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Home Blog

Esagerazioni (inutili) amatoriali: sentite Andrea Ferrigato

L'ex corridore ha accompagnato i suoi clienti alla Granfondo Strade Bianche e certe esagerazioni lo hanno stupito

Guido P. Rubino di Guido P. Rubino
4 Marzo 2024
in Blog, TechNews
A A
11
Esagerazioni (inutili) amatoriali: sentite Andrea Ferrigato

Professionisti o cicloamatori? Non è la prima volta che ne parliamo e certamente alcuni cicloamatori si prendono troppo sul serio. Nulla in contrario all’impegno, ovviamente, a meno che la foga non diventi esasperazione, pericolo e, alla fine, spettacolo che si perde.
Sentite Andrea Ferrigato dalla sua pagina Facebook:

Strade Bianche, 70 clienti da Norvegia , Inghilterra, Olanda, Svizzera, Canada, Irlanda, Usa.
Ho parlato con tutti e tutti mi dicono la stessa cosa: “partire e pedalare con gli Italiani è assurdo, sono pazzi, senza senso…”
“Abbiamo fatto 20 km di follia, tutti che urlano tutti che sorpassano come non ci fosse un futuro. Bellissimo ma…”
Io ero al ristoro nostro privato ai 100 km, passano i primi due e mi urlano “dammi acqua” con la borraccia in mano.
Gli dico fermati e gli urlo: sei un cicloamatore che corre su strade aperte al traffico..
In due del secondo gruppo mi lanciano la borraccia. Boh mancano 45 km all’arrivo?
In 100 svuotano le tasche dalle cartine e le buttano..
Perché..? Forse per imitare i professionisti (che nei punti di rifornimento sono autorizzati a svuotare le tasche, altrove verrebbero multati, ma non c’è un regolamento analogo per gli amatori, ndr) passano 1000 ciclisti convinti a testa bassa con Siena e le crete senesi attorno…
Questa foto di un mio cliente e quello che vi siete persi (la trovate sulla pagina di Ferrifato)
I numeri sono in calo e al netto di un boom post covid queste manifestazioni con premiazioni sono destinate a scomparire per come vengono interpretate.

Tag: agonismoandrea ferrigatocicloamatorigranfondo strade bianche

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Commenti 11

  1. Maurizio says:
    2 anni fa

    Ero lì e posso dire che è stato così…ma se un amatore va ad una granfondo pensando di dare il meglio di sé stesso perché deve rimanere bloccato da squadre che fanno il tappo occupando tutta la carreggiata??? Perché deve rimanere bloccato da gente che all’imbocco del primo sterrato si ferma a fare i bisogni e a cambiare la mantellina bloccando centinaia di altri ciclisti??? Perché deve rimanere bloccato da chi al ristoro occupa tutta la carreggiata non permettendo a chi non ne ha bisogno di proseguire oltre???
    Io non ci sto…perché anche se sono scarso e non vado per vincere ma solo per mettermi alla prova con me stesso voglio avere strada libera e che nessuno pregiudichi la mia giornata tanto attesa…

    Rispondi
    • Andrea says:
      2 anni fa

      Allora hai perso in partenza, non puoi andare ad una Granfondo dove ci sono migliaia di cicloamatori e pretendere di non avere intralcio, il tuo meglio lo puoi dare lo stesso ,assolutamente ..altrimenti non hai capito niente..e poi è un po’ come cercare scuse .allora magari l’intralcio è dentro di te ..

      Rispondi
  2. Maurizio says:
    2 anni fa

    Ah dimenticavo…se la gente vuole fare l’esperienza fantastica della val d’orcia, delle crete, del chianti ci sono decine di manifestazioni non competitive…che però non portano introiti ai tour operator evidentemente…

    Rispondi
    • Roberto says:
      2 anni fa

      Polemica sterile senza senso e parlo da amatore scarso.
      Se è una gara con tanto di tessera e certificato medico perché un amatore dovrebbe andare piano e limitarsi? Visto che a prova contraria le gare servono per quello e dove sta scritto che solo i professionisti possono dare tutto?
      La domanda invece è perché fare turismo sportivo ad una gran fondo in mezzo a 7000 partenti conoscendo la cosa?
      Forse è proprio questo business la morte del ciclismo

      Rispondi
  3. Edoardo Penna says:
    2 anni fa

    Ci si mette alla prova, sono da rispettare tutti i pareri, quelli che passeggiano, quelli che corrono ,quelli che danno il massimo di loro stessi . Poi vuoi arrivare al traguardo magari non pensando di arrivare primo ma arrivarci, inutile ribadire che nessuno vuole farsi male. L ho corsa lo scorso anno , ho dato il massimo che potevo in quel momento, al primo ristoro Era praticamente inutile non fermarsi perché l imbottigliamento era tale che era meglio proseguire a piedi ed a quel punto mangi e bevi velocemente, al secondo hai facoltà il gruppo si allunga ma ti fermi perché le energie scarseggiano . Al terzo non vedi l ora di fermarti perché devi mangiare bere e soprattutto fare pipì nei migliori casi. Al traguardo con i crampi ma oramai non molli sei sulla salita di s. Caterina e vuoi solo arrivare al traguardo e lo vuoi fare con la bici pedalando con tutti i crampi. Su alcuni sterrati con pendenze alte , sorpassi altri ciclisti solo per la paura che ti faranno cadere perché troppo troppo lenti per avere sufficiente equilibrio e non puoi metterti sui pedali ,non hai greep la ruota scivola ,ci vuole il culo sulla sella. Che esperienza fantastica. Si qualcuno esagera ,magari pensa di essere un pro, ma fa niente ,ognuno si diverte a modo suo, l importante e non farsi male ed aver raggiunto l obbiettivo, e se dovessi rifarlo vorrei impiegarci meno tempo non di più , questo è quello che ti fa correre .

    Rispondi
  4. Iuri says:
    2 anni fa

    Ma secondo voi la gente paga cifre astronomiche per fare una pedalata in compagnia?😅

    Rispondi