Si è svolta in un infuocato weekend di fine giugno LaMitica, ottava tappa del Giro d’Italia d’Epoca, forse la più rievocativa delle 13 ciclostoriche che lo compongono.
Sì, perché quello a cui fa riferimento il nome di questo piccolo gioiello di ciclostorica è “lui”, mito per antonomasia che 65 anni dopo la sua prematura scomparsa ancora non ha perso nulla del suo fascino e del suo incredibile potere evocativo: Fausto Coppi.
LaMitica si svolge nel piccolo borgo-museo interamente dedicato a lui: Castellania Coppi. Non c’è casa, via, piazzetta che non parli di Fausto, di Serse, scomparso ancor più prematuramente, dei genitori e dei parenti tutti, degli amici, persino il ristorante del borgo si chiama l’Airone.
C’è il Museo Coppi, c’è l’Associazione Fausto e Serse Coppi; c’è la casa natale, e quella dov’è cresciuto. Poster giganti adornano il minuscolo centro storico, raffigurando i momenti salienti della sua vita, sculture e scritte completano l’opera dando l’idea di quanto sia stato importante e di quanto lo sia ancora nel nostro immaginario e nella cultura nazionale.


Ma oltre al Mito con la M la F e la C maiuscole, questa piccola, curatissima manifestazione – i partecipanti sono sempre attorno ai 200 – può sfoggiare parecchi miti.
I Mitici Colli
I Colli di Coppi, è difficile delimitarli esattamente, perché macinava così tanti chilometri che qualsiasi collina della zona può essere definita così, da Gavi alla Val Borbera e oltre. Ma quelli veri sono questi qui, nel tortonese. Rigogliosi, ondulati, verdi, di mille sfumature, e gialli di spighe e fieno. Strade bianche, assolate in salite impietose come la Rampina o insinuate in boschi ombrosi. Piccoli borghi ricchi di storia e cultura come Volpedo, valli operose e città d’arte.
Colli generosi e fecondi, anche di campioni, che nessun posto ne ha dato all’Italia così tanti.
I Mitici Campionissimi
Sarà la morfologia del territorio, che invita al pedale, chissà. Ma queste terre hanno dato i natali a così tanti campioni, da farci un museo: il Museo dei Campionissimi appunto, a Novi Ligure, che, per iniziare dal primo, è il paese di Costante Girardengo, e a seguire, Carrea, Giacobbe, Cuniolo, Milano, Malabrocca per dirne alcuni.
La Mitica Progenie
Si chiamano Faustino, Michela, Eleonora Maria, Serena. Ma i cognomi sono quelli: Coppi, Girardengo, Giacobbe, Malabrocca. Sono figli, nipoti, bisnipoti di quei campionissimi.
Forse alcuni tra loro manco pedalano, ma quello che li rende mitici è l’orgoglio e la determinazione nel portare avanti il ricordo dei loro avi e di quel ciclismo glorioso e mitico. E qualcuno di loro a LaMitica, c’è sempre, come Faustino, figlio di tanto padre e Michela che di Girardengo è la bisnipote, qui insieme nella foto alla Cena Mitica.
I Mitici Sapori
Ancor più che di campioni di ciclismo – che è tutto dire – questa zona è generosa di sapori, che la gente di qui, riconoscente, sa da sempre coltivare, curare, e cucinare. Nascono quindi dei piccoli grandi tesori, squisitezze famose ovunque, altre un po’ di nicchia, che conosciamo in pochi e stiamo ben attenti a non divulgare troppo.
Come e il Tartufo Nero, le Pesche di Volpedo, le Ciliegie di Garbagna o il Montebore, formaggio nato nel 1400 in onore delle nozze di Isabella d’Aragona che riproduce nella forma la torre del paese da cui prende il nome e nella sostanza, l’unione di ovino e caprino non pastorizzati per ottenere un gusto unico, anzi, mitico.
O ancora, il Timorasso, pregiato vitigno locale che si arrampica sui colli come i Campionissimi sui pedali.
E salumi e verdure, grani recuperati e agnolotti fatti a mano.
La Cena Mitica e i Mitici Ristori
Ed erano tutti ben presenti, come una grande squadra, anche a questa edizione, come ogni anno. Nei ristori, abbondanti e generosi, e nella mitica Cena Mitica, organizzata dalla cooperativa di Carmine Falanga, Idee in fuga e dalla squadra di ragazzi del Carcere di Alessandria a cui si vuole dare una seconda opportunità attraverso dignità e formazione. Se non è mitico questo…
I Mitici Pedalatori
Non li fermano né il caldo, né la pioggia, arrivano da dovunque, da tutta italia, da Francia, Inghilterra, Svizzera, a volte persino dal Canada, Uruguay, Brasile.
Si vestono in modo rigoroso (è la tappa del Giro d’Italia d’Epoca con il più grande numero di partecipanti impeccabili per eleganza e coerenza), la maggior parte in “Total Bianchi”, per ovvie ragioni.
E vederli animare la piazza del piccolo borgo fin dal primo mattino e poi partire dietro all’Ammiraglia- Topolino Giardiniera anni 50 non è solo altamente rievocativo, è commovente e rigenerante, in una parola, mitico.

Bellezze Mitiche
Stiamo parlando de Le Bellezze in Bicicletta, il contest di eleganza in bicicletta in stile retrò che si svolge in Piazza Malaspina a Tortona durante lo svolgimento de LaMitica, in modo da accogliere i partecipanti con musica, danze e un tocco di colore, che cambia a seconda dell’occasione. Quest’anno le “bellezze” erano in rosso, per accogliere la Vuelta che passerà proprio dal Piemonte nella sua tappa Italiana, proprio come l’anno scorso erano in giallo per il Tour.
Arrivare a Tortona pedalando nella lunga via principale gremita e festante e entrare in piazza acclamati come campioni è davvero molto emozionante.
I Mitici Mitici
Ma mitici sono anche gli organizzatori, Anna e Pietro, che “covano” la loro creatura con attenzione e dedizione in un lavoro che dura un anno e i volontari che li aiutano.
Dalla locandina, disegnata da uno dei migliori artisti locali, Riccado Guasco, in poi, niente è lasciato al caso: il percorso, che davvero rende onore a questi colli e a chi li ha resi celebri con le sue ruote nel passato, la logistica e la segnaletica, il rifornimento idririco e la refrigerazione che da soli meritano un applauso, le premiazioni, la musica. E i risultati si vedono, basta guardare i volti cotti dal sole di chi ha partecipato, con o senza bicicletta, per cogliere l’essenza mitica de LaMitica.





foto: PhototeamSport, Alberta Schiatti e vari.





































