Un po’ più di due anni fa stavamo applaudendo una Scott Foil che aveva vinto alla Parigi Roubaix sotto la guida di Mathew Hayman. Il forte corridore australiano aveva stupito per la vittoria inattesa, noi ci eravamo stupiti per la sua bicicletta: cosa ci faceva un modello aerodinamico sulle strade in pavé?
È vero che a volte i corridori fanno scelte che sembrano controcorrente ma che devono essere valutate nell’insieme della gara: se si considera che più di 200 chilometri sono su asfalto e una sessantina sul pavé forse una logica c’è. E questo giustifica anche la scelta di ruote non propriamente comode. Eppure, una Scott Foil ha trionfato sul pavé. Le premesse di presentazione della bicicletta oggetto del nostro test sono queste: si tratta di un modello che rientra certamente nella categoria delle biciclette aerodinamiche, ma questa ha qualcosa in più. Tanto più che da quel 2016 a oggi il telaio della Foil è stato rielaborato ancora.
Questa poi è in versione per freno a disco, ancora più diversa sebbene l’impronta sia inconfondibile.

Il telaio
L’evoluzione per il freno a disco ha portato a un irrobustimento del telaio, non solo per supportare questo sistema frenante ma anche come conseguenze dell’adozione del perno passante.
La geometria è quella inconfondibile della Foil, con il carro posteriore estremamente raccolto da dare un’impressione ancora maggiore di svettamento del reggisella (pensiamo soprattutto alle misure piccole). Questo ha comportato anche un’elaborazione del bloccaggio particolare e tutto interno al piantone. Si agisce direttamente tramite una vite a brugola posta sulla parte superiore del top tube per allentare le due masse che imprigionano il reggisella in fibra di carbonio. Tutto il sistema è ben nascosto nel fazzoletto aerodinamico corrispondente al nodo di sella.
Le forme dei tubi sono pensate mettendo insieme la ricerca di rigidità e il comfort in base al tipo di fibra di carbonio utilizzato. Quelle che in Scott chiamano HMF sono fibre di carbonio pensate per costruire una struttura robusta senza gravare eccessivamente sul peso: quel che ci vuole per un telaio aerodinamico che ha tubazioni dalle caratteristiche inevitabilmente più abbondanti di altre soluzioni.

In termini di resistenza ecco i numeri dichiarati della fibra:
Tensile Modulus: 125GPa
Tensile Strength 2450MPa
Se li confrontiamo con le fibre utilizzate da Scott non sono ai vertici della rigidità della fibra ma la scelta è dovuta proprio al fatto di avere sezioni più abbondanti, quindi con un momento torcente maggiore, sfruttando, invece, la leggerezza superiore.
La grande dimensione dell’obliquo, con sezione quasi triangolare è il segreto della rigidità che trova appoggio sul movimento centrale ampio e sui foderi bassi. Ma anche sul tubo di sterzo da 1 1/4″ – 1 1/2″ che si integra con la forcella aerodinamica.
Componenti
L’integrazione sempre più spinta nei telai moderni fa sì che si arrivi a definire componenti dedicati e specifici per ciascun telaio. È il caso del reggisella aerodinamico in fibra di carbonio ad esempio. La forma definita, tra l’altro, risolve in partenza l’allineamento della sella. Apprezzabile anche la scala millimetrata sul posteriore che consente di ritrovare subito l’altezza giusta in caso di smontaggio del componente.
Anche l’attacco manubrio è dedicato. La forma si allinea perfettamente con gli spessori e l’appoggio che fa da chiusura per la serie sterzo.
A caratterizzare la componentistica di questa Foil Disc è il gruppo Shimano Ultegra. Va a comporre il reparto trasmissione compresi i freni a disco idraulici con i rotori di nuova concezione e apprezzabili sia per la capacità di dispersione del calore ma anche per la loro stabilità. Davvero difficile che possano deformarsi andando a toccare sulle pastiglie con questa struttura così importante.

