È lì che svetta da far paura, pelato da farsi notare, da incutere timore e rispetto, perché quando pedali col sole addosso e non puoi sperare nemmeno nel sollievo di un’ombra sai che può succedere di tutto.
La tappa di oggi prevede il Mont Ventoux e basta. 130 chilometri di calma quasi piatta finché non si comincerà a salire, prime lievemente, poi decisi, in su, fino al traguardo posto a 1.910 metri.
Difficile fare previsioni se non ovvie. Il giorno di riposo è un boccone che non tutti digeriscono subito. Per qualcuno ci vuole un po’ per carburare e qualche motore potrebbe risultare ingolfato in salita. A dire il vero era più in problema di anni passati, le preparazioni scientifiche moderne consentono di evitare errori di questo tipo.
Poi c’è la stanchezza, quella accumulata in due settimane di Tour de France. E lì non c’è scienza che tenga. Si varrà la forza dei più audaci, dei più audaci, dei campionissimi…
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