“Mi chiamo Vittoria Bussi e sono una matematica”. Il biglietto da visita è insolito. La cultura, tra i ciclisti – tra gli sportivi professionisti in generale – è merce rara. Ma la storia di Vittoria è particolare e un po’ speciale. Non è nemmeno una ragazzina alle prime armi Vittoria. Va per i 36 anni e il suo sport, il ciclismo, lo ha sempre interpretato in maniera particolare. Anche perché in modo particolare ci è arrivata.
Però quando ha scoperto di avere il motore giusto ci si è buttata anima e cuore. E fisico. Ha allenato il suo corto alle esasperazioni del Record dell’Ora che ha conquistato nel 2018 in mezzo a un mare di scetticismo e qualche insicurezza.
Un oggetto misterioso, Vittoria, nel ciclismo che cresce in una modernità sempre in via di definizione. Un ciclista deve per forza avere una tradizione alle spalle e una sequela di categorie giovanili? Certo, sarebbe meglio, per imparare ad andare in bicicletta, stare in gruppo. Ma se fai il Record dell’Ora l’unica difficoltà è trovare la pedalata giusta, la posizione corretta e partire al meglio dal blocco di partenza. Tutte cose su cui Vittoria Bussi ha lavorato e su cui, risultati alla mano, non deve dimostrare troppo.
Ma può migliorare.

Si può fare
Nella sua mente lo sa. Il suo fisico lo conferma e allora apre il 2023 con un sogno che non è campato in aria;: riprendersi quel Record dell’Ora che, nel frattempo le è stato portato via prima da Joscelin Lowden, nel 2021 e poi da Ellen van Dijk che, nel maggio del 2022 ha percorso 49,254 chilometri nell’ora della sofferenza più acuta.
Una misura che sembra un’infinità rispetto a quei 48,007 chilometri percorsi da Vittoria nel 2018.
Oggi, a distanza di cinque anni, sembrerebbe una cosa quasi impossibile, ma parliamo di Vittoria Bussi. Una che quando ha fatto il Record era ancora da “sgrezzare” per molti aspetti ciclistici, a cominciare proprio dalla tecnica.

Quindi vale la pena di riprovarci e i numeri parlano a suo favore e nel 2023 l’assalto è in programma.
Però Vittoria Bussi è una ciclista atipica, avevamo detto, come tale non ha nemmeno i budget su cui possono lavorare le campionesse affermate e con un nome riconosciuto a suon di Vittorie. Lei è una specialista ma lasciata un po’ indietro dal mondo del ciclismo classico.
Deve fare da sola.
L’approccio al tentativo di Record dell’Ora
Per questo motivo, ora, chiede aiuto a mettere insieme i soldi che le serviranno per la preparazione al record (compresi gli affitti dei velodromi che non le regalano quasi nulla).
Ha iniziato il suo “Road 2 Record” con decisione. Le sue competenze matematiche hanno contribuito negli studi di aerodinamica e della tecnologia necessaria per mettere a punto tutto.
E proprio dai calcoli fatti il limite può essere innalzato superando quel muro dei 50 chilometri orari che sembrava impossibile fino a qualche anno fa in campo femminile.

Cambiamento culturale
Ma quella di Vittoria Bussi non è solo una rincorsa al record. Nella sua richiesta di aiuta parla anche di un cambiamento culturale a favore del ciclismo femminile e della sicurezza su strada. Vorrebbe anche creare un’accademia del ciclismo dove scoprire talenti andando al di là del risultato. Un concetto moderno, che premia sulla lunga distanza ma un po’ contro corrente rispetto alle logiche di sponsorizzazione e risultati immediati.
Progetti immediati, come il record, e di lungo respiro. Investire nel ciclismo e nella sua cultura è importante più che mai. E si può partire da qui, dalla pagina di raccolta fondi: https://www.gofundme.com/f/record-ora
Un primo passo.

































