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TEST: Mavic Ksyrium Pro Ust, scorrevolezza e affidabilità tubeless (a ottimo prezzo)

Redazione di Redazione
6 Giugno 2018
in Componenti, TechNews, Test e Collaudi
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5
TEST: Mavic Ksyrium Pro Ust, scorrevolezza e affidabilità tubeless (a ottimo prezzo)

6 giu 2018 – Le Mavic Ksyrium Pro Ust sono sul mercato già da un po’ ma non avevamo ancora avuto modo di testarle davvero come si deve per capire fino in fondo pregi e difetti di questo sistema tubeless che, nelle indicazioni delle casa costruttrice, promette un notevole passo in avanti rispetto al tradizionale binomio camera/copertoncino.

Nel nostro test abbiamo quindi pedalato per alcuni mesi con queste ruote affrontando i percorsi più svariati, montandole su bici diverse, alternandole con ruote diverse (sia copertoncino che tubolare) per riuscire ad apprezzarne le peculiarità e trarne i maggiori riscontri possibili.

Dal punto di vista tecnico parliamo in realtà di un set composto da ruota + pneumatico + liquido antiforatura: Mavic infatti ha previsto un proprio pneumatico tubeless, l’Yksion Pro UST, in larghezza da 25mm (peso 260 grammi) che fornisce insieme al cerchio, ed il kit è completato da un flacone da 120ml di liquido antiforatura che è sufficiente per 3 riempimenti (… che in un’occasione ci ha salvato! ndr).

Il cerchio presenta la classica fresatura tra i raggi che contraddistingue molte delle ruote in alluminio di Mavic; anche la raggiatura è ormai un classico (18 all’anteriore e 20 al posteriore); mozzi in alluminio con cuscinetti sigillati; per la superficie frenante è stata usata la collaudata tecnologia UB Control che riesce a interfacciarsi alla perfezione con qualsiasi pattino freno utilizziate. Il peso dei cerchi è stato contenuto in 1.420 grammi senza sganci, niente male davvero.

Ma scendiamo subito “sul campo” senza soffermarci troppo sui dettagli tecnici che sono comunque disponibili sul sito Mavic: il montaggio e l’assemblaggio del copertone sul cerchio è un’operazione davvero semplice e che non richiede forza o competenza particolari, tutto è molto immediato. Diventa a nostro avviso fondamentale però l’utilizzo anche del liquido che, oltre a riparare eventuali forature, sigilla il copertone al cerchio ed evita la perdita di pressione tra un’uscita e l’altra.

In termini di pressioni di gonfiaggio Mavic indica come livello massimo 6 bar. Avete letto bene: 6 bar! Sta qui probabilmente la maggiore differenza tra lo standard UST Tubeless ad i canonici copertoncino-tubolare: il nuovo tubeless necessita di pressioni inferiori, il che si traduce in un notevole miglioramento del comfort in marcia, dell’assorbimento delle asperità dell’asfalto e, cosa non secondaria, in una diminuzione notevole della possibilità di forare “pizzicando” la camera.

Tubeless: sensazioni che cambiano

A onor del vero però dobbiamo riportare che all’inizio del nostro test, con pressioni così basse, abbiamo avuto qualche remora ad affrontare qualche rotonda o curva in discesa a velocità sostenute. Quello che cambia è sostanzialmente la risposta sullo sterzo che con questi tubeless è molto più “morbida”: chi è abituato (come chi scrive, ndr) a “sentire” molto le risposte della bici tenderà nei primi utilizzi del tubeless a sentirsi un po’ spiazzato da queste risposte “ovattate”. È in realtà solo questione di feeling, non di tenuta di strada: una volta abituatisi a questo tipo di risposta e presa la giusta confidenza, specie con l’anteriore, si apprezzerà non solo la comodità ma anche una notevole precisione soprattutto nell’impostazione della curva. Giusto per fare un esempio, in discesa chi tende a ritardare le frenate è quasi abituato a sentire una piccola perdita di aderenza al posteriore in fase di impostazione, piccola ma fastidiosa: ecco con questo sistema tubeless e queste pressioni anche la forza frenante viene trasmessa in maniera più dolce perché il pneumatico la “assorbe più gradualmente” con miglioramento del comportamento della bici che diventa meno brusca.

Ovviamente nel nostro test abbiamo anche portato la pressione ai canonici 8 bar che siamo soliti utilizzare con i tubolari (68 kg di peso) e con pressioni simili il comportamento diventa del tutto simile a quello di un tradizionale tubolare. Nell’utilizzo prolungato però si ha la possibilità di trovare la giusta via di mezzo e soprattutto di modularla in base alle condizioni sia del manto stradale che, soprattutto del meteo.

