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[TEST] Il camaleonte della mobilità urbana si chiama Tern GSD

Alex D'Agosta di Alex D'Agosta
14 Maggio 2020
in e-Bike, TechNews, Test e Collaudi
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[TEST] Il camaleonte della mobilità urbana si chiama Tern GSD

14 mag 2020 – Mamme. Papà. Figli. Single. Impiegati. Artisti. Professionisti. Musicisti. Giornalisti. Artigiani. Scienziati. Imprenditori. Politici. Sportivi. Tanti i clienti soddisfatti nel mondo, esigenti, molti razionali, altri creativi e qualche volta bizzarri. Tutti comunque possono guidare una GSD in città o anche in un semplice percorso fuoristrada, per dare colore alla propria mobilità sostenibile e arricchirla di uno degli oggetti più versatili mai costruiti dall’industria ciclistica internazionale.


Una bici per tutto ma non per tutti

A parte il prezzo, alto in assoluto ma non così tanto considerata la categoria, volendola ascrivere alle “cargo” in primis, non presenta particolari svantaggi. D’altra parte la sua molteplicità di usi la rende una regina della versatilità, quindi si tratta quasi di una bici-investimento degna di essere tenuta e mantenuta per molti anni a venire.

Taglia unica, adatta a persone alte da 1,5 a 1,95m di altezza (grazie al tubo doppiamente telescopico e a un manubrio con una regolazione millimetrica su due assi e in rotazione), ingombro di 1,81m di lunghezza, peso nell’intorno dei 30 chili con la versione più ricca, quella con il cambio al mozzo e la batteria da 500. Ruote da record da ben 62mm di larghezza per 20” di diametro, ben frenate da Magura MT5. Due le versioni: la GSD S10, prima a essere uscita, ha il cambio Deore a 10 rapporti, il motore Bosch Active Line e la batteria da 400 WA.

Il top di gamma è la GSD S00, identica in tutto eccetto gli upgrade del cambio al mozzo Enviolo Cargo, di un lucchetto Abus sulla ruota anteriore, del motore Bosch Performance CX di seconda generazione e della batteria da 500WA (a proposito, gli slot sono due, la seconda è opzionale). Trasporta un guidatore con due bimbi o, nei paesi dove è possibile, pure un adulto. Ma anche “merce” o una spesa gigante nelle due borse laterali, grazie al portapacchi opzionale anteriore e in particolare alle varie possibilità di carico per il piano posteriore che è “portante”: ci stanno alla perfezione dei box in plastica, legno o vimini di dimensioni Eurocrates da 40 per 60 centimetri nella celebre “Clubhouse”, ovvero la “gabbia” dei bambini, oppure si può installare un pianale più grande e, naturalmente, non c’è limite all’altezza.

Parlando di omologazione, il limite fisico di questo oggetto è ancora da record: 180/200 kg di portata complessiva. Insomma: scuola, lavoro, passioni e viaggi sembrano soddisfatti in un colpo solo, da una singola e-bike che ha un design e una personalità unici e, manco a dirlo, un insieme di compromessi e di peculiarità che la rendono speciale e difficilmente imitabile.

Dritta o a “candela”, parcheggia sempre sicura

Stiamo parlando della Tern GSD, l’ammiraglia in gamma di un costruttore noto per la qualità, la longevità e la resilienza dei suoi prodotti, accomunati da un family feeling di design, qualità delle componenti e di comfort.

Formalmente produce bici pieghevoli e/o compatte, prevalentemente urbane, prevalentemente da 20”, prevalentemente costose ma molto ricche nella dotazione tecnica. Le Tern si riconoscono facilmente e quasi tutte montano ruote piccole, tre sono e-bike, tutte con propulsione Bosch, quasi tutte completamente “rigide” senza sospensioni.

