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Home Biciclette

Specialized Diverge STR: il Future Shock ora è anche posteriore

Il sistema elaborato da Specialized permette di sospendere il ciclista dalla bicicletta così da migliorare comfort e guidabilità

Redazione di Redazione
20 Ottobre 2022
in Biciclette, Gravel, TechNews
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Specialized Diverge STR: il Future Shock ora è anche posteriore

Il Future Shock di Specialized è stata una delle innovazioni più interessanti in fatto di ammortizzatori dedicati alle gravel. A Specialized va il merito di aver anticipato i tempi pensando a una gravel moderna quando il settore era ancora in via di definizione.
Porre un sistema in grado di assorbire vibrazioni e piccoli colpi tra attacco manubrio e telaio ha permesso di ottenere una bicicletta confortevole senza che l’ammortizzatore andasse a modificare la geometria della bicicletta e, quindi, mantenendo sempre una guida agevole e coerente.

Diverge STR: sospendere il ciclista

Ora Specialized presenta la nuova Diverge STR con un sistema Future Shock anche nella parte posteriore. In sostanza viene applicato lo stesso principio di isolamento del manubrio dalle vibrazioni anche al reggisella. Per questo motivo la casa americana parla letteralmente di “sospensione” del ciclista: le vibrazioni si disperdono sugli ammortizzatori, senza raggiungere il ciclista ma, al tempo stesso, senza incidere sulla ciclistica.
Risultato davvero interessante e figlio di uno studio che sta procedendo da anni ed ha portato a sperimentare diverse soluzioni.
Il ciclista così sospeso, oltre a godere di un comfort maggiore, è in grado anche di guidare e controllare molto meglio la bicicletta.


20 e 30 millimetri: come funziona?

Ai 20 millimetri per il Future Shock anteriore si aggiungono ora i 30 millimetri dell’ammortizzatore posteriore che toglie le vibrazioni dalla sella.
Il reggisella è ancorato a una cartuccia idraulica posta all’interno del tubo superiore. Questo gli permette un leggero movimento, quando viene sollecitato dalla strada, senza innescare l’ammortizzatore quando si pedala. Nessun fenomeno di “bobbing” insomma, quello che per tanti anni ha fatto sudare i progettisti delle mountain bike.
Il sistema insiste solo sul reggisella, il telaio è perfettamente rigido e solidale così da offrire sempre la massima reattività possibile per la struttura. Il ciclista, inoltre, può personalizzare la risposta dell’ammortizzatore così da adattare perfettamente la bicicletta alle sue esigenze.

Passaggio ruota e aggiornamenti geometrici

La nuova Diverge STR permette di montare gomme fino a 47 millimetri con ruote da 700c, mentre utilizzando le 650b si possono montare pneumatici fino a 2,1″. Nel telaio è presente anche il vano Swat che permette di portare con sé piccoli attrezzi senza dover appesantire le tasche né la linea della bicicletta.
Il lavoro fatto è notevole anche in termini di peso: tutto il sistema aggiunge solamente 100 grammi rispetto alla precedente S-Works Diverge.



La storia dello sviluppo del Future Shock posteriore

In Specialized definiscono una “storia di insuccessi” lo sviluppo del Future Shock posteriore e della nuova Diverge STR. «Ma – aggiungono – è solo facendo tutte le prove che si può trovare la soluzione ideale per un prodotto».
Eccola raccontata nelle immagini che seguono.

Prototipo originale di bielletta oscillante. Questo telaio ha un movimento centrale oscillante, piantone solido e ammortizzatore ad aria. Sebbene estremamente fluido, il trasferimento di potenza non risulta efficiente e reattivo come desiderato.
Evoluzione del prototipo di bielletta originale. Questo telaio aveva un movimento centrale rotante, una struttura del tubo sella simile ed era abbinato ad un ammortizzatore ad’aria nascosto nel tubo obliquo. Questo telaio era più efficiente e reattivo agli input del ciclista, ma si è anche rivelato troppo complesso per un progetto di produzione.

Prototipo di terza generazione e primo con l’eventuale layout Diverge STR. Presenta un ammortizzatore Future Shock modificato, una staffa grezza ed una guarnizione semplificata per chiudere il tubo sella. Il framepost è a tutti gli effetti una molla, e la rigidità è regolabile, così da poter scartare l’ammortizzatore ad aria.