È proprio con meteo avverso, asfalto bagnato e magari un po’ di brecciolino che questo sistema tubeless riesce ad esprimere al massimo i suoi vantaggi: mentre con un tubolare/copertocino a bassa pressione si ha la netta sensazione di un rotolamento non armonioso o comunque meno regolare, con il tubeless di Mavic a 6 bar la sensazione è quella di un controllo molto maggiore della bici, soprattutto nelle situazioni critiche.

Armati di tanta passione (e di ottimo abbigliamento antipioggia) abbiamo affrontato nella scorsa piovosa primavera uscite difficili come questa https://connect.garmin.com/modern/activity/2560926309 con pioggia ininterrota e battente, saliscendi e discese di campagna con asfalti anche in pessimo stato. Beh qui abbiamo avuto netta la sensazione di un valore aggiunto del tubeless: frenata sempre impeccabile grazie alle piste in alluminio (al di là delle mode sappiamo bene quanto possano essere poco efficaci alcune piste frenanti in carbonio) e soprattutto una sensazione costante di controllo del mezzo. In questi frangenti il voto a queste Mavic è davvero altissimo e questa Ksyrium Pro Ust diventa davvero impagabile.

Versatilità

Torna invece una buonissima ruota “tuttofare” nelle comode uscite in pianura senza grosse asperità: sembra migliorata a nostro avviso anche la scorrevolezza dei mozzi che in Mavic, su alcuni modelli precedenti anche di alta fascia, non era un punto di forza. Quando ci si presenta qualche asperità si apprezza il peso ridotto e nel misto la reattività, sempre grazie al peso: oltre al peso sotto i 1.500 grammi c’è anche da tener presente che “si risparmia” il peso della camera d’aria e togliere 100 grammi dalla massa in movimento come sono le ruote è decisamente il miglior investimento che si possa fare per la specialissima.

Abbiamo percorso così in vari step quasi 3000 chilometri con queste ruote (consumandole un pochino anche sui rulli… ma questo non diciamolo a Mavic) senza che presentassero problemi, tanto da arrivare ad un livello di fiducia tale da non portarci nessun kit di riparazione durante le uscite. Non poteva esserci test migliore che forare a 30 chilometri “dalla base”, privi di qualsiasi mezzo per riparare la foratura: passando sul luogo di un recente tamponamento una scheggia di vetro ci ha tagliato il battistrada proprio nel centro, un punto davvero brutto.

Forare senza… problemi

Onestamente il brivido dopo il classico “pssss” della gomma è stato notevole, ma prima di fermarci abbiamo notato immediatamente come uscisse dal foro il liquido antiforatura (nelle foto è evidente come il liquido abbia proprio sporcato tutto il telaio) e rallentando siamo stati in grado di continuare senza alcun problema e finire la pedalata con 4 bar di pressione. Pressione che, registrata poi a 24 ore di distanza, è rimasta tale, segno evidente che il foro si è completamente sigillato.

Giudizio finale positivo quindi: parliamo di una ruota di alta fascia, che fa senz’altro della comodità e della sicurezza i suoi cavalli di battaglia. La consigliamo a chi, magari poco avvezzo al carbonio, voglia una “ruota di vera sostanza”, con un rapporto qualità prezzo di tutto rispetto, molto buona in tutti i frangenti, leggera e reattiva quando serve ma non estrema e soprattutto che faccia la differenza quando si può andare in difficoltà con strade bagnate o sporche.

Prezzo al pubblico: 949,00 Euro

Ulteriori informazioni: https://shop.mavic.com

Massimo Giacopuzzi

Tag: mavicprova su stradatesttubelessust

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Commenti 5

  1. davide says:
    8 anni fa

    Io utilizzo la mavic yksion pro ust da 25 mm.

    Su tutte le gomme di questa gamma, dopo circa 1000 km, ma in alcuni casi anche meno, sono comparse delle bolle sul pneumatico. Ovviamente le ho sostituite immediatamente con altre gomme yksion ust, ma il problema si è sempre ripresentato puntuale.

    Rispondi
    • Daniele says:
      8 anni fa

      … E alla fine sei tornato su camera d’aria? E se così fosse, è ben compatibile con quelle ruote nuove Ksyrium Pro?

      Rispondi
      • davide says:
        7 anni fa

        Uso sempre le gomme Mavic, sperando che non mi si ripresenti più il problema.
        Tuttavia, le ruote si possono anche usare con la camera d’aria.

        Rispondi
  2. Daure says:
    7 anni fa

    È successo anche a me che il copertoncino scoppiasse per una presunta scheggia di vetro per due volte e sempre con i mavic cosa che non mi è mai capitata con altri marchi. Solo una coincidenza ? A me rimane qualche perplessità.

    Rispondi
  3. giovanni vella says:
    6 anni fa

    ho avuto problemi a smontare le ysion pro ust, si possono montare i pirelli non tubeless su mavic ksyrium elite ust?

    Rispondi

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