Come si disegna una tappa interlocutoria? Prendete spunto da oggi e copiate, se mai vi interessasse. Basta mettere delle salite, ma ben lontane dal traguardo così da non far danni. È la classica tappa che invoglia alla fuga (ma anche le altre, più piatte, dei prossimi giorni, vedrete – speriamo) da tenere sotto controllo e poi presentarsi tutti in volata sul traguardo.
Mica vorrete guerra di classifica generale tutti i giorni, no?
Accontentiamoci, anche perché i leader sembrano controllarsi un bel po’ nel cliché che abbiamo visto molte volte nelle corse a tappe e, in particolare, al Giro d’Itala.
Cosa può succedere di diverso? I commentatori invocano il vento laterale e ventagli, è una buona idea per riempire i chilometri che sembrano rallentare ma il vento non è così forte da accendere speranze.
L’eccitazione, però, c’è stata nel gruppo. Per la premura di portare i capitani davanti nelle strade strette da affrontare il gruppo ha aumentato la velocità al punto da risucchiare i corridori in fuga, i pur volenterosi Tonelli, Epis e Pietrobon (ultimo a resistere davanti a mostrare maglia e bicicletta oltre che conquistare il numero azzurro del traguardo volante e quello rosso della combattività).
La volata è stata questione di squadre, treni e qualche spallata. Olav Kooij, guidato perfettamente da van Aert si è imposto nello sprint.
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