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Tutti a 11 velocità. Ma servono davvero?

Redazione di Redazione
8 Aprile 2013
in Componenti, TechNews
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2
Tutti a 11 velocità. Ma servono davvero?

8 apr 2013 – Ormai è ufficiale. Con l’allineamento anche di Sram alle undici velocità il nuovo standard, almeno in quantità di rapporti (perché restano le incompatibilità tra i gruppi come per le 10V), è acquisito.

Abbiamo iniziato a parlarne qualche giorno fa e più di un lettore ci ha scritto: ma che me ne faccio, è solo marketing.

Sì e no. È vero che le aziende vivono di novità e per vendere bisogna fare proposte, ma un’utilità c’è anche in questa novità.

Perché 11 velocità?

Perché no?

Domanda e risposta erano state poste, così come le avete lette, quando Campagnolo presentò la sua prima trasmissione a 11 velocità anticipando il mercato. Undici pignoni erano sembrati tanti pure a loro e avevano previsto il dubbio del grande pubblico.

Un pignone in più può servire sempre. È ovvio ed è proprio così. Può servire perché permette di avere quel dente in più ad ammortizzare una differenza tra due rapporti, può permettere alla catena di lavorare meno in diagonale rispetto ad altre soluzioni, oppure può permettere quel pignone più piccolo che aiuta in discesa. Al tempo si parlò di una richiesta soprattutto dei professionisti che volevano montare l’11 (inteso come numero di denti) per pedalare più rilassati nelle lunghe discese dove si fa grande velocità e non si vogliono girare le gambe troppo verticosamente. Un senso c’è e si trova, insomma. Ma vale per tutti?

Quanti rapporti deve avere la mia bici

Non siamo tutti corridori però. È un dato di fatto e dovremmo confessarcelo. Invece quando andiamo a scegliere la bicicletta andiamo tutti, inevitabilmente, a mirare verso quella più “da corsa simile ai corridori”. Se si può mettere il gruppo top di gamma tanto meglio. Come se andando a comprare l’automobile cercassimo tutti di prendere una Ferrari o una Jaguar. Per le auto è probabilmente il limite del prezzo a frenare gli entusiasmi. Sulle bici si può osare. Mal che vada una bici di altissima gamma costerà sempre come una motocicletta di media gamma. Facendo un paragone assoluto la bicicletta rimane più abbordabile. E non scandalizzatevi per questi discorsi in tempi di crisi. Le cose stanno così.

Però si potrebbe aggiustare il tiro. Se una cosa non serve, perché comprarla? D’altra parte se Shimano mantiene in gamma un gruppo per biciclette da corsa a otto velocità non sarà certo follia commerciale. In Shimano i conti sanno farseli bene, fidatevi. Ma evidentemente c’è un mercato che le undici velocità non le chiederà mai, neppure potendo. E neppure le dieci e le nove, a quanto pare. Semplicemente perché non servono.

Quali sono i nostri veri obiettivi? Non pensate, per un momento a gare e granfondo. Certo, inutile limitarsi (ma ricordate che una volta si pedalava anche nelle granfondo con 9 velocità. E sembravano sufficienti), ma prima di tutto conviene pensare a cosa si vuole fare della propria bici?

Si vive in una zona piuttosto piatta? Si fanno uscite tranquille (anche se qualche scalmanata ce la concediamo)?, si pedala con una certa costanza? Se avete risposto sì ad almeno due di queste domande probabilmente vi basterebbe anche un gruppo a nove rapporti e non stiamo andando contro corrente. Semplicemente stiamo affrontando la cosa dal lato pratico. D’altra parte basta osservare la percentuale di rapporti che non hanno mai visto la catena su un pacco pignoni moderno per rendersene conto: sono quelli più puliti e senza segni di usura. Fateci caso, sono più di quanti non si immaginino.

Sì, ma quanti rapporti?

