A metà della stagione professionistica su strada, l’Unione Ciclistica Internazionale (UCI) ha fornito un aggiornamento sulle attività condotte per migliorare la sicurezza nelle gare maschili e femminili. Le iniziative nascono dal lavoro del gruppo SafeR, che coinvolge organizzatori (AIOCC), squadre (AIGCP), corridori (CPA e CPA Women) e UCI stessa.
Tra le novità annunciate, spicca l’estensione della regola dei tre chilometri in sette tappe del Tour de France 2025. La norma consente ai corridori coinvolti in incidenti negli ultimi chilometri di una tappa (cadute, guasti, forature) di conservare il tempo del gruppo in cui si trovavano. Il prolungamento, da tre a quattro o cinque chilometri, risponde alla crescente presenza di ostacoli urbani (dossi, restringimenti, cordoli) nelle fasi finali delle corse. Le tappe interessate includono le prime due frazioni e la conclusiva sui Campi Elisi.
Qui l’elenco:
- Stage 1: Lille – Lille, +5km
- Stage 3: Valenciennes – Dunkerque, +5km
- Stage 4: Saint Méen-le-Grand – Laval, +5km
- Stage 9 : Chinon – Châteauroux, +5km
- Stage 15 : Muret – Carcassonne, +4km
- Stage 17 : Bollène – Valence, +5km
- Stage 21 : Mantes-la-Ville – Paris Champs-Élysées, +5km.
La UCI ha inoltre fatto il punto sul sistema delle “yellow card”, attivo dall’inizio dell’anno. Finora è stato applicato in 235 giorni di gara (173 maschili, 62 femminili), con 159 cartellini gialli emessi: il 42 per cento destinato ad atleti, il 37 per cento allo staff tecnico, il 15 per cento ai media e il 6 per cento a motociclisti. In un caso, un corridore ha ricevuto due cartellini nello stesso evento, venendo squalificato e sospeso per sette giorni. Le infrazioni più frequenti riguardano la guida pericolosa dei veicoli, i comportamenti rischiosi nelle zone di rifornimento e le irregolarità durante le volate.
Il limite ai rapporti
SafeR ha inoltre analizzato 297 incidenti nei primi sei mesi dell’anno. Il 29 per cento è attribuito a errori dei ciclisti, mentre altri fattori includono tratti pericolosi (ciottoli, discese, sprint, salite), condizioni meteorologiche e strutture stradali. In base a questi dati, l’UCI testerà nuove limitazioni nei rapporti utilizzabili, per contenere le velocità massime. Il primo esperimento avverrà al Tour of Guangxi (14-19 ottobre), con il limite imposto a un rapporto equivalente a 54×11.
Affrontare il caldo e il clima avverso
Per affrontare il caldo estivo, si valuta anche una maggiore flessibilità nelle regole sul rifornimento, come la possibilità di alimentarsi anche su salite classificate.
Un altro strumento introdotto è il Restart Protocol, da applicare in caso di sospensione della gara per condizioni climatiche estreme o altri rischi. Il protocollo include un tempo massimo di stop (15 minuti), la distribuzione di cibo e indumenti, la modalità di ripartenza e la comunicazione tra gli attori coinvolti.
Sempre in tema logistico, l’UCI ha definito nuove linee guida per il flusso veicolare durante le corse, tramite un sistema di entrata e uscita controllato per i mezzi, con l’obiettivo di ridurre i rischi derivanti da sorpassi pericolosi tra veicoli e gruppo.
Tracciamento in tempo reale per la sicurezza
Infine, l’UCI sta lavorando all’introduzione del tracciamento in tempo reale dei corridori, con debutto previsto ai Mondiali 2025 in Ruanda. I primi test si sono svolti al Tour de Suisse e Tour de Suisse Women, con sistemi GPS in grado di rilevare segnali anomali e allertare il centro sicurezza.

