Prototipo finale innestato nel telaio Diverge 2017. Questo ha utilizzato un layout di produzione per convalidare le prime revisioni della cartuccia di produzione, della guarnizione, della staffa e del framepost. Lavorazione e layup realizzati nell’officina dei compositi a Morgan Hill e know how poi trasferito alla produzione.

Domande e risposte

La geometria della Diverge STR differisce dagli altri modelli Diverge?
Lo stack ed il reach della Diverge STR sono gli stessi degli altri modelli Diverge e le taglie sono coerenti. Per essere ancora più precisi, ci sono tre piccole differenze che caratterizzano i modelli STR dagli altri. Il drop BB è stato aumentato da 80 a 85 mm. La lunghezza del carro orizzontale è aumentata da 425 mm a 429 mm. Infine, l’angolo del tubo sella è di circa 0,5 gradi più verticale per compensare il sag nel sistema STR nella posizione statica in modo che la posizione di pedalata sia la stessa tra le bici.

Come vengono misurati stack e reach sulla Diverge STR?
Stack e reach vengono misurati combinando Future Shock e battuta sterzo più bassa. Ciò è coerente con il modo in cui Specialized misura stack e reach sulle altre bici dotate di Future Shock. Nota che nei gra- fici delle geometrie, questo fa apparire le bici equipaggiate con Future Shock più alte con un un reach più corto rispetto alle bici non dotate di Future Shock.

Come differisce il setup della Diverge STR dalle altre bici? C’è bisogno di un bike fit?
Ovviamente Specialized consiglia sempre di fare un “bike fit” per ottimizzare la posizione in sella (la stessa azienda ha personalizzato il sistema Retül per fornire ai proprio clienti un posizionamento ottimale sulle proprie biciclette. Detto questo, il fit ed il setup sulla Diverge STR sono piuttosto semplici. L’unica considerazione di fit che differisce dalle altre bici è la posizione della sella. Si raccomanda che la posizione della sella statica sia 5-10 mm in avanti e leggermente inclinata verso il basso rispetto alla posizione normale. Con questo setup, la posizione sarà coerente con la bici.

Quali componenti compongono il Rear Future Shock System?
Ci sono tre grandi componenti di questo sistema – il framepost, la staffa e la cartuccia. Il framepost lavora come una molla a balestra. La car- tuccia controlla il movimento della molla e la staffa lega tutto insieme.

Cosa fa esattamente il framepost? Perché esistono così tante opzioni?
Il framepost è attore diretto del sistema Future Shock posteriore. Ciascuno dei nove framepost ha layup diversi, che sono stati accuratamente realizzati per avere profili di rigidità unici. Inoltre, ogni framepost ha due diverse impostazioni di rigidità, a seconda dell’orientamento. Semplicemente ruotando il framepost di 90 gradi si può cambiare da un’impostazione più morbida ad una più rigida. Poiché ogni ciclista è unico, queste diverse impostazioni del framepost garantiscono a tutti un’esperienza di guida personalizzata e adeguata.
Due framepost vengono spediti con ogni bici e, con questi, prevediamo che la maggior parte dei ciclisti sarà soddisfatto. In caso contrario, altre opzioni di framepost saranno disponibili online o tramite qualsiasi Rivenditore Specialized.

Cosa significano i numeri sul framepost?
I numeri su entrambi i lati delle frecce indicano la rigidità del framepost. È una misura arbitraria, ma sono un’indicazione della rigidità in N/mm. Un framepost con rigidità 30 si fletterà il doppio di un framepost con rigidità 60 quando viene applicata la stessa forza.

Come scegliere un framepost? Come faccio a sapere se un framepost ha la giusta rigidità?
Diversi fattori, come la taglia del telaio, l’altezza della sella, l’arretramento della sella, lo stile di guida ed il peso del ciclista, influenzano la selezione del framepost. Si raccomanda di iniziare ad associare il peso del ciclista ad un framepost consigliato come punto di partenza. Da lì, si tratta di provarlo e regolarlo in base al proprio gusto personale. I ciclisti più sensibili possono rilevare già una variazione di rigidità di circa il 10%. Una variazione del 20% è abbastanza evidente (passando da 40 a 48, per esempio).

Che regolazioni ha la cartuccia?
La cartuccia ha una leva a tre posizioni per lo smorzamento al volo della compressione (quando il reggisella si muove all’indietro). Nella posizione aperta, sarà più attivo. In posizione chiusa, il movimento all’indietro sarà più lento.
C’è anche un’impostazione di rebound separata (reggisella che ritorna alla sua posizione normale). Questo è generalmente impostato una volta, in base alla rigidità del framepost e alle preferenze del ciclista e non viene manipolato frequentemente.

