A trenta chilometri dall’arrivo inizia la tappa che aspettavamo. Quando la strada sale Pogacar non si tiene. Dopo aver tenuto davanti i suoi compagni a tenere a bada la fuga di giornata, lui prende il via al momento giusto. Scatta forte, a tutta, e gli altri non possono che gestire il distacco. E Pogacar più che staccarli in salita, ha capito che può metterli in difficoltà in discesa. Ed è quello che ha fatto puntualmente sul Pas de Peyrol, il punto più alto della tappa, quello che dopo aveva più discesa di tutti nella tappa odierna.
Dietro Vingegaard con Roglic, Evenepoel fa quel che può ma perde terreno senza speranza, facendosi prendere da quelli che pure aveva staccato in salita.
Pogacar è sceso pulito da acrobata, ha controllato la bicicletta anche quando si è intraversata provando a disarcionarlo. Lui è stato impassibile e preciso, niente paura con i secondi che continuavano ad aumentare nonostante Vingegaard potesse contare anche nell’estemporanea alleanza di Roglic, vecchio compagno di squadra a fargli da pilota.
Vingegaard si è giocato le sue possibilità in salita, dove è andato recuperando secondi sulla maglia gialla al punto di lasciare in strada anche Primoz Roglic (poi raggiunto da Evenepoel e poi caduto in discesa, ma accreditato con lo stesso tempo di Remco).
La crescita del danese è stata evidente in questi giorni, ma anche Pogacar stavolta ha perso qualcosa al punto di farsi riprendere prima del gran premio della montagna (che ha comunque vinto con uno scatto secco).
Gli ultimi chilometri sono in coppia e la volata è quasi scontata. Sicuri? Vingegaard ha recuperato bene, così tanto da battere sulla riga Pogacar. Dietro, a 25 secondi Evenepoel mantiene ancora la seconda posizione nella generale.

Ma quell’inizio tappa…
Ok la fuga ma fermi tutti: non più di due minuti che dopo c’è da fare battaglia in bicicletta. Ce la facciamo piacere così, anche a costo di sciropparci più di tre quarti di tappa a divagare, ma sul serio? Se questo è il biglietto da pagare per assistere allo spettacolo, contateci pure.
E se il prezzo ci pare alto con chi ce la prendiamo? Vuoi dir qualcosa ai corridori se le salite sono in fondo e quel disegno così non smuove nessuno? Che poi ci hanno pure provato a mettere dei GPM prima, ma lo sai che in Francia i quarta categoria a volte manco te ne accorgi. Le salite di terza boh, ma se le fai di slancio a chi vuoi che facciano paura. Fanno più paura gli avversari, e allora invece di spendere dove non sei certo, meglio stare al riparo che tutto potrebbe tornare utile.
Però di una cosa siamo ragionevolmente certi: costi quel che costi ma lo spettacolo ci sarà. Ci basta? Lo decideremo poi. Intanto godiamocelo. Che dopo una tappa così fai presto a dimenticare la noia di prima.
Un fotofinish e poi le lacrime di Jonas Vingegaard. Ecco l’audio
Classifiche
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