La sostenibilità definita, descritta, quantificata. Se ne parla spesso nel ciclismo che, pare ovvio, è sostenibile. Ma cosa significa? Ha misurato e quantificato la sostenibilità L’Eroica, mettendola nero su bianco in un documento strutturato, che definisce obiettivi, responsabilità e azioni misurabili. Ecco quindi il Manuale di Sostenibilità di Eroica Italia SSD, presentato nel 2025 come guida operativa e culturale per tutti gli eventi del movimento Eroica.
Il Manuale non nasce per certificare un’immagine “green”, ma per mettere ordine a una filosofia che Eroica applica da anni sul campo. L’idea di fondo è chiara: la sostenibilità non deve essere un’aggiunta, ma una conseguenza naturale del modo in cui l’evento è pensato e non è un costo per l’organizzazione né un aspetto inutile per chi partecipa. Di seguito parliamo anche di questo.
Tre pilastri che si tengono insieme
Il documento si articola attorno a tre dimensioni interconnesse: ambientale, sociale ed economica. Un’impostazione che evita di trattare la sostenibilità come tema isolato e la inserisce invece nella governance complessiva dell’evento.
Sul piano ambientale, le scelte sono concrete. Gli allestimenti vengono progettati per essere modulari e riutilizzabili, i materiali privilegiano soluzioni riciclabili o compostabili e la gestione dei rifiuti passa da isole ecologiche dedicate, con l’obiettivo dichiarato di avvicinarsi a un modello di evento a rifiuti zero. Anche il pacco gara segue la stessa logica: meno oggetti superflui, più prodotti durevoli, come le borracce riutilizzabili, per ridurre il consumo di plastica monouso.
Un esempio significativo è il progetto Adotta un chilometro, che coinvolge direttamente i partecipanti nella cura e manutenzione dei percorsi, in particolare delle strade bianche. Qui la sostenibilità non è solo riduzione dell’impatto, ma tutela attiva del patrimonio che rende possibile l’evento stesso.
Inclusione come scelta strutturale
La sostenibilità sociale è uno degli elementi più identitari del modello Eroica. Gli eventi sono aperti a tutti, senza distinzioni di età, genere o livello di preparazione, e la natura non competitiva diventa uno strumento per abbassare le barriere all’ingresso.
L’inclusività diventa un messaggio così come l’attenzione crescente all’accessibilità per persone con disabilità. Non si tratta di iniziative collaterali, ma di scelte che incidono direttamente su format, logistica e comunicazione dell’evento.
Economia locale e turismo che dura
Il Manuale affronta anche un tema spesso marginale nel racconto degli eventi sportivi: la sostenibilità economica. Eroica dichiara di voler essere un motore di sviluppo per i territori ospitanti, privilegiando fornitori locali e promuovendo un turismo lento che continui oltre il weekend della manifestazione.
Ristorazione, accoglienza, artigianato e servizi diventano parte integrante dell’esperienza, con l’obiettivo di generare ricadute economiche diffuse e coerenti con l’identità dei luoghi attraversati. La bicicletta, in questo quadro, è uno strumento di relazione con il territorio, non solo un mezzo sportivo.
Ma è sostenibile anche per chi organizza?
Una domanda inevitabile riguarda la tenuta di questo modello dal punto di vista organizzativo. Le regole indicate nel Manuale sono davvero sostenibili per chi deve applicarle?
Nel caso di Eroica, la risposta sta nella coerenza del progetto. Molte delle azioni descritte non aumentano i costi, ma li redistribuiscono: investire in allestimenti riutilizzabili riduce le spese nel medio periodo; limitare il superfluo nel pacco gara semplifica logistica e approvvigionamenti; lavorare con fornitori locali riduce trasporti e complessità operative. Anche la natura non competitiva dell’evento comporta meno strutture, meno controlli e una pressione organizzativa più contenuta.
I veri costi non sono tanto economici quanto organizzativi: formazione di staff e volontari, coordinamento con enti locali, gestione attenta dei rifiuti e selezione coerente degli sponsor. Ma sono costi che esistono comunque, con o senza Manuale. La differenza è che qui vengono governati, non subiti.
È interessante per chi partecipa?
Dal punto di vista dei partecipanti, il Manuale non è pensato per essere letto come un regolamento, ma per essere vissuto. Chi già condivide lo spirito Eroica trova una conferma e un rafforzamento del senso di appartenenza. Chi arriva per la prima volta percepisce la differenza nell’esperienza: meno plastica, meno caos, più territorio, più relazione con i luoghi e con le persone.
Il valore del documento, in questo senso, non è nella sua consultazione, ma nella coerenza tra ciò che viene dichiarato e ciò che accade sul percorso e nei villaggi.
Un argine alla standardizzazione
Nel complesso, il Manuale di Sostenibilità funziona anche come strumento di difesa. Eroica è cresciuta ed è destinata a crescere ancora, con tutti i rischi che questo comporta: aumento dei numeri, pressione commerciale, standardizzazione dei format.
Mettere per iscritto principi e limiti significa fissare dei paletti prima che le scelte diventino obbligate. Non per irrigidire il modello, ma per preservarne l’identità nel tempo.
Più che un manifesto, il Manuale è quindi una dichiarazione di metodo. E nel panorama degli eventi ciclistici, rappresenta un tentativo concreto di spostare la discussione dalla sostenibilità come etichetta alla sostenibilità come criterio decisionale. Un passaggio tutt’altro che scontato.
Il manuale si può leggere e scaricare da qui (cliccare)





