La maggior parte con numerosi brevetti che le rendono speciali e confortevoli nella guida e nella modalità di “piega”. E laddove non si riesce a compattare tanto, come nella GSD e nella HSD ma anche la Vektron (questa tuttavia ha lo snodo sul telaio), queste tre possono comunque ripiegare il lungo tubo sterzo e poi essere “parcheggiate” stabilmente in modalità verticale. Una feature geniale e ben realizzata tramite un design del telaio che allunga i tubi portanti fino a poco dopo l’estremità della ruota posteriore e, grazie ai dovuti appoggi, la posa a “candela” risulta sicura ma anche facile e immediata per un utilizzo quotidiano di “stoccaggio” in case, cantine o spazi angusti, tanto come per risolutive situazioni di trasporto su ascensori o mezzi pubblici: non servirà cercare improbabile e rari “ganci” perché stanno in piedi da soli. A proposito: per creare meno “guai” proprio in posizione elevata, non manca una intelligente molla posizionata sotto al più basso dei tubi obliqui, che “richiama” lo sterzo in posizione dritta proprio per garantire un parcheggio mai imprevedibile, sempre con le ruote allineate. E parlando di stazionamento normale “a terra”, la dotazione di serie prevede un cavalletto a due piedi, già pratico e facile da azionare, ma è stato recentemente affiancato da una seconda versione “Atlas”, non più plastico ma in acciaio e particolarmente “corazzato”, ancora più sicuro per aiutare a sollevare o far scendere la bici anche con un pieno carico di spesa o passeggeri.

Il camaleonte delle bici urbane

Gli scenari immaginabili sono tanti, anche se piace vederla in particolare come la bici perfetta per la famiglia. Del tipo “esci di casa con due bambini fino all’asilo e a scuola”, con due seggiolini grandi o medi, oppure solo uno e l’altro su un cuscino. O entrambi nella Clubhouse, non capìta da tutti gli ordinamenti ma oggettivamente una delle invenzioni più comode, perché in un attimo passi dalle persone al trasporto di oggetti senza smontare nulla. Sulle pedane, anche se hai le borse grandi, appoggi la ruota di una bici e la traini legandola semplicemente. Davanti e dietro se non hai figli puoi mettere due pianali importanti e robusti per il carico di quello che vuoi. Le varie opzioni di configurazione di questa bicicletta già solo con gli accessori originali sono così tante da aver meritato una piccola animazione che arreda la parte alta della pagina ufficiale del suo sito.

Un po’ cargo, un po’ family, con geometria distintiva e risultato molto guidabile – Tecnicamente la GSD si inquadra nel genere delle “midtail”, cioè delle bici cosiddette con la “coda lunga”, in questo caso però di mezza misura: esistono di contro le “longtail” che possono portare anche tre bambini ma non hanno le stesse virtù. Di questo straordinario mezzo infatti si apprezza una dimensione allineata a quella di una Mtb da 27,5” di diametro o a una 29” di piccola taglia: quindi si “carica” anche su un portabici da gancio traino, una virtù assai rara per le “cargo” e in particolare modo per quelle che possono portare due bambini.

Come opzione è possibile montare la seconda batteria per aumentare l’autonomia.

Non badando a spese nella dotazione, ci sono i freni super modulabili e forti di Magura, una coppia di MT5 da quattro pistoncini, che associati a un bel design radiale delle leve al manubrio si rendono molto ben utilizzabili e sicuri anche nelle situazioni più impegnative. Ma è il baricentro basso associato al passo particolarmente lungo che la rendono sicura e stabile in velocità e, allo stesso tempo, non impacciata nelle manovre grazie a uno sterzo da “compatta” e perciò particolarmente diretto.

Un nome e un logo grafico studiato con eccellenza – A coronamento di un progetto e di un design innovativi, c’è una storia da raccontare anche per il disegno del nome del modello. Tre lettere non scelte a caso. Chi ha pensato la scritta GSD così come è stata realizzata voleva esibire un qualcosa che potesse rimanere impresso a lungo nella memoria: grazie all’adattabilità e alla specularità della lettera G e della D “modificate” per l’occasione, ci ha visto la possibilità di creare una simmetria rotazionale a 180 gradi che ha permesso di poterlo riprodurre e leggere con profitto sia sulle pedivelle, sia sulla sella, sia su una piastrina centrale e complanare ai tubi orizzontali alti che vanno a formare il solido “portapacchi”, leggendo quindi le tre lettere “speciali” correttamente da ogni posizione dell’osservatore. Questo ne fa quasi un vero “logo” anche più evidente di quello del costruttore originale, con un prestigio e dignità simile ad esempio ad AMG, che va posizionare il simbolo del “preparatore” e della serie di modelli in posizioni e dettagli gratificanti per l’utente e, di certo, anche per essere ammirati dagli altri.

