Pronti a partire? Probabilmente lo siete già, ma per chi stesse pensando ancora alle rifiniture per viaggiare ecco alcune idee che abbiamo elaborato dai nostri appunti e sentendo gli esperti dell’Equipe Enervit per quanto riguarda l’alimentazione e l’integrazione durante un viaggio in bici di più giorni.
La soluzione più pratica e moderna si chiama bikepacking: è un modo per evitare di caricare la bicicletta di portapacchi e borse, ma soprattutto per mantenerla efficiente nella guida.
Le borse da bikepacking non disturbano la pedalata e nemmeno gli equilibri della bicicletta. Si fissano al telaio, al reggisella, al manubrio, al più alla forcella, ma sono così pratiche che permettono di ridurre drasticamente gli ingombri rispetto alla “vecchia” soluzione dei portapacchi con borse appese che generavano qualche squilibrio e richiedevano una guida più attenta della bicicletta. Soluzione non abbandonata quella delle borse laterali e del portapacchi, ma lasciata solo alle necessità di viaggi importanti per mete e durata.
Oltre alla guidabilità è aumentata anche l’efficienza. Le borse sono a portata di mano ed è facile prendere molti oggetti anche mentre si pedala, senza necessità di fermarsi. Pensate che l’anno scorso avevamo “intercettato” anche un’atleta, Chiara Teocchi, al Campionato Italiano Gravel con una bicicletta dotata di borsa per tubo superiore in cui ha messo il necessario per la gara, a cominciare dalle barrette per alimentarsi.
Una volta stabilita la tipologia di bagaglio, per capire cosa metterci dentro, è il caso di avere le idee ben chiare sul percorso.
Un primo approccio al viaggio in bicicletta consiglia viaggi non troppo lunghi. Qualche giorno può andare bene anche per sperimentarsi e sperimentare l’efficacia dell’attrezzatura che ci portiamo dietro. Fare bikepacking è considerato spesso uno stile di vita, si tratta di adattarsi e adeguarsi alla semplicità della bicicletta. Niente fronzoli, mica facile se siamo abituati a comodità che diamo per scontate.
Ma il bello di un viaggio in autonomia in bicicletta, mezzo autonomo e autoefficace per definizione, è proprio nell’essenzialità. Tanto più se la nostra meta è in posti civilizzati dove si può comunque sopperire ad alcune necessità impreviste presso negozi e ciclofficine.

Il percorso
Dove vogliamo andare? Le mete sono, ovviamente, infinite così come i suggerimenti di viaggio che troviamo su riviste specializzate e anche online. È sicuramente utile appoggiarsi a un’app dedicata come Komoot dove una comunità enorme di viaggiatori riversa migliaia di percorsi ogni giorno con tanto di indicazioni specifiche per ciclisti (dal fondo stradale alle indicazioni pratiche). Valutando le esperienze altrui si avranno le idee più chiare sia per il bagaglio che per l’impegno sostenibile giornalmente. Mediamente, anche se si è allenati, il consiglio è di non superare gli 80-90 chilometri al giorno. Vi sembrano pochi? Se fate strade secondarie, consigliate, spesso sterrate, la velocità sarà ridotta. Inoltre, la bicicletta dotata di borse sarà più pesante e faticosa, soprattutto in salita. E certamente non verranno sacrificate le soste per godersi un panorama, visitare posti, scattare fotografie e così via.
Se vi sembrano tanti, invece, basta adeguare le distanze alle vostre necessità, c’è anche chi viaggia con bambini e allora le cose cambiano. Ne avevamo parlato qui. Ma vi consigliamo di leggere e vedere il video di questo articolo.
La dotazione tecnica
Partiamo dalla bicicletta ovviamente. Il bikepacking si può fare anche con una bicicletta da corsa, ma attenzione che il telaio sia in grado di supportare l’aggancio di borse. Quelli superleggeri, soprattutto in fibra di carbonio, possono subire danneggiamenti se sollecitati dove non previsto da un progetto che pensa alla prestazione e non al viaggio.
