Solo due anni fa un video e un articolo come questo sarebbero stati impensabili: quando mai avremmo pensato di poter montare una gomma da 35 millimetri su una bici da corsa” pura”, ovvero le stesse usate dai prof?
E invece no: invece oggi eccoci a parlare di una tendenza tecnica che in fondo è solo ulteriore estremizzazione di ciò che negli ultimi tempi accade correntemente in ambito “prof”. Ed è un ulteriore esempio di come in pochissimo tempo l’assetto tecnico che caratterizza il nostro sport sia stato sparigliato dalle mosse di tanti produttori.
Parliamo specificamente di sezioni delle gomme, quelle che assieme alle gole dei cerchi sono cresciute tantissimo nelle ultime stagioni: spazzato via il luogo comune per cui “sezione maggiore uguale minore prestazione” e “pressione più alta uguale scorrevolezza”, le aziende hanno iniziato a sovradimensionare le sezioni in gioco, in funzione di una logica che vede nelle coperture da strada “oversize” la strada migliore per ottenere il miglior compromesso possibile tra scorrevolezza, assorbimento delle vibrazioni, aerodinamica e guidabilità del mezzo.
Il corollario di tutto questo sono i telai da corsa moderni, quelli con tolleranza coperture sempre maggiore; sì, perché in corsa oggi si arriva tranquillamente al 30 millimetri come sezione prevalente. E c’è chi dice che non siamo ancora arrivati al benchmark, che ancora si vedranno gomme più “cicciotte” in gara.
Quel che è certo è che tante aziende già si stanno attrezzando in quel senso, tanti brand si stanno già spingendo oltre per quel che riguarda l’offerta di sezioni di gomme slick sul mercato.
Misure da 35, 38 millimetri sono assai frequenti nelle rispettive gamme prodotto, con casi estremi di è giù arrivato a sezioni monstre come la 45, la 50 o addirittura la 55 millimetri!
Attenzione: non stiamo parlando di gomme da cicloturismo o coperture semislick da trekking o gravel bike: no, stiamo parlando di slick vere e proprie, che poi, per carità si possono montare anche sulle gravel o sulle trekking, ci mancherebbe.
In questo senso uno dei brand sugli scudi è Pirelli che lo scorso maggio ha introdotto una copertura disponibile (anche) in sezioni decisamente atipiche, appunto 45, 50 e 55 millimetri.
Delle informazioni tecniche di questa Cinturato Evo TLR avevamo parlato qui, al momento del lancio.
Ora torniamo sull’argomento perché questa copertura tubeless-ready abbiamo avuto l’occasione di provarla, grazie a Pirelli che ce l’ha inviata. Abbiamo provato quella con sezione nominale da 35 millimetri, ovvero quella che ritenevamo al limite di compatibilità con la Scott Addict RC sulla quale le abbiamo montate.
Le nostre impressioni? Ne diamo conto nel video, ma questa volta i feedback non riguardano tanto le caratteristiche tecniche del prodotto in sé, non riguardano il feeling sulla mescola o le caratteristiche costruttive; no, questa Cinturato EVO TLR da 35 millimetri è interessante perché esprime un modo di vedere e interpretare il ciclismo che crediamo crescerà parecchio nell’immediato futuro: Pirelli stessa ha pensato di dargli un nome, come fosse un segmento di mercato nascente, o se preferite un sottosegmento: l’“enduro stradale” o per dirla in inglese il “road enduro”.
Negli intenti di Pirelli Cinturato EVO TLR è un tubeless ready che eccelle in termini di grip, comfort e durata e farlo con ogni condizione atmosferica e stradale.
Inoltre, la gamma ampia di taglie in cui è prodotta (dalla 28 fino appunto alla 55) è pensata per chi vuole uscire dai percorsi asfaltati preferendo comunque la scorrevolezza di un disegno slick a prescindere dalla superficie, asfaltata o sterrata.
Sì, sterrato, perché in fondo la categoria dell’enduro stradale abbraccia trasversalmente sia il mondo delle road bike “pure” sia quello delle gravel bike, in funzione della sezione che si va a considerare.
Pur se in maniera occasionale e in misura limitata, con una gomma da enduro stradale si può approcciare lo sterrato leggero se si è in possesso di una road bike, ma allo stesso modo si può rendere una gravel “pura” un po’ più adatta all’utilizzo prevalente su asfalto.
In mezzo a questi due mondi c’è poi il segmento del commuting, che, perché no, può rappresentare un altro bacino di impiego ottimale per una copertura come quella in oggetto.
Questo discorso fa perfettamente al caso del modello Cinturato Evo TLR oggetto del nostro test, ma a curiosare nelle gamme prodotto di altri produttori di gomme, ci sono anche molti altri modelli che hanno sposato questa filosofia, ovvero quella di coperture sempre più “grasse” in ambito di ciclismo road.
Road enduro, alcune proposte
Cliccate allora sul video per sapere delle nostre impressioni a pedalare su strada con sezioni decisamente atipiche, mai provate fino ad ora.
Quel che è certo è che questo test è stato ulteriore convalida di quanto il binomio “sezione/pressione” sia essenziale nel definire le caratteristiche della bici che stai usando.
Non solo: una vera prova sul campo è sempre il modo migliore per andare oltre visioni tradizionali e vincere anche un po’ di scetticismo che puoi aver radicato nella testa.
Cliccate sul video e capirete di cosa parliamo…




































