Un marchio, Tabros, un modello, Excelsior: per il momento la strategia è di profilo basso se si circoscrive l’offerta di questo marchio piemontese al mondo “corsa strada”.
E a dire il vero questo giovane brand che si è fatto conoscere prima di tutto per le sue ruote non ha tante frecce nel suo arco neanche per quel che riguarda il mondo gravel (un modello, la Explorer) e mtb (due modelli, Thunder e Peak, entrambe da XC).
Ma questa scelta è deliberata e ponderata da parte dei due soci fondatori, i fratelli Mattia e Lorenzo Talento (da cui appunto Tabros, ovvero “i Talento brothers“), perché sanno bene che una piccola ma dinamica realtà come la loro non può certo ambire a fare concorrenza ai grandi big della costruzione ciclistica mondiale, offrendo collezioni prodotto che assecondino qualsiasi segmento possibile e immaginabile.
Piuttosto, i punti forti di Tabros sono il prezzo e le modalità di ordine e customizzazione “smart”.
In questo senso è allora decisamente preferibile puntare alla qualità di pochi modelli offerti, tanto più che il core-business di questa azienda nata appena quattro anni fa rimane (per ora) quello delle ruote, dove effettivamente la scelta è più ampia.
Non per caso torniamo a parlarvi di Tabros per dirvi nello specifico come è fatto e come va il telaio sul quale un paio di mesi fa abbia testato un paio di PR45, medio profilo in carbonio delle quali abbiamo trattato ampiamente qui.
Quelle ruote erano montate sul telaio Excelsior, anzi, sarebbe più corretto dire “su un frame-kit Excelsior“, visto che il produttore mette in vendita telaio, forcella, manubrio integrato e reggisella per un totale di 3.490 euro. E poi consente al cliente di personalizzarlo come vuole: si possono scegliere gruppi completi nella loro interezza, oppure si può anche decidere di “mixare” parti trasmissione di una serie ed altre parti di un’altra (pur rimanendo all’interno dello stesso marchio, è ovvio); ti servono pedivelle di una certa misura o un attacco lungo “tot” e una curva larga “tanto”? Nessun problema: basta definire in fase di ordine le tue specifiche richieste, e nel giro di quattro, cinque settimane al massimo la tua bici sarà pronta per il ritiro.
È un servizio, questo, che solo una realtà piccola e snella come questa può permettersi di offrire, diversamente dai grandi brande che avranno sì collezioni prodotto sconfinate, ma che non possono certo permettersi servizi simili per venire incontro ai loro clienti.
Colori e grafiche come voi tu
Non finisce qui, perché nella personalizzazione estrema che caratterizza Tabros un fattore chiave è rappresentato dalla finitura, anche questa completamente definibile in base alle richieste del cliente.
Ad esempio, l’originale finitura “marmorizzata” che abbiamo provato noi è una delle ultime arrivate tra le tante possibili per il reparto verniciatura Tabros, ed è possibile averla con tinte e gradazioni colore differenti, ma nessuno vieta al cliente di proporre in fase di ordine la propria grafica e (ovviamente entro limiti ragionevoli) Tabros riuscirà ad assecondare qualsiasi richiesta gli possa pervenire.
Ultimo, ma non certo per ultimo, ci resta da dire delle qualità del telaio che abbiamo provato: come dicevamo sopra è un prodotto di livello, in possesso di tutti gli standard tecnologici che possano giustificare un simile posizionamento qualitativo.
Questo Excelsior è un prodotto di produzione orientale, ci mancherebbe, esattamente come accade per la stragrande maggioranza delle bici che ci capita di testare, ma è un prodotto realizzato avvalendosi di materiali, processi e di un’architettura tecnica al passo con i nostri tempi: realizzazione da stampo, integrazione totale dei cablaggi sia per il telaio sia per il manubrio “dedicato” studiato per questo frame-set, compatibilità sia con trasmissione “2X” (come nel caso nostro) che “1X” e infine ampio passaggio coperture (fino alla 32 mm).
E i pesi?
Il peso del telaio? Non è certo da record se si considera la variante con la più pesante finitura marmorizzata che abbiamo testato noi (circa 950 grammi per la taglia S provata), ma Tabros ci tiene a ricordare che se si opta per finiture meno “elaborate” si scende di 50 grammi e, aggiungiamo noi, che il peso della bici intera che abbiamo testato è stato comunque di tutto rispetto, 7,1 chilogrammi (senza pedali e con i due portaborraccia), merito anche delle leggere e valide ruote PR45 e ovviamente dell’arcinoto e blasonato Shimano Dura-Ace.
Telaio aero, in cinque taglie
A livello tecnico, geometrico e di forme, Excelsior è assimilabile a un telaio aero, o in genere a un telaio che considera l’aerodinamica sia come cifra stilistica, sia come requisito principale da far fruttare su strada. In questo senso forme e design sono quelli canonici per quattro segmento, con “carro basso” e tubazioni principali sagomate con un ingombro frontale ridotto e uno laterale più generoso.
Le taglie disponibili sono cinque: XS, S, M, L, XL.
La nostra prova
Come va la Excelsior? A nostro modesto avviso è il classico frame-set con tutte le carte in regola per assecondare l’agonista in uno spettro assai ampio di condizioni di corsa, pur se con una predilezione particolare per le gare su percorsi misti/scorrevoli. E questo soprattutto se, come nel caso nostro, lo si abbina a un paio di ruote veloci e versatili come le PR45.

Il telaio ha volumi compatti che non possono che favorire anche quella rigidezza e quella prontezza necessarie quando con la bici si gareggia. Di sicuro non ci sembra questo un telaio che bada troppo al comfort, o meglio che il comfort lo contempla come è logico che sia su un prodotto che prima di tutto guarda al cronometro.
Anzi, a nostro modesto avviso le ruote ci hanno trasmesso anche una sensazione di maggiore “malleabilità” (anche grazie alle generosi coperture Vittoria Corsa da 28 millimetri gonfiate a 4 bar) rispetto a quella che ci è sembrata pervenire di più da un “granitico” telaio.
Lo stesso feeling in fondo contraddistingue il cockpit integrato: davvero monolitico e massiccio: peccato solo che (opinione personale, eh?) le due code basse non hanno il minimo accenno di flare: chi scrive, nell’ultimo anno, ha provato bici road tutte provviste di un flare più o meno accentuato e a mio modo di vedere questa morfologia è quanto di più ergonomicamente indovinato non solo in ambito gravel ma appunto (con le dovute proporzioni dimensionali) anche road.
Prezzi superconcorrenziali
Ricordiamo che il cliente ha massima libertà di scelta nella definizione dell’allestimento che preferisce. In questo senso il listino prezzi è quasi un proforma per questa piccola realtà italiana. In ogni caso la Excelsior è disponibile anche “alla carta” con le ruote PR45 (o le medio profilo PR35) con un gruppo Shimano Dura-Ace a 7.990 euro, mentre se si sceglie l’Ultegra si scende a 6.690 euro.
Oggettivamente, si tratta di prezzi molto interessanti in rapporto alla qualità dei materiali che nelle nostre prove si sono rivelati di grande livello.
Ulteriori informazioni: Tabros






































