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[TEST] Sarto Lampo Plus, sugli sterrati con una aero bike fatta a mano

Redazione di Redazione
8 Maggio 2019
in Biciclette, TechNews, Test e Collaudi
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[TEST] Sarto Lampo Plus, sugli sterrati con una aero bike fatta a mano

8 mag 2019 – Telaio in carbonio di serie M46J e M55 rivestito esternamente con una fibra di serie 1K, Tubo sterzo con sezioni differenziate (1.1/8”-1.5”), predisposizione per pinze frenanti a disco di tipo flat mount e perni passanti sia sull’anteriore che sul posteriore.  Di telai con caratteristiche strutturali uguali (o prossime) a quelle che abbiamo appena menzionato, nel recente passato, ne abbiamo testati tanti, ma la dimostrazione che la bontà di una bicicletta da corsa non sta solo nel tipo di fibra che viene impiegato ce la dà questa Sarto Lampo Plus che abbiamo provato a lungo prima di redigere questo test.

I materiali sono simili a quelli che molte case costruttrici utilizzano oggi sui loro top di gamma, ma i risultati in termini di sensazioni e feeling percepiti su strada sono stati ben più lusinghieri rispetto a tanti altri prodotti similari a questo; similari sia per il carbonio usato, sia per il design del telaio, anche questo molto frequente negli ultimi tempi.

Troviamo infatti un triangolo principale che abbandona completamente lo sloping e un carro posteriore compatto, con i foderi posteriori obliqui che si uniscono al tubo verticale molto più in basso rispetto al “nodo di sella”. Il passaggio ruota? Anche questo consono agli standard più diffusi al giorno d’oggi, con foderi posteriori e steli forcella che permettono di alloggiare anche coperture dalla sezione generosa, ben oltre i 30 millimetri.

Aero e non solo

Se sul sito del produttore www.sartobikes.com vai a cliccare sulla Lampo Plus leggerai: “Per soddisfare l’esigenza del ciclista evoluto che cerca la massima aerodinamicità”. Noi invece, oltre a strade filanti e discesoni tutti da pennellare in velocità, questa Lampo Plus l’abbiamo messa alla prova anche in situazioni ben distanti rispetto ai contesti che dovrebbero risultarle più congeniali, proprio per capire fin in fondo dove questo telaio formalmente “aero” sia davvero capace di arrivare. La situazione limite nella quale l’abbiamo provata è stata dunque quella degli sterrati dell’evento gravel della Nova Eroica disputata a Buonconvento (SI) lo scorso 28 aprile, cui si riferiscono proprio le immagini che vedete.

(foto: Paolo Penni Martelli)

Modello standard realizzabile solo su misura

Così come tutti i modelli della linea Sarto anche la Lampo Plus è bici realizzabile interamente su misura. La personalizzazione estrema è infatti il tratto distintivo di un’azienda che nei quasi cinquanta anni della sua storia non ha mai abbandonato la sua originaria vocazione artigianale, e tantomeno lo ha fatto quando, con il passaggio dall’acciaio ai materiali compositi, la maggior parte delle aziende sono passate a una modalità industriale e seriale di realizzare i telai.

Sarto no: Enrico Sarto – che oggi è proprietario unico del marchio che fondò il papà e che i suoi telai continua a plasmarli, laminarli e “fasciarli” personalmente – afferma che proprio il carbonio è il materiale che garantisce al telaista i più elevati margini di personalizzazione e customizzazione, rispetto a quello che invece puoi fare con l’acciaio, cioè proprio quel materiale che oggi più evoca il custom e il su misura. Qualche tempo fa avevamo parlato della filosofia “artigiana” che sta dietro i prodotti Sarto, ora torniamo a parlare della stessa realtà forti di un test vero su uno dei migliori telai della loro linea, un prodotto che a dire il vero non è stato costruito su misura in base alle caratteristiche del tester, ma che è estratto dalla “flotta” di bici test che l’artigiano veneto distribuisce ai suoi rivenditori (in particolare la Cicli Lazzaretti, che ci ha fornito questo modello). Tant’è, la misura S si addiceva perfettamente alle caratteristiche antropometriche di chi scrive, ma in ogni caso è bene ricordare che con Sarto ogni cliente ha facoltà totale di personalizzare il proprio modello non solo rispetto alle quote dimensionali e angolari, ma anche per quel che riguarda le caratteristiche meccaniche di ogni singola tubazione, le specifiche dimensionali di talune parti di telaio (ad esempio la scatola movimento e il passaggio cavi) e naturalmente il colore, anche questo definibile a piacimento secondo la logica di quell’articolato percorso di scelta della bicicletta che non a caso il produttore chiama “Sarto experience”, esperienza Sarto.