Meglio sarebbe allora una bicicletta gravel, ma anche una mtb leggera e no, una biammortizzata probabilmente vi risulterà più pesante che comoda per viaggiare a meno che non abbiate in conto percorsi davvero impegnativi.
I copertoni larghi, nei limiti supportati dalla vostra bicicletta tornano sicuramente comodi: misure da 38 a 45 millimetri di sezione possono essere ideali e con un battistrada non troppo marcato ma più versatile e adatto per fondi diversi.
Le borse devono contenere oltre all’abbigliamento necessario, va bene un cambio con qualche prodotto per la pulizia: se si viaggia col caldo non sarà un problema un’asciugatura veloce. Gambali e manicotti possono essere utili se si prevede fresco e anche una mantellina antipioggia e antivento. Importante avere calze di ricambio e due maglie tecniche, di cui una a maniche lunghe.
È bene avere con sé un kit per la riparazione della bicicletta, in particolare delle gomme e poi un powerbank per il cellulare, oggetti personali ma anche un cambio comodo per la sera e delle infradito.
Da non trascurare la sicurezza con prodotti medici di prima necessità (ma anche pomate emollienti per il soprasella e creme solari).
Se il viaggio è più lungo?
All’ampliarsi del raggio d’azione devono crescere (ma non di molto) anche i bagagli con un paio di cambi e del sapone liquido per i lavaggi in viaggio. Potrebbe essere il caso, eventualmente, di prendere in considerazione delle borse laterali ma tenendo sempre conto della distribuzione dei pesi sulla bicicletta. Si veda, in proposito, questo articolo.
Il rifornimento
È vero, la bicicletta non consuma, ma la macchina umana sì e in un viaggio lungo, pedalando per più giorni, è bene prevedere un giusto recupero energetico e non trovarsi in situazioni di difficoltà che potrebbero ripercuotersi anche nei giorni successivi.
«Il pasto più importante è sempre la colazione – spiegano proprio da Enervit – perché se si prevede di pedalare per sei o sette ore al giorno, con la bicicletta carica è bene prevedere un’alimentazione semplice viste le sollecitazioni che lo stomaco subisce durante la pedalata».
«Un caffè e una barretta possono bastare per la partenza – ovviamente in casa Enervit si consigliano i prodotti appositi – ma se si parte presto ci si può trovare nella difficoltà di trovare negozi aperti, magari dopo qualche ora ci si potrà fermare per una seconda colazione più importante che preveda anche un apporto proteico, come nel caso di affettati magri».
Tempistiche di alimentazione
Qui lasciamo spazio direttamente ai consigli degli esperti dell’Equipe Enervit che suggeriscono un’alimentazione regolare:
«Per viaggiare leggeri e ottimizzare lo spazio, risultano molto comodi integratori di carboidrati a base di maltodestrine e fruttosio da sciogliere direttamente in borraccia. Questi ci forniranno un apporto energetico nella quantità adeguata (mediamente 30 g di carboidrati/ora) a coprire le ore di pedalata. In una seconda borraccia da 500 ml, specie quando le temperature sono più alte, è bene sciogliere un integratore isotonico di sali minerali da sorseggiare ogni 20 minuti circa.
«Nei viaggi più lunghi il nostro consiglio è di dedicare uno spazio solo agli integratori. L’ideale può essere una borsa agganciata al portapacchi o alla forcella, per contenere bustine di sali minerali e qualche gel e barretta energetica, meglio se a base di frutta secca per evitare che si sciolga. Saranno molto utili nei momenti in cui non incontrerete centri abitati per molte ore. A termine di ogni tappa, una busta di integratore per il recupero con aminoacidi vi aiuterà a predisporvi per la giornata seguente».
Una serie di prodotti utili, suggeriti da Enervit, potete trovarli in questo link selezionando anche quelli più pratici da portare con sé.
E buon viaggio.






