Tempo fa avevamo fatto un calcolo, molto apprezzato dai lettori di Cyclinside. Quanti rapporti sono effettivamente sfruttabili su una bicicletta? Sì, perché non basta moltiplicare numero di corone per numero pignoni: il cambio della bici non è sequenziale, e tra sviluppi metrici simili e incroci di catena sconsigliabili (e sconsigliati anche dalle case), il risultato finale va un po’ limato. Per approfondire il discorso vi suggeriamo questo link.

Dai conti fatti, prima con le nove velocità, poi con le 10 e, infine, con le 11, era risultato vantaggioso, mediamente (perché poi va valutato caso per caso) la scelta di una guarnitura compact. Più sono distanti, in termini di dentature, le due moltipliche, meno saranno, tendenzialmente i rapporti che si sovrappongono. Poi sta alle preferenze individuali la scelta. Non tutti si trovano bene a pedalare con la compact, come non tutti gradiscono tanta differenza di denti tra una moltiplica e l’altra.

Il calcolo fatto è matematico, ma anche i costruttori ne tengono conto. Anche per questo motivo gli assortimenti di pacchi pignoni sono limitati e non personalizzabili: sarebbe controproducente perché comunque si sfrutterebbero meno le possibilità a disposizione.

Servono?

Infine bisogna tenere conto di quanto possano effettivamente essere utili tanti rapporti. Chi fa uscite in bicicletta in zone con poca salita potrebbe trovare sufficienti anche i vecchi pignoni a nove velocità. E difficilmente avrà necessità di cambiare qualcosa. Dieci ingranaggi possono bastare e avanzare e quando proprio ci sarà l’esigenza particolare si potrà prevedere un pacco pignoni differente. Ammesso che non basti già il range coperto da ciò che si ha (magari con una compact).

Insomma, prima di pensare che “mi serve assolutamente” conviene farsi un esame di coscienza. Poi al cuore non si comanda. E se una cosa piace, a prescindere che sia utile…


Commenti

totale 7 commenti:

Sono troppi! di: stefano

Altri “contro” che non sono stati presi in considerazione: l’usura di catena e pignoni è molto più alta nell’11v; la precisione richiesta è troppo alta, e nè il Campagnolo a 11v nè il nuovo Shimano a 11v cambiano bene e velocemente come i vecchi 10v, ed i 10v erano già molto più lenti dei 9v. La catena è molto più difficile da rimagliare, e se si rimane appiedati per strada con l’11 è quasi impossibile riparare e ripartire.

Circa . . . di: Giuseppe

Bisogna considerare che l’allenamento, i km, il fondo influiscono più di ogni altra cosa nella gestione dei rapporti, basti pensare che la stessa salita si può fare anche con 5-6 denti di differenza tra un periodo e l’altro, quindi a che servirebbe ad esempio il 18 tra il 17 ed il 19 pedalando una volta al mese? Un altro fattore da considerare è che aumentando il numero dei rapporti diminuisce la distanza tra i pignoni con una tollerabilità di regolazione sempre minore che quindi influenza negativamente la precisione di cambiata specialmente con cavi e guaine non del giorno prima o con eventuali minime disallineamenti dei supporti di cambio e deragliatore. Però è anche razionale avere a disposizione una quantità di rapporti ampia specialmente nel cicloturismo per potersi divertire! Secondo me sarebbe quindi opportuno studiare una soluzione differente da quella attuale (catena-pignone) risalente agli studi di Leonardo da Vinci, invece di complicare inutilmente la successiva ricerca di ricambistica per ordinaria manutenzione o per l’upgrade della specialissima con inutili modifiche ai sistemi se non di natura propagandistica! Basta solo fare una ricerca del modello di catena o del movimento centrale degli ultimi anni per rendersi conto di quale inutile labirinto è stato creato dai produttori!

11 di: maurizio

mi trovo d’accordo con fulvio. io ho montato sram per vere il 32 (mi trovavo in difficoltà su pendenze intorno al 20% anche perchè non ho tempo di allenarmi) ma cosa me ne faccio dei pignoni con 11 e 12 denti?