Una community per i possessori

Organizzata come gruppo ufficiale di Tern Bicycles, esiste una community da oltre 2000 iscritti su Facebook dedicata agli “owners”, un fatto di per sé già ben più comune nel mondo automobilistico o motociclistico piuttosto che in quello ciclistico, sopratutto pensando che ci si riferisce a un singolo modello. In breve, questa GSD è riuscita nella rara missione di creare “appartenenza”. Gli ingredienti con cui il marketing ha fatto veramente centro ci sono tutti. L’esaltazione per il nuovo acquisto, per mostrare dove si è andati in gita con quella bici. Cosa si è caricato sopra. Chi: figli o animali preferiti. Quanto: è un vanto aver messo la chitarra, il contrabbasso, il fagotto ma anche la scala, la produzione del proprio orto, la spesa dal volume incredibile. E poi l’estetica. Accessori originali e non. La simpatia di una personalizzazione. La gioia dei bambini che comodamente fanno lunghi viaggi. Qualcuno ci vuole dormire sopra anche da ferma, anche in casa, anche dal salotto. Qualcosa in più di una bici, insomma, quasi “un caso”, un fenomeno. Un trend che funziona moltissimo negli Usa e anche in tante città e periferie d’Europa. È un mezzo perfetto per le famiglie senz’auto perché facilmente “trasformabile” e quindi adatto a tutta la famiglia. Che dire, la GSD è una cargo, è una family bike, un’eccezionale bici da touring ed è proprio un “cult”!

Galleria fotografica

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Scheda Tecnica

  • Misura ruote: Ruota da 20”
  • Misure telaio: 181 cm (Total Length)
  • Sviluppo metrico: 2.08 – 7.91 m
  • Distanza sella manubrio: Min: 490 mm (19.3″) Max: 560 mm (22″)
  • Distanza sella pedali: Min: 690 mm (27.2″) Max: 1120 mm (44.1″)
  • Misure consigliate del ciclista: 150 – 195 cm (4’11” – 6’5″)
  • Carico massimo: 200 kg
  • Peso massimo del ciclista: 120 kg
  • Peso totale: 32,5 kg
  • Telaio: Tern GSD, 7005-Al, patented MultiTruss design
  • Forcella: Tern GSD, 1.5″ Taper, Boost Thru-Axle, 110 mm, 7005-AL

Trasmissione

  • Comandi: Enviolo CA, Twist
  • Deragliatore posteriore: Chain tensioner, dual-pulley
  • Guarnitura: Tern GSD custom, forged 6061-AL DH crankarm
  • Pignoni: Sprocket 20 TOOTH
  • Movimento centrale: Motor integrated
  • Catena: KMC for eBike, EPT corrosion resistant coating
  • Pedali: Urban with non-slip surface, sealed bearings
  • Cavi e guaine: Jagwire LEX-SL, slick treatment, alloy ferrules

e-System

  • Motore:Bosch Performance CX, 36 V/250 W, max speed 25 kph (EU); max speed 20 mph (US), max torque 75 Nm
  • Batteria: Bosch Dual Battery system, 500 Wh or 1000 Wh
  • Display: Bosch Purion, 4 mode selectable, walk assist
  • Autonomia: 500 Wh: 50-100 km (32-62 mi); 1000 Wh: 100-200 km (62-125 mi)
  • Caricabatterie: Bosch Standard Charger
  • Prezzo (indicativo) al pubblico: 5.000,00 euro

Ulteriori informazioni: https://www.ternbicycles.com/

Alex D’Agosta

 

Tag: cargo bikeebikegsdterntest

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