Gentile Redazione… L’esortazione se non accompagnata da possibilità di essere rintracciati non serve praticamente a nulla, quando si è sicuri di poter sfuggire facilmente. La bicicletta, qualunque sia la forza motrice, è talmente snella che può fuggire anche superando una fila di altri mezzi incolonnati. Rendere visibile la targa identificativa basta aggiungere un supporto posteriore di non più di 50 cm di Altezza e larghezza idonea. Sono abbastanza anziano per ricordare quando da giovane si dicevano le stesse cose per identificare moto e vespe sono a 50cc. Era un favore alle case produttrici per non fare diminuire le vendite per i minori che non avevano così l’obbligo di patente A con relative spese di scuola guida ed esami. Oggi inoltre abbiamo l’obbligo della distanza di almeno 1,5 m nel superare un velocipide. Il velocipide ha lo stesso obbligo, specialmente quando ti supera a destra, non si ferma alle strisce pedonali mentre c’è un veicolo fermo che adempie alla prescrizione della precedenza al pedone. Avete statistiche di investimenti causati da ciclisti? No, occorre la denuncia per lesioni che andrebbe fatta contro ignoti. Potendo rilevare la targanln sarebbe più contro ignoti.
Grazie per l’ospitalità.
Walter Sermoneta
Gentile Walter,
sull’identificazione del ciclista il problema esiste, ma non sono convinto che la targa sia la soluzione. Un ciclista è comunque identificabile e, in caso di incidente importante, lo è ancora di più attraverso testimoni, telecamere e altri elementi. Può capitare che qualcuno si allontani, ma non credo che una targa faccia sempre la differenza.
Inoltre, mediamente, un ciclista è più lento di un veicolo a motore e quindi più facilmente raggiungibile. Diverso è il discorso per le e-bike modificate, che sono un’altra questione.
C’è poi il problema della visibilità: una targa abbastanza piccola da stare su una bicicletta rischia di essere poco leggibile, come accade con quelle dei monopattini. E soprattutto ci sarebbero costi e burocrazia. La bicicletta è un mezzo semplice ed economico e aggiungere altri adempimenti potrebbe renderla meno conveniente. In tutto il mondo si cerca di favorirne l’uso per gli spostamenti quotidiani: avrebbe poco senso incentivarla da una parte e appesantirla dall’altra con nuovi costi e obblighi.
Le regole vanno rispettate e chi sbaglia deve poter essere sanzionato. Ma non sono sicuro che la targa sia lo strumento più efficace per ottenere questo risultato. Oggi i ciclisti indisciplinati non sono sanzionati per mancanza di controlli, non per impossibilità di fermarli e individuarli.

































