La Vuelta 2026 prende il via da Monaco con un parterre di protagonisti che promette una corsa particolarmente interessante. Al centro dell’attenzione c’è Tadej Pogacar, numero uno del ciclismo mondiale e residente nel Principato, che torna alla corsa spagnola con un obiettivo preciso: conquistare l’unico grande giro che ancora manca al suo palmarès.
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Lo sloveno ha già vinto cinque Tour de France e un Giro d’Italia. La Vuelta, invece, l’aveva affrontata per la prima volta nel 2019, chiudendo al terzo posto prima ancora di compiere 21 anni. Ora torna a distanza di sette anni per provare a completare il successo nelle tre grandi corse a tappe.
«È un sogno da qualche anno», ha spiegato Pogacar alla vigilia della partenza. La scelta di correre anche la Vuelta dopo il Tour era stata programmata già a dicembre. Il recupero in poche settimane rappresenta però una delle principali incognite della corsa.
L’impresa avrebbe anche un precedente illustre. Dal momento in cui la Vuelta è stata spostata nella parte finale della stagione, soltanto Chris Froome è riuscito a vincere Tour e Vuelta nello stesso anno, nel 2017.

Roglic torna dopo l’incidente
Il principale riferimento storico della Vuelta sarà ancora una volta Primoz Roglic. Il connazionale di Pogacar ha già conquistato quattro edizioni della corsa, oltre a 15 vittorie di tappa e due successi nella classifica a punti.
Roglic torna alla Vuelta dopo due anni, ma arriva alla partenza di Monaco in condizioni tutt’altro che ideali. A fine luglio è stato investito da un’auto durante un allenamento e la sua preparazione è stata sostituita da un percorso di riabilitazione.
«Invece della preparazione ho fatto riabilitazione», ha raccontato il corridore della Red Bull-Bora-Hansgrohe, spiegando di avere ancora difficoltà a dormire sul fianco destro. La sua condizione verrà quindi valutata giorno dopo giorno, soprattutto sulle distanze e sulle difficoltà delle tappe successive.
Carapaz, Gall e Skjelmose puntano alla classifica
Alle spalle dei due sloveni c’è un gruppo di corridori pronto a sfruttare ogni eventuale incertezza.
Richard Carapaz arriva dalla migliore fase del suo Tour de France, dove ha conquistato due tappe e la maglia a pois grazie alle sue azioni da lontano. Il corridore della EF Education-EasyPost ha dichiarato apertamente di puntare alla classifica generale, forte anche del secondo posto ottenuto alla Vuelta nel 2020.
Tra gli uomini da seguire in salita c’è anche Felix Gall. L’austriaco della Decathlon CMA CGM arriva dalla vittoria alla Vuelta a Burgos e dal secondo posto al Giro d’Italia. Il podio rappresenta il suo obiettivo dichiarato, anche se la presenza di Pogacar rende particolarmente difficile pensare alla vittoria finale.
Tra i pretendenti alla classifica c’è anche Mattias Skjelmose, insieme ad altri corridori come Oscar Onley ed Enric Mas.

Pedersen, Van Aert e Groves per le tappe
La Vuelta non sarà però soltanto una sfida per la classifica generale. La presenza di alcuni dei migliori corridori completi del gruppo rende particolarmente interessante anche la lotta per le vittorie di tappa.
Mads Pedersen torna in Spagna dopo aver conquistato la maglia verde al Tour de France. Il danese della Lidl-Trek ha già vinto tre tappe alla Vuelta nel 2022 e una nel 2025 e arriva con un obiettivo ambizioso: provare a conquistare tra cinque e sette successi di tappa.
Tra i suoi avversari ci sarà Wout van Aert. Il belga della Visma-Lease a Bike aveva lasciato il segno già nella sua prima Vuelta, nel 2024, con tre vittorie di tappa e diversi giorni in maglia rossa e verde prima del ritiro per una caduta.
Per Van Aert la cronometro e la seconda tappa rappresentano le prime occasioni per puntare alla maglia di leader.
Anche Kaden Groves sarà uno degli uomini da seguire nelle giornate più adatte ai velocisti. L’australiano dell’Alpecin-Premier Tech ha già conquistato sette tappe alla Vuelta e due classifiche a punti, nel 2023 e nel 2024.
Landa e Mas, due storie diverse
Tra i corridori spagnoli l’attenzione sarà soprattutto su Mikel Landa ed Enric Mas.
Per Landa la Vuelta rappresenta un appuntamento particolare. A 36 anni, dopo una stagione condizionata dalla caduta alla Itzulia Basque Country che gli ha impedito di partecipare sia al Giro sia al Tour, il basco affronta quella che potrebbe essere la sua ultima grande corsa a tappe con la Soudal Quick-Step.
Il suo obiettivo è prudente: superare la prima settimana e capire successivamente quali ambizioni siano realisticamente possibili.
Enric Mas, invece, conosce bene il podio della Vuelta. È stato secondo nel 2018, 2021 e 2022 e terzo nel 2024. Quella del 2026 sarà la sua ottava partecipazione, ma il corridore della Movistar arriva dopo due anni nei quali non è riuscito a essere protagonista della classifica generale.
La squadra sarà costruita anche intorno a lui e a Cian Uijtdebroeks, ma Mas preferisce procedere senza fissare obiettivi troppo rigidi: capire giorno dopo giorno la propria condizione sarà la chiave per stabilire quanto potrà essere competitivo.
Una Vuelta con un favorito e molti interrogativi
La partenza da Monaco mette immediatamente Pogacar sotto i riflettori. La possibilità di completare il successo nei tre Grandi Giri e quella, ancora più rara, di vincere Tour e Vuelta nella stessa stagione rendono la sua partecipazione uno degli eventi principali della corsa.
Ma le condizioni di Roglic, il momento di forma di Carapaz e Gall, le ambizioni di Skjelmose e Mas e la presenza di specialisti delle vittorie di tappa come Pedersen, Van Aert e Groves lasciano aperti molti scenari.
La Vuelta 2026 parte quindi con un favorito evidente, ma con una corsa tutta da costruire sulle strade che porteranno il gruppo da Monaco fino a Granada.

