Quale manutenzione è richiesta per il sistema Future Shock posteriore?
L’intero sistema è destinato a durare a lungo senza assistenza o manutenzione speciale. La cartuccia in se non è riparabile ed è considerato un oggetto di usura. Ha un periodo di garanzia di due anni ed è supportato anche come parte di ricambio.

Quale tipo di reggisella si può usare sulla Diverge STR? Ci sono dei reggisella che non devono essere usati?
La Diverge STR è compatibile con qualsiasi reggisella da 27.2 millimetri. Il vantaggio di questa bici è che si può sfruttare un reggisella telescopico senza rinunciare al comfort.
È sconsigliato l’uso di un reggisella come il Roval Terra su questa bici e sono incoraggiati invece i ciclisti a sfruttare il comfort attraverso il sistema STR.

Quali caratteristiche vengono trasferite dal Diverge alla Diverge STR?
Future Shock, spazio per gli pneumatici, SWAT TM nel tubo obliquo e la geometria di guida progressiva sono tutti invariati rispetto alla Diverge.

Quali sono le caratteristiche tecniche della Diverge STR come il movimento centrale, reggisella, freni, ecc…?
La Diverge STR ha un movimento centrale filettato da 68mm BSA e un reggisella da 27,2mm. Perni passanti da 142×12 al posteriore e 100×12 all’anteriore. Il montaggio del freno segue il tradizionale standard flat mount con i supporti della forcella compatibili per rotori da 160/180 mm.

Cosa si può riporre nel vano SWAT?
Ci sono due adattatori che si possono inserire nello Swat. Il più grande è progettato per conservare una camera d’aria, una leva per pneumatici e CO2, mentre il pod più piccolo è progettato per altri oggetti, come un multiutensile o chiavi. Le giacche Specialized SWAT si ripongono nel taschino sul petto e possono essere riposte anche nel tubo obliquo.

Quanto pesa la Diverge STR? E rispetto alla Diverge?
La Diverge STR ha specifiche leggermente diverse rispetto alla Diverge, quindi i pesi del modello non sono un confronto perfetto. Un telaio verniciato tg. 56 cm senza hardware pesa 1100 g. Un sistema Diverge STR completo composto da telaio/forcella/cartuccia/framepost/Future Shock/ headset /SWATTM/ecc… pesa meno di 400 g in più rispetto al telaio S-Works Diverge.
Una S-Works Diverge STR completa, montata tubeless e così come tirata fuori dalla scatola, in tg. 56 cm pesa 8,5 kg. I modelli Pro ed Expert arrivano rispettivamente a 8,9 kg e 9,5 kg.

La Diverge STR è compatibile con borse, portapacchi e parafanghi?
La Diverge STR è compatibile con il portapacchi anteriore lowrider o qualsiasi portaborraccia sulla forcella. Ha anche attacchi per un para- fango completo sulla forcella. Non ci sono attacchi sul telaio per un portapacchi o un parafango imbullonato posteriore.
La maggior parte delle borse per telaio e bici sono compatibili con la Diverge STR con alcune considerazioni. Le borse del tubo orizzontale o del manubrio con cinghie che avvolgono il Future Shock possono danneggiare la protezione in gomma e non devono essere utilizzate. Inoltre, tieni presente che la selezione del framepost ideale potrebbe cambiare quando si utilizza una borsa da sella pesante.

Quanto è il peso limite della Diverge STR?
Tutti i modelli hanno un peso limite di ciclista e carico di 125 chilogrami.

Prezzi

Ulteriori informazioni: https://www.specialized.com/it/it

20 ott 2022 – Riproduzione riservata – Cyclinside

Tag: divergediverge strfuture shockgravelnovità 2023s-worksspecialized

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Commenti 1

  1. Gigi Vasori says:
    3 anni fa

    Il concetto “suspend the rider not the bike” gira in ambiente MTB da almeno trent’anni, ma finora non ha mai avuto molto successo. E’ vero che così facendo non si interviene sulla geometria della bici, ma è anche vero che quando la sospensione posteriore “lavora” cambia la distanza tra baricentro del ciclista (sella) e punto di appoggio dei piedi (pedale), con un effetto negativo sulla pedalata. Vedremo se il nuovo sistema Specialized riuscirà veramente a produrre solo vantaggi eliminando gli svantaggi.

    Rispondi

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