Pazzesco Mathieu van der Poel che non si è fatto spaventare da Tadej Pogacar e nemmeno confondere da Filippo Ganna rientrato sommando gambe e cuore. L’olandese ha vinto di tattica, non ha speso un grammo in più di quel che aveva e oggi che, a dire il vero, era davvero tanto.
Ganna è stato messo nel sacco in un attimo: uno scambio di parole tra gli altri due, fossero stati più individualisti forse li avrebbe potuti beffare. Forse. Forse no, perché questo arrivo così incerto è stato la misura perfetta dei valori in strada oggi. Primo e secondo, terzo Tadej Pogacar e, a regolare i sopravvissuti dietro, manco a dirlo, Michael Matthews.
La Milano Sanremo è partita da Pavia ed è iniziata sulla Cipressa. È stata pedalata col vento a favore a ritmo da record che ha portato tantissimi corridori con le gambe fulminate. Tutt’altro che bruciate quelle del primo che è saltato sulla Cipressa: Martin Marcellusi. Il romano ha mollato proprio lì, all’imbocco della salita dopo una fuga di 250 e passa chilometri.

Ma la storia si fa davanti. UAE alla frusta e Pogacar partito a modo suo. Ma qui non è una Strade Bianche, dietro ci sono Filippo Ganna e Mathieu van der Poel che menano alla disperata. Ganna si è fatto elastico: mollava sugli scatti secchi e poi diventava inesorabile tornando sulle ruote. E sono diventati già 30 secondi, 50 a fine discesa della Cipressa, perché non si lascia niente nemmeno a manubrio in giù.
È così che si sono presentati all’imbocco del Poggio dove Pogacar ha messo subito in chiaro: voglio vincere io. La risposta di van der Poel è stata senza neanche alzarsi di sella. Drin drin: allarme!
Intanto Ganna ha sofferto come un ciclista ma senza esplodersi, appena si sono guardati è rientrato.
Strada asfaltata diventata una scacchiera di strategia, Ganna sempre dietro, sembrava di sentirlo il tam tam delle sue gambe a dare il ritmo.
Infine van der Poel a mettere tutti in fila e a spiegare che senso aveva la sua squadra a tirare da lontano, quasi facesse un favore a Pogacar, con Philipsen pure in affanno. Ma in una Sanremo fatta così non c’è stato favore in più per uno o per un altro. Solo forza. Quella di Mathieu van der Poel ad azzittire tutti.
Che podio ragazzi!

Intanto è tornata anche la Sanremo femminile che ha costretto gli appassionati a guardare due corse contemporaneamente. Mentre gli uomini riconquistavano finalmente la primavera, passato il Turchino, le donne si avviavano verso un finale che ci ha fatto saltare sulla sedia o stare direttamente col cuore in gola all’arrivo.
Alla fine ha vinto dopo il recupero sulla Longo Borghini che all’ultima curva poteva pure crederci, avessero mollato un attimo. Non ci fosse stata Lotte Kopecki a far da gregaria alla Wiebes. Peccato.
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