Commento di: Bruno

Secondo me con meno salto si ha, tra un pignone ed un altro, meglio è. A dire il vero io credo che la miglior soluzione sarebbe avere la tripla guarnitura (e magari avere “solo” 9-10 pignoni). Per mia esperienza trovo che il salto tra la guarnitura grande e quella piccola e viceversa è eccessivo; si è costretti ad agire anche sul cambio dei pignoni ad ogni cambio corona, in pratica. Chi ha con un ottimale allenamento (come gli atleti di alto livello) compensa con la forza e l’elasticità muscolare “tutto”, anche eventuali eccessivi salti tra un pignone ed un altro. Credo che (come per gli autoveicoli a motore il regime di rotazione) ci sia un regime ottimale di frequenza/velocità di pedalata per l’ottimizzazione della potenza espressa sui pedali. Tale valore dipenderà dalle abitudini del ciclista, oltre che differenziarsi tra salita e pianura. Che poi in allenamento si tenda ad allenare anche la pedalata a varie frequenze, questo è un altro discorso e si collega con uno dei fondamenti dell’allenamento: variare il più possibile lo stimolo allenante. Credo infine che per gli amatori e cicloturisti imitare i professionisti nell’uso dei rapporti sia poco produttivo. Il valore di potenza e resistenza che le due tipologie di atleti riescono a sviluppare (nella maggior parte dei casi) sono alquanto diverse.

11 velocità di: mic

io invece sono convinto che 11v siano necessari, non per i ciclisti ma per le case. oggi a catalogo si hanno decine di pacchi pignoni, ognuno con caratteristiche che possano incontrare i gusti del cliente. con le 11v si riduce tale numero con ovvi benefici sui costi di produzione (il costo finale purtroppo resterebbe lo stesso).

Commento di: Fulvio

Personalmente avere 22 velocità teoriche (18 reali)non mi dispiace, anzi non vedo l’ora che si arrivi a 12 e anche a 14; quello che non capisco è il fatto che i costruttori continuino a considerare la stragrande maggioranza dei ciclosportivi alla stregua dei professionisti.Ovvero perchè si debba per forza avere cassette che partono dall’ 11 e che nel finale ci propongono salti di TRE denti.Io ritengo che per la stragrande maggioranza serva una rapportatura il più omogenea possibile quasi una variazione continua.Sono sulla strada da 40 anni con percorrenze di 10.000km/anno, ho corricchiato negli anni 75/80 e il pignone più piccolo che ho sempre usato ed uso tutt’ora è il 14.Giro per la Brianza e i laghi lombardi con una scala 14-15-16-17-18-19-20-21-22-23 con 50×34; tolgo il 22 e metto il 25 per le salite più toste (Marchiso-Miche). Sogno la mia cassetta ideale con 14-15-16-17-18-19-20-21-22-23-24-25 così da poter fare riscaldamento anche con 50×22 (ovvero 34×15).Qualcuno obbietterà che in discesa o in pianura sei fermo e senza l’11/12 sei quasi sfigato, vero per chi gareggia e in discesa con le starde chiuse può fare velocità, ma per tutti gli altri ritengo che l’ideale sarebbe un 11v scalato 13-14-15-16-17-18-19-21-23-25-27. Buone pedalate, Fulvio

11v di: lorenzo

Buongiorno Guido, tecnicamente il discorso non fa una grinza ma se usassimo la ragione per tutto ciò che ci circonda forse possederemmo un terzo delle cose che ci circondano nel quotidiano. Personalmente se campagnolo facesse un super record a 9v lo prenderei al volo, sarebbe anche più leggero !

Tag: 11vevoluzioneevoluzione bicirapportiscelte

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Commenti 2

  1. Roberto says:
    10 anni fa

    Io penso che per una ottima funzionalità.il pacco Pignone da 9 rapporti era l’ideale per per una ottima funzionalità sia per il 39/53.

    Rispondi
  2. SALVATORE says:
    9 anni fa

    SICCOME LO TIENE IL MIO AMICO IL CAMBIO A 11VELOCITA’ ANCHE IO MAGARI NON COMPRO UN PAIO DI SCARPE NUOVE A MIO FIGLIO MA HO L11 VELOCITA’

    Rispondi

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