Nei giorni precedenti al Campionato Europeo di calcio femminile internet si è scatenata appena è uscita fuori la notizia che la nazionale svizzera ha perso pesantemente un’amichevole contro i maschi dell’U15 del Lucerna. L’eterno “conflitto” tra i generi ha fornito ancora materiale per chilometriche discussioni.
Cercando di analizzare cosa abbiamo visto al Tour de femmes c’è stata la possibilità di capire a che livello è arrivato il ciclismo femminile. Movimento che, tra l’altro, ha fatto enormi passi avanti negli ultimi 3-4 anni.
La mattina della tappa regina con l’arrivo sulla Madeleine si è corsa anche la Granfondo “Etape du Tour de France”. Un evento classico che pero’ quest’anno si è accoppiata alla gara femminile. Il percorso è identico: 115 chilometri con 3.500 metri di dislivello. La mattina presto è partita la Granfondo e poco dopo pranzo è partita la vera tappa.
Il primo amatore (Clement Thibeaut) ha percorso la gara in 3 ore e 49 minuti. La francese Pauline Fernand-Prévot ci ha messo 4 ore e 1 minuto. Perciò stiamo parlando di 12 minuti di differenza (dati Strava).
Bisogna però fare alcune considerazioni FONDAMENTALI:
Si raffronta l’ottava tappa di una gara a tappe (per le donne) con una singola gara (per i maschi). Dettaglio non da poco.
Le donne hanno percorso i primissimi 4,6 chilometri in trasferimento a una velocità di 26 km/h, mentre la Granfondo è scattata quasi immediatamente (media dello stesso tratto 35,5 km/h).
Il paragone
La Granfondo è partita e si è svolta totalmente sotto la pioggia, discese bagnate percio’. Mentre l’asfalto per la gara femminile era asciutto. Non a caso le discese sono state percorse molto più velocemente persino da Sarah Gigante.
La bagarre nella gara femminile è iniziata quasi subito come presumibilmente la Granfondo. Lungo la prima salita (Col de Plainpalais) le donne salite in 40 minuti e 12 secondi mentre il primo gruppetto della GF in 33 minuti e 46 secondi.
Il gruppo femminile corre in modo professionale, con i gregari che tirano a tutta per determinate frazioni del percorso per poi andare verso l’arrivo cercando di recuperare il più possibile. Cosa che non accade in una Granfondo. Diciamo che gli atleti della Granfondo corrono come se fossero tutto il tempo in fuga.
Nel lungo tratto centrale e pianeggiante (36 chilometri) fino alla base della Madeleine le donne hanno tenuto una media leggermente superiore rispetto ai primi della Granfondo: 36,8 km/h contro 36,6 km/h.
Arrivati alla Madaleine il KOM su Strava è stato fatto dal secondo classificato nella Granfondo con un tempo di 59:57. La Fernand-Prévot ci ha messo qualcosa come 1:04:20 (lei non è su Strava, ma la seconda classificata è visibile sul portale).
La corsa è salita su un versante poco frequentato della Madeleine, infatti alcun professionista maschio ha mai fatto questa salita in gara.
Analizzando i dati della Gigante si vede che è salita in 1:05:50 con una potenza media di 239w che per un peso di soli 52 kg vuol dire 4,6 w/kg. Rispetto al KOM maschile (amatoriale) abbiamo quasi 6 minuti di differenza.
Attenzione, è ovvio che i maschi vadano più forte, però è interessante vedere quanto margine di miglioramento esista per le donne. Se prendiamo la maratona, la differenza tra il record maschile e femminile è di soli 9 minuti e 21 secondi. Ciò significa che la detentrice del record è stata solo il 7 per cento più lenta dell’atleta maschio. Una lunga salita è molto simile a una maratona come tipo di sforzo. Ma Sarah Gigante è stata circa il 9 per cento più lenta di un amatore, non di Pogacar.
È importante prendere questa analisi per quello che è, lontano dall’essere uno studio scientifico, però fornisce alcune indicazioni. La più importante è che il meglio deve ancora venire e nei prossimi anni ci aspettaranno grandissimi miglioramenti in termini di cronometro nel ciclismo femminile.

































