Gentile Direttore, il buon senso devono averlo anche i perdoni. Camminano in gruppo, il cane da una parte e il padrone dall’altra con il guinzaglio che attraversa la pista. Se il ciclista suona il campanello loro dicono che non lo sentono. La regola sarebbe camminare sul lato opposto di scorrimento della bicicletta così da vederla arrivare. Ma questo è difficile da farlo capire ai pedoni. I tutori dell’ordine che hanno a disposizione le ebike non si vedono mai sulle piste.
Mariagrazia Moreni
Gentile Redazione…
Purtroppo è il con̈cetto di ciclopedonale che è sbagliato. Sembra che in italia si voglia accontentare tutti ma l’effetto è il contrario,i pedoni vorrebbero fare da padroni e litigheranno con i ciclisti della domenica ( bici a mano su una ciclopedonale?!) mentri i ciclisti (veri)non le useranno e continueranno a pedalare sulle statali. Con, parlando proprio del lago di Garda, distruzione dell’ambiente e spreco di soldi pubblici. Le ciclabili all’estero sono SOLO per biciclette oppure con una riga di separazione con i pedoni che sanno che se la superano possono venire investiti (e muti).
Cordiali saluti
Rossana
Gentile Direttore buongiorno, il problema è reale soprattutto perché c’è disinformazione da parte degli utenti ciclisti poiché oltre al senso civico da parte degli stessi le amministrazioni comunali sono latitanti perché non informano gli utenti ciclisti che sulle suddette piste ciclabili la velocità non deve superare gli OTTO KM L’ORA eppoi, anche i pedoni non devono fare assembramento in modo da permettere una fruizione del servizio in modo ottimale per tutti.
Pietro Garofalo
Gentile Direttore,
In merito al vostro articolo sulle ciclopedonali,
da ciclista, Istruttore MTB e Ciclo Guide, nei corsi percepiamo una totale mancanza di conoscenza ( si dovrebbe dire ignoranza, ma c’è ignoranza anche sul termine) del Codice Stradale, il quale viene sostituito dal Codice ” così fa tutti” o ” si è sempre fatto così” basato sull’osservare gli altri, copiare e covalidare comportamenti scorretti e pericolosi, convinti di avere ragione.
Sulle ciclopedonali, il pedone ha precedenza, ma questa, regola al 90 per cento, è ignorata, sia per volontà che per ignoranza.
Il ciclista Pro, dilettante o hobbistico, basterebbe che capisse che mentre svolge il suo sport, si sta allenando e non correndo il Giro e se rallenta un attimo, si ferma allo stop, si mette in fila e da la precedenza, arriva lo stesso e non perde niente.
Chiedono rispetto, ma dovrebbero essere anche i primi a rispettare.
La ringrazio.
Carlo Maria Tuti
Tante lettere in arrivo sulle ciclopedonali che diventano un po’ una riserva per utenti “poveri” per liberare la strada ai veicoli a motore. Anche qui, spesso, ognuno vuole imporre la sua ragione agli altri. Soprattutto si evidenzia una cosa: le ciclopedonali (non obbligatorie per i ciclisti che, quindi, possono andare in strada anche in presenza di un percorso ciclopedonale lungo la via) funzionano solo quando sono vuote. Appena si riempiono di utenti, a piedi o in bicicletta, si creano problemi.
Perché andare a 10 o a otto all’ora in bicicletta è quasi al limite dell’equilibrio, d’altra parte la presenza di utenti a piedi, dai bambini imprevedibili a chi fa semplicemente una passeggiata evidenzia i limiti di una soluzione poco efficace. E sì, i pedoni hanno la precedenza.
foto d’archivio