Poi ci sono i componenti Syncros che completano il montaggio e sono realizzati ad hoc, per questa bicicletta: dal reggisella aerodinamico al reparto manubrio. La geometria piuttosto comoda prevede uno sterzo abbastanza alto e anche se si aggiungono gli spessori questi sono realizzati con la stessa conformazione dell’attacco dando una continuità visiva (e aerodinamica) davvero notevole.
Sycncros sono anche le ruote, realizzate con cerchi in fibra di carbonio a medio profilo, una bella risposta alla comodità, soprattutto se, come in questo caso, sono montate con coperture con sezione generosa: addirittura 28 millimetri.
Ecco allora che il carattere della bicicletta ne risente in maniera positiva. Dopo la rielaborazione geometrica, proprio per andare incontro a questa caratteristica, è anche la componentistica che favorisce il comfort. Possiamo citare, in questo senso, anche il nastro manubrio, sempre di Syncros. Non è stato il nostro caso, visto il test invernale, ma non c’è problema a impugnarlo anche senza alcun guanto vista la grande presa che assicura e la capacità di ammortizzazione di cui è dotato.
Con le coperture da 28, fornite da Continental, si può osare una pressione più bassa e anche qualche terreno sconnesso (in realtà abbiamo osato anche qualcosa in più, ma non ve la raccontiamo in questa sede).

Il test
La Foil 20 Disc si è rivelata molto rigida sin dalle prime pedalata. E questo anche tenendo conto delle ruote che non sono certamente tra le più rigide del mercato. La guida ha dato subito la sensazione di un mezzo maneggevole e veloce. Nonostante l’aspetto così aggressivo e i triangoli compatti, si è rivelata decisamente comoda per la sua categoria. Anche in discesa l’impostazione geometrica parla di una scelta azzeccata, la bicicletta è docile e si lascia condurre piacevolmente.
Tutto considerato, l’unico neo che possiamo trovare a questo mezzo può essere il peso. Nelle salite più impegnative si sente di non avere sotto una top bike nella leggerezza. Tuttavia questo è il risultato di un compromesso che riteniamo comunque ottimale: si tratta di un telai o di altissimo livello montato con un gruppo che possiamo tranquillamente considerare di vertice (abbiamo già detto di come spesso sia una scelta fatta anche dai professionisti) anche se, naturalmente, paga un dazio proprio in termini di peso.
Della frenata con il sistema idraulico a disco ormai non c’è molto da aggiungere. Anche nella versione Ultegra Shimano ha posto una pietra miliare e la Foil Disc 20 si rivela molto sicura nella frenate al limite.
Resta l’idea che si potrebbe fare di più, magari alleggerendo qualche dettaglio, magari regalandosi una seconda coppia di ruote superleggere.
Pianura e vallonato rappresentano il territorio ideale di questa bicicletta. In conclusione si tratta di un prodotto adatto a un pubblico che cerca bici aerodinamica però senza sacrificare il comfort.
SCHEDA TECNICA
Telaio: Foil Disc HMF/IMP
Forcella: Foil Disc HMF
Manubrio: Syncros Creston 1.5 Compact
Attacco manubrio: Syncros FOIL 1 1/4″
Reggisella: Syncros FOIL aero Carbon
Sella: Syncros RR2.0
Leva cambio: Shimano Ultegra ST-R8020 Carbon Dual control
Deragliatore: Shimano Ultegra
Cambio: Shimano Ultegra
Freni: Shimano BR-R8070 Hyd Disc 160/F and 160/Rmm SM-RT800 CL Rotor
Comandi freno: Shimano Ultegra hydraulic
Pacco pignoni: Shimano Ultegra 11-30
Catena: Shimano CN-HG701-11
Guarnitura: Shimano Ultegra, 36-52
Movimento centrale: Shimano SM-BB72-41B
Ruote: Syncros RR2.0 Disc
Coperture: Continental Grand Sport Race Fold 700x28C
Peso: 8,3 chilogrammi
Prezzo: 3.399,00
Galleria fotografica
Ulteriori informazioni: https://www.scott-sports.com
Redazione Cyclinside (con la collaborazione di Fabio Civita)

















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