La volata è stata scontata solo all’ultimo, perché a un certo punto qualcosa stava pure succedendo nei 179 chilometri piatti che hanno portato il Giro d’Italia a Cento. Ultimi chilometri in curve strette ad assottigliare il gruppo, tra bestemmie ed equilibrismi. Jonathan Milan non ha sbagliato, la sua squadra è stata perfetta con un pilota ormai collaudato come Simone Consonni.
Gaviria ha provato ad anticipare la volata, Milan l’ha visto con un attimo di ritardo, ma di forza lo ha passato senza problemi.
L’unico appiglio era il ventaglio. In una tappa così piatta non poteva restare che sperare nell’imprevisto meteo del vento laterale. Ultima variabile a un andamento scontato al di là della noia.
Per il resto non possiamo lamentarci. Cosa vogliamo dire a dei ragazzi che sono in bicicletta da 13 tappe in un venerdì 17 che farebbero inquietare un menagramo. Una volta il gruppo sarebbe stato molto più superstizioso, oggi la cultura è cresciuta e nemmeno Nicola Conci, numero 13 del Giro, tiene più un dorsale rovesciato come ai vecchi tempi in cui tutto valeva per portare a sé la dea bendata.
Ci ha pensato il vento, appunto. Più che ventagli è stato il gruppo che si spezza. Davanti a menare come matti per provare a fare danni al punto di riprendere i fuggitivi che sembravano destinati a pascolare a lungo.
Pietrobon, Tarozzi e Tonelli, tris italiano all’avventura, si è trovato la prima parte del gruppo piombargli addosso.
Vento contrario
Per fare i ventagli da manuale, ci vuole il vento laterale e il guaio è che qui è contrario, quindi si ammucchiano i gruppi e non si fa vera selezione, di quella pericolosa. Fatto sta che il vento è comunque fatica. E se davanti si mette a menare la Ineos, con Ganna che decide di far venire il mal di gambe a tutti, sono crampi più che dolori.
Pericolo scampato, soprattutto per Jonathan Milan che era rimasto nel gruppo in ritardo. Il nervoso della maglia ciclamino è ormai una caratteristica e ancora la sua spada di damocle.
Intanto quella che si aspettava come tappa di trasferimento si è trasformata, in un lampo, in corsa pancia a terra crampi ai polpacci.
Ritorno alla normalità
Passato il pericolo è tornata la calma armata. Davanti sono scappati via De Pooter e Marcellusi a ribadire il ritmo di tappa tranquilla e con secondi di margine giusti per non avere troppe sorprese.
Negli ultimi quindici chilometri il lavoro delle squadre ha iniziato a prendere il sopravvento. Un gruppo appallato ma fatto di vagoni affiancati che scappano via e risucchiano tutte le idee che provano a fuggire.
Il sincronismo della Lidl-Trek appare a ogni volata più collaudato. Con una squadra così e un velocista come Jonathan Milan non ce n’è davvero per nessuno.
ORDINE D’ARRIVO
1 – Jonathan Milan (Lidl-Trek) – 179 km in 4h02’03”, media di 44.370 km/h
2 – Stanislaw Aniolkowski (Cofidis) s.t.
3 – Phil Bauhaus (Bahrain Victorious) s.t.
CLASSIFICA GENERALE
1 – Tadej Pogacar (UAE Team Emirates)
2 – Daniel Felipe Martinez (Bora – Hansgrohe) a 2’40”
3 – Geraint Thomas (Ineos Grenadiers) a 2’56”
LE MAGLIE UFFICIALI
Le Maglie di leader del Giro d’Italia sono disegnate e realizzate da CASTELLI.
- Maglia Rosa, leader della Classifica Generale, sponsorizzata da Enel – Tadej Pogacar (UAE Team Emirates)
- Maglia Ciclamino, leader della Classifica a Punti, in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e ITA Italian Trade Agency – Jonathan Milan (Lidl-Trek)
- Maglia Azzurra, leader del Gran Premio della Montagna, sponsorizzata da Banca Mediolanum – Tadej Pogacar (UAE Team Emirates)
- Maglia Bianca, leader della Classifica Giovani, nati dopo il 01/01/1999, sponsorizzata da Eataly – Antonio Tiberi (Bahrain Victorious)
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