Metti degli strappetti velenosi nel finale di tappa e tiri fuori i campioni. La seconda tappa del Tour de France 2025 è stata disegnata bene, oppure c’era tanta voglia di far confusione da parte dei più titolati, oppure tutt’e due.
Il finale nervoso e cattivo premia van der Poel per un doppio colpo della Alpecin e pure maglia gialla per l’olandese. Secondo, per capirci, Pogacar e terzo Vingegaard. Spettacolo.
Cose di fuga e di volate senza molti brividi se non per i traguardi intermedi che, con i loro punti a sparpaglio creano molto agonismo e qualche scaramuccia con Milan un po’ nervoso con Girmay per presunte scorrettezze.
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Foga agonistica da strozzare la fuga a più di cinquanta chilometri dall’arrivo.
Ci pensa la prima cote di giornata a fare l’estratto di campioni. Prima la volata per prenderla davanti, poi van Aert a menare a tutta e i soliti Vingegaard e Pogacar a dire che tanto è roba loro.
Philipsen, la maglia gialla dà la forza dei leoni, si difeso con tenacia e quasi facilità mentre dietro, complice la strada stretta, c’è stata anche una caduta che ha frenato un pur brillante Milan.
Sono tappe di esercizi di pretattica queste prime tappe. Le cote finali sono un esempio di sincronismi e furbizie. Guai a farsi cogliere dietro, impreparati che davanti corrono some se fosse la penultima tappa, mica la seconda. Un petardo lo lancia anche Vingegaard. Non fa disastri con gli avversari ma taglia fuori Philipsen che saluta la maglia gialla.
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