La UNBOUND Gravel continua a confermarsi la gara che più di ogni altra rappresenta l’essenza del gravel mondiale. Alla ventesima edizione dell’evento di Emporia, in Kansas (Stati Uniti), a imporsi sono stati la campionessa argentina Sofía Gómez Villafañe e il danese Mads Würtz Schmidt, protagonisti di due gare accomunate da condizioni difficili, fango, problemi meccanici e colpi di scena fino agli ultimi chilometri.
La prova rappresentava il secondo appuntamento stagionale del Life Time Grand Prix e, come spesso accade alla UNBOUND, la selezione è iniziata molto presto. Le piogge dei giorni precedenti avevano reso numerosi tratti particolarmente impegnativi, trasformando il fango in un elemento determinante della corsa.
Gara femminile: Villafañe vince la volata delle cinque
La corsa delle donne ha perso una delle protagoniste annunciate già nelle prime fasi. La vincitrice dell’edizione 2025, Karolina Migoń, è infatti rimasta coinvolta in una caduta provocata dal fango all’11° miglio, uscendo dal gruppo di testa.
Successivamente si è formato un quintetto di riferimento composto da Sofía Gómez Villafañe, Cecily Decker, Paige Onweller, Geerike Schreurs e Rosa Klöser, quest’ultima costretta anche a inseguire dopo un inconveniente meccanico.
La gara è rimasta aperta fino agli ultimi chilometri. Nonostante diversi problemi tecnici e continui cambi di ritmo, il gruppo delle cinque è arrivato compatto nel centro di Emporia. Sul rettilineo finale di Commercial Street è stata Sofía Gómez Villafañe.
Alle sue spalle hanno chiuso Geerike Schreurs, Cecily Decker, Paige Onweller e Rosa Klöser, tutte racchiuse in appena due secondi.
La classifica femminile
1. Sofía Gómez Villafañe (10hr 31min 37sec)
2. Geerike Schreurs (10hr 31min 38sec)
3. Cecily Decker (10hr 31min 38sec)
4. Paige Onweller (10hr 31min 38sec)
5. Rosa Klöser (10hr 31min 39sec)
Gara maschile: la vittoria passa dal sacrificio di Swenson
Anche la prova maschile è stata segnata fin dai primi chilometri dalle difficoltà del percorso. Dopo una prima fase molto movimentata, attorno al 60° miglio è partita l’azione che avrebbe deciso la gara: Mads Würtz Schmidt, Keegan Swenson e Cobe Freeburn hanno guadagnato un margine importante sugli inseguitori.
Il terzetto ha continuato a collaborare fino a quando Freeburn ha perso contatto attorno al miglio 110, lasciando soli al comando Würtz Schmidt e Swenson.
Il momento chiave dell’intera giornata è però arrivato circa 40 miglia più tardi. Quando il danese ha forato, Keegan Swenson ha compiuto un gesto destinato a diventare uno degli episodi simbolo di questa edizione della UNBOUND: ha ceduto la propria ruota al compagno di squadra Specialized, rinunciando di fatto alle proprie possibilità di vittoria.
Grazie a questo aiuto, il Campione Europeo in carica Würtz Schmidt ha potuto proseguire senza perdere troppo terreno e conservare il vantaggio fino al traguardo, conquistando il successo in 9 ore, 14 minuti e 51 secondi.
Dietro di lui Matthew Beers è riuscito a staccare Tobias Kongstad negli ultimi chilometri, conquistando il secondo posto assoluto e soprattutto il massimo punteggio disponibile per gli atleti iscritti al Life Time Grand Prix. Un risultato che gli permette di salire al comando della classifica generale della serie. Quarto posto per Brendan Johnston, autore di una grande rimonta dopo diversi problemi nelle prime fasi di gara, mentre Swenson ha concluso quinto.
Le parole dei protagonisti
A fine gara Würtz Schmidt non ha nascosto la riconoscenza verso il compagno di squadra:
«Non avrei potuto farcela senza Keegan. Ha sacrificato la sua gara e le sue ambizioni nel Grand Prix per aiutarmi. È stato un gesto incredibile che mi ha dato ancora più motivazione nelle ultime ore».
Soddisfatta anche Sofía Gómez Villafañe, che ha sottolineato come alla UNBOUND la condizione atletica non sia mai l’unico fattore decisivo:
«Puoi arrivare qui essendo l’atleta più forte, ma questo non garantisce il risultato. Oggi servivano pazienza, capacità di adattamento e anche un po’ di fortuna».
La classifica maschile
1. Mads Würtz Schmidt (9hr 14min 51sec)
2. Matthew Beers (9hr 19min 54sec)
3. Tobias Kongstad (9hr 24min 43sec)
4. Brendan Johnston (9hr 36min 46sec)
5. Keegan Swenson (9hr 39min 19sec)



