La caratteristiche della lampo Plus

Come dicevamo la Lampo Plus si allinea al segmento delle moderne biciclette da corsa cosiddette “aero”, interpretandolo però secondo i dettami e la filosofia di casa Sarto. La bontà aerodinamica di questo telaio è in effetti validata da test effettuati con software  di simulazione fluidodinamica e poi avvalorata da  piccoli ma importanti dettagli che migliorano ulteriormente la capacità del telaio di fendere l’aria che viene a colpirlo durante la marcia.

In questo senso sono da segnalare i peculiari microsolchi che percorrono esternamente gli steli della forcella, il tubo superiore e il lato del tubo diagonale; ancora sono da menzionare il reggisella con profilo Naca troncato e va rimarcata l’architettura di cablaggio totalmente integrata sia della trasmissione che dell’impianto frenante.

Nulla di particolare rispetto a quello che si vede oggi, direte voi. Non proprio, perché nella fattispecie della Lampo Plus il cablaggio totalmente integrato caratterizza anche gli allestimenti con trasmissioni meccaniche come è quella che abbiamo provato. Questo avviene grazie ad un tubo di sterzo particolare: oltre ad assicurare massima stabilità all’avantreno, la sezione oversize dello stesso nasconde una struttura a doppia camera, che nella sezione anteriore permette di veicolare tutti i cablaggi e indirizzarli su un attacco manubrio – anche questo dedicato e anche questo in carbonio – la cui architettura generosa ottiene il duplice effetto di celare tutti i cavi e di migliorare la rigidità laterale di tutto l’avantreno della bici.

È per questo che l’attacco manubrio è un po’ più pesante degli attacchi manubrio tradizionali (circa un etto in più), ma ha valori di resistenza e robustezza davvero elevati, che si percepiscono immediatamente soprattutto nelle volate e nelle azioni “violente” in fuorisella.

A proposito di attacco e di avantreno: nella versione test che abbiamo provato ancora non erano previsti, ma nelle Lampo Plus ora in produzione sono previsti speciali spessori distanziali che permettono di regolare l’altezza del manubrio senza dover intervenire sul fissaggio dei cavi. Infine, la Lampo Plus è prodotta solo in versione disc, e questo sia per i vantaggi funzionali degli impianti idraulici a disco, sia perché, con un’architettura “rim brake”, sarebbe stato più difficile ottenere la stessa integrazione dei cablaggi di cui abbiamo appena parlato. Infine il peso: un telaio Lampo Plus non verniciato e in taglia M ha un peso di circa 1.050 grammi.

In prova, una solidità sorprendente

Solida e robusta la Lampo Plus ci è sembrata soprattutto nella sezione dell’avantreno: ora, che questa impressione sia più dovuta alle caratteristiche dell’attacco manubrio, alle caratteristiche dello sterzo o anche alla rigidità delle ruote ad alto profilo 3T trovate montate è difficile definirlo con esattezza. Fatto è che questo telaio ha una stabilità granitica, e per provarlo ci è bastato “scuotere” violentemente il triangolo principale facendo leva sulle due parti basse del manubrio durante la marcia, situazione nella quale l’avantreno rimane fermo, inflessibile.

Caratteristiche strutturali simili si traducono in grande sicurezza percepita nelle situazioni ad alte e altissime velocità, lì dove la sola difficoltà che talvolta abbiamo rilevato erano le ruote 3T Discus C45 montate nella fattispecie, che con il loro profilo in carbono richiedono attenzione e perizia nella conduzione, soprattutto quando c’è un po’ di vento e soprattutto se pesi 65 chili come chi scrive.

Parliamo di peso: no, la Lampo Plus non è bici per chi cerca i record di leggerezza, soprattutto se si considera l’allestimento Shimano Ultegra che abbiamo testato, lei e i suoi 8,2 chili complessivi rilevati (inclusi pedali). Ci domandiamo però a cosa servano cento o duecento grammi in meno sul telaio quando quel risparmio significa pregiudicare la robustezza della struttura nel suo insieme, e di conseguenza le caratteristiche di guida in situazioni “racing”.

Passiamo alla guida sullo sterrato, dove la Lampo Plus ci ha onestamente sbalordito: non ci aspettavamo davvero che una bici dichiaratamente appartenente al segmento aero potesse andare così bene su contesti del genere. Chiaro, non parliamo di facilità di guida assimilabili ad una gravel, ma in realtà ci è bastato mettere le mani in presa bassa e avere un aderenza, una sicurezza nella conduzione di curva e un controllo del carro posteriore che mai ci saremmo aspettati.

Questo è sicuramente il merito della validità di una struttura di cui abbiamo già detto, e forse è anche un po’ dovuto al fatto che le bici “aero” sono tali anche e soprattutto per il design e la loro forma esterna. Questo è avvalorato dalle buone capacità di assorbimento dei colpi che il carro (ma forse prima di questo il reggisella) ci hanno trasmesso in situazioni quali il passaggio sulle buche ad alte velocità o le compressioni improvvise del fondo stradale. Non da ultime, le 3T Discus C45 sono ruote in carbonio di ultima generazione, ovvero con cerchio largo e “panciuto”, che tra l’altro il produttore dichiara adatte anche a contesti di utilizzo gravel: con ruote di questo tipo potete anche cancellare la vecchia idea che le alto profilo non vadano bene su fondi irregolari o sconnessi. Ruote del genere vanno bene dappertutto, a patto di saperle o poterle condurre quando c’è vento, è ovvio.

E il prezzo?

Come tutti i prodotti custom la Lampo Plus ha un prezzo indubbiamente importante, 5.940,00 euro riferito al kit comprendente  telaio, forcella, reggisella, attacco manubrio, piega manubrio e due portaborraccia.

Ricordiamoci sempre che stiamo parlando di un vero su misura, un prodotto esclusivo e unico che personalizzabile lo è anche nelle finiture, che è un altro argomento sul quale l’azienda di Mellaredo di Pianiga (VE) offre davvero qualcosa di diverso rispetto alla stragrande maggioranza di soluzioni che il consumatore può trovare oggi sul mercato.

La scheda tecnica

  • Nome: Sarto Lampo Plus
  • Telaio: laminazione interna carbonio M46J/M55J; laminazione esterna 1K
  • Tubo sterzo: 1.1/8”-1.5”
  • Movimento centrale: PF 386 Evo
  • Freni: a disco flat mount, perni passanti 100×12 mm anteriore, 142×12 mm posteriore
  • Reggisella: Sarto, in carbonio
  • Colori: personalizzabili
  • Geometria: su misura
  • Trasmissione; Shimano Ultegra R8000
  • Ruote: 3T Discus C45
  • Pneumatici: copertoncini Continental Grand Prix 4000, 28 mm
  • Peso rilevato: 8.2 chilogrammi (inclusi pedali)
  • Prezzo: 5940,00 euro (telaio, forcella, reggisella, attacco manubrio, manubrio, perni passanti, due portaborraccia)

Galleria fotografica

#1#2#3#4#5#6#7#8

 

Ulteriori informazioni: www.sartobikes.com

Maurizio Coccia

Tag: artigianocarboniolampo plusnova eroicanovità 2019provasartosu misuratest

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