perde occasione e fa cenno alla moto di andare piano, poco dopo la curva dove lo scorso anno era caduto mettendo paura a tutti. Perché a lui, ormai, fa paura solo la sfortuna.

>>> I numeri dell’impresa di Pogacar
Colpi di coda dietro
Andato via il primo il resto sono storie di rincalzo, si corre per il secondo posto con Seixas che scalcia e Pidcock che fa il fenomeno per non cadere e per scattare dove sente di poter fare qualcosa.
Sul traguardo il francese sarà bravissimo e forte, secondo, dopo aver staccato del Toro, terzo. Il futuro passerà dalle sue parti.

Le Classiche che ci piacciono
Le classiche sono iniziate dalle pietre, che respingono, e proseguono sulla polvere del senese, che avvolge, compenetra, intossica e fa male anche più delle pietre. Entra nel respiro sugli strappi duri del Sante Marie e di Colle Pinzuto, anche stare a ruota diventa una condanna ma ormai i ciclismo dei pro’ che torna alla polvere una volta all’anno e l’assaggia anche in altre corse ne gode ed è ricercato.
Abbiamo raccontato, col vincitore di quella prima edizione della Strade Bianche, come appariva strana una corsa su strade non asfaltate.

Sorpresa svizzera tra le donne. Quarta la Longo Borghini
Intanto la corsa femminile ha fatto vedere cosa può succedere se si arriva in volata: un gran casino, stile Palio di Siena, con alcune protagoniste, tra cui la Longo Borghini che si ostacolano in curva e fanno la fine dei cavalli scossi alla curva del Casato. Ad avere la meglio è stata quella che è rimasta dietro, la Chabbey che riporta la Svizzera alla Strade Bianche.


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