Ci sono eventi che finiscono quando tagli il traguardo. E poi c’è il Tour TransAlp: una settimana che ti entra nelle gambe, nella testa e nel cuore.
Ogni mattina ti svegli sapendo che davanti a te ci sarà una nuova montagna da scalare, una nuova valle da attraversare, una nuova storia da scrivere.
Ed è forse per questo che chi l’ha vissuto – come noi di Cyclinside, più volte – conserva ancora addosso quell’odore di asfalto caldo, il rumore delle ruote all’alba, gli sguardi degli altri partecipanti che diventano compagni di viaggio.
La TransAlp 2026 mantiene fede a tutto ciò che ha costruito negli anni. È un percorso che non concede sconti, ma regala una ricchezza emotiva che poche manifestazioni amatoriali sono in grado di avvicinare. È una traversata alpina nel senso più puro del termine: passi leggendari, panorami che cambiano a ogni curva e quel fascino eterno dell’andare da A a B sulle proprie forze.

Le sensazioni prima ancora dei numeri
Prima di parlare di chilometri o dislivelli, bisogna dire una cosa: la TransAlp non si “fa”, si vive. Ci si accorge presto che la gara è solo una parte della storia.
Ci sei tu, il tuo corpo che giorno dopo giorno impara a convivere con la fatica; ci sono i compagni di tappa che incontri ogni mattina e che dopo 2–3 giorni riconosci dal passo, dalla pedalata; ci sono i gesti ripetuti che diventano rituali — il controllo pressioni, il panino infilato in tasca, lo sguardo al meteo che decide l’umore della giornata.
E poi ci sono i paesaggi. Quelli veri, alpini, dove le salite hanno un nome che conosci da sempre ma che non avevi mai affrontato così, una dopo l’altra, come capitoli di un libro che non puoi smettere di leggere.
La formula
La TransAlp è nata come corsa a coppie (il cronometro si ferma col passaggio del secondo della coppia), ma si puo’ partecipare anche singolarmente. Avendola corsa in coppia e da singoli, Cyclinside vi consiglia vivissimamente di convincere l’amico di tante pedalate e fare questa avventura in coppia. Non ve ne pentirete!
Organizzazione da manuale
Non c’è molto da aggiungere: il TransAlp si conferma un evento con una macchina organizzativa impeccabile. Ristori sempre ben posizionati, mezzi al seguito presenti e puntuali, segnaletica chiara, atmosfera amichevole ma professionale.
È uno degli aspetti che fa davvero la differenza per chi deve affrontare sette giorni consecutivi in sella.
Prenotare gli hotel da soli? Sì, conviene
Esperienza alla mano (e lo abbiamo scritto chiaramente anche nel nostro racconto della TransAlp 2023), prenotare le strutture in autonomia può davvero far risparmiare, spesso anche molto.
Con un po’ di anticipo si trovano soluzioni più economiche dei pacchetti ufficiali, ma soprattutto si possono scegliere hotel più comodi per le proprie abitudini, con maggiore flessibilità e qualità complessiva superiore.
Il percorso: sette capitoli, una sola avventura
Il percorso e le date per l’edizione 2026 sono pubbliche: si parte il 21 giugno e per 7 giorni si è in balia degli eventi.
Tappa 1 – Lienz → Sillian
Il viaggio inizia così, con una tappa che non spaventa ma mette subito in chiaro che non si scherza. Lo Staller Sattel è la porta d’ingresso alla settimana: una salita che detta il ritmo e spiega cosa vuol dire “TransAlp”.
Tappa 2 – Sillian → Falcade
La regina dell’edizione 2026. Giau, Staulanza, Duran: una trilogia epica. È la giornata che gli amatori sognano e temono allo stesso tempo. La giornata che ti ricorderai per anni.
Tappa 3 – Falcade → San Martino di Castrozza
Corta ma intensa. Il Valles ti entra nelle gambe subito, il Rolle completa l’opera. Arrivo scenografico e atmosfera quasi dolomitica d’altri tempi.
Tappa 4 – San Martino di Castrozza → Possagno
Qui inizia davvero la seconda parte del viaggio. Brocon + Monte Grappa sono una combinazione che ti mette alla prova nel profondo. Una tappa lunga, calda, che costruisce la vera stanchezza.
Tappa 5 – Possagno → Semonzo
Una transizione “solo sulla carta”. Il Grappa ritorna da un altro versante, e non importa quante volte l’hai salito: è sempre un gigante.
Tappa 6 – Semonzo → Lavarone
La giornata delle distanze: paesaggi più dolci, pendenze più pedalabili inizialmente, ma un finale che rimette tutti al proprio posto. La montagna non fa sconti.
Tappa 7 – Lavarone → Riva del Garda
La festa.
Non è una passerella, mai, ma è quella tappa in cui senti che la fine è vicina e la mente, finalmente, si alleggerisce.
La discesa verso Riva del Garda è una liberazione, e l’arrivo sul lago ha quel sapore di impresa compiuta che solo il TransAlp sa dare.
Per inscrizioni e informazioni rimandiamo al sito ufficiale della manifestazione: https://event.delius-klasing.de/en/tour-transalp/


































