L’Unione Ciclistica Internazionale presenta il secondo rapporto di sostenibilità relativo al biennio 2024–2025, aggiornando obiettivi, progressi e limiti dell’Agenda 2030. Il documento conferma l’impianto costruito attorno ai quattro pilastri – Climate Action, Nature, People, Cycling for All – applicati alla triplice responsabilità della Federazione: l’UCI come organizzazione, come ente che coordina eventi e come guida del movimento ciclistico mondiale.
Evoluzione del quadro strategico
Il rapporto inserisce le attività del biennio nell’aggiornamento del UN Sports for Climate Action Framework, che richiede una strategia climatica netta a zero, collaborazione tra stakeholder e comunicazione orientata all’azione. L’UCI verifica periodicamente i 29 obiettivi e le 84 azioni fissate nel 2023, con il coinvolgimento dei dipartimenti interni nel monitoraggio operativo.
Emissioni: riduzioni sul lungo periodo, aumento nel 2024
Il dato centrale riguarda l’andamento delle emissioni: il totale 2024 cresce dell’undici per cento rispetto al 2023, salendo da 8.318 a 9.251 tonnellate di CO₂ equivalente, pur restando inferiore del quindici per cento rispetto al 2019. L’incremento è attribuito a trasferte più frequenti, ai progetti di sviluppo in Africa e alle attività legate ai Giochi di Parigi. Lo Scope 3 rimane la quota prevalente.
Tra le misure attuate figurano i pannelli solari sul World Cycling Centre, con una produzione annua pari a 133.310 kWh (copertura del trenta per cento del fabbisogno), e la valutazione del collegamento a una rete di teleriscaldamento basata su recupero termico da rifiuti.
Gli obiettivi climatici e i limiti del percorso
La traiettoria emissiva non appare allineata all’obiettivo di dimezzare le emissioni al 2030 e alla neutralità nello stesso anno. Il rapporto non presenta milestone annuali né un percorso dettagliato per la riduzione dello Scope 3, soprattutto per i viaggi, principale fonte di emissioni. Mancano scenari previsionali, un budget emissivo annuale e un meccanismo pubblico di verifica dei progressi.
Governance delle emissioni e trasparenza dei dati
Il documento offre valori aggregati, ma presenta pochi dettagli analitici: non vengono pubblicate tabelle estese delle categorie emissive, serie storiche complete, fattori di emissione o margini d’errore. La trasparenza dei dati risulta così limitata, rendendo complesso confrontare gli andamenti con quelli di altre federazioni sportive.
Biodiversità: un piano ancora in costruzione
Sul pilastro Nature, l’UCI partecipa al Sports for Nature Framework e aggiorna linee guida per gli eventi includendo consultazioni ambientali e limitazioni infrastrutturali. Tuttavia, il piano d’azione interno è ancora in fase di completamento. Mancano indicatori di risultato, criteri di misurazione degli impatti e obiettivi temporali precisi. La biodiversità appare un campo in cui la strategia è più definita nella struttura che nell’esecuzione.
Eventi: linee guida avanzate, applicazione non uniforme
L’UCI ha integrato la sostenibilità nelle bid guide e nei manuali organizzativi. Restano però assenti due elementi decisivi: requisiti minimi obbligatori per ospitare eventi e audit indipendenti che verifichino l’applicazione delle misure. L’efficacia dipende quindi dai singoli comitati locali, con risultati potenzialmente disomogenei.
Nel documento vengono citati gli esempi dei Mondiali di Glasgow 2023, con il quarantacinque per cento del parco veicoli a basse emissioni e un nuovo codice di procurement – e l’uso dell’UCI Sustainability Impact Tracker, che ha misurato in 61.100 tonnellate la CO₂ equivalente dell’evento. Il processo di scambio di competenze tra organizzatori è in corso, ma ancora non standardizzato.
People: iniziative attive, misurazioni da rafforzare
Il pilastro dedicato alle persone comprende politiche su inclusione e formazione. Nel 2024 sono stati formati 222 atleti nei Development Satellites, di cui 157 donne, e nasce la categoria Women’s ProTeams. La componente africana ai Mondiali di Kigali 2025 raggiungerà il trentaquattro per cento.
Il rapporto, però, non include indicatori strutturali per valutare l’impatto interno delle politiche EDI: non vengono riportati dati su rappresentanza, gap retributivo o traguardi quantitativi. Le iniziative risultano attive, ma ancora poco misurabili.
Cycling for All: programmi in crescita, impatto non quantificato
Il Bike City Programme raggiunge trenta città e regioni in quindici Paesi, affiancato dal nuovo Bike City Pathway e dagli UCI Cycling for All and Sustainability Awards. Tuttavia, il rapporto non presenta indicatori su utilizzo reale della bicicletta nelle città certificate, sicurezza stradale o ricadute socioeconomiche. Il label rischia di rimanere un riconoscimento più che un sistema di valutazione strutturato.
Il rapporto UCI mostra un percorso in evoluzione, con strutture strategiche chiare e iniziative operative in corso. Allo stesso tempo evidenzia diversi nodi ancora aperti: andamento emissivo non in linea con gli obiettivi dichiarati, trasparenza dei dati migliorabile, piani sulla biodiversità incompleti, governance degli eventi non uniforme e programmi sociali non sempre misurati in modo sistematico. Una parte consistente del lavoro resta quindi nella definizione di metriche solide e nella riduzione delle emissioni legate ai viaggi, oggi elemento più critico della strategia climatica.
Ulteriori informazioni: https://www.uci.org/

































