Nelle interviste pre-Tour de France, la parola che ho sentito risuonare più spesso è stata “confident”. Traducibile con “sicuro di me stesso”, è sembrata quasi una parola chiave, ripetuta con tale insistenza da farmi pensare a una precisa strategia comunicativa. Oppure a un vero e proprio training mentale, una preparazione psicologica studiata a tavolino dallo staff delle squadre per affrontare questo Tour.
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Peccato che alla prima rampa, questa sicurezza in molti si sia sgretolata come un castello di sabbia.
Dalla parola “confident”, ad esempio, Alaphilippe è lontano anni luce. È lì, si piazza, ma scatta guardandosi continuamente indietro, come se non credesse nemmeno di poter guadagnare dieci metri. Lui, che un tempo scattava ovunque e in qualsiasi momento senza nemmeno badare a chi avesse a ruota.
Stessa storia per Vauquelin: arriva da un grande Tour de Suisse, in forma smagliante, perfetto per attaccare e sorprendere. Potrebbe essere un ottimo outsider. Ma non ho mai visto nessuno vincere scattando con la testa girata all’indietro.

In realtà non è “confident” nemmeno Van Der Poel. Già, perché ha riportato una grande vittoria ed ha preso la maglia, ma sullo strappo duro era lì davanti, rimasti in 4, e non ha avuto cuore di scattare. Uno che comunque è un cacciatore di tappe e non ha il pensiero della generale. Forse quando sei su di una rampa così dura che non sai più come prodigare potenza, stai seduto e hai le gambe al massimo della spinta, fai qualche metro in piedi per aumentare i watt ma non puoi reggere fino in cima, allora ti risiedi e… vedi Pogacar che sistema il computerino sul manubrio, ucciderebbe la parola “confident” dentro alla testa di chiunque.
E poi c’è Vingegaard, che di “confident” ha fatto una bandiera nei suoi discorsi. Ha ripetuto ovunque quanto le difficoltà lo abbiano cambiato dentro, quanto ora sia più sicuro di sé. Ma poi scatta dove non conta più nulla: a salita finita, con davanti una discesa dritta da affrontare a 90 all’ora. Personalmente, non ho capito il senso di quello scatto. Non ha dimostrato nulla. Non poteva guadagnare nemmeno un secondo in quel punto.
E quindi? L’unico che non ha mai detto “confident”, forse proprio perché non ne ha bisogno, è proprio quello che su una rampa al 15%, sistema il computerino, si guarda intorno, e sembra pensare: “Qui sembrano tutti a tutta… scatto adesso o aspetto ancora qualche giorno?”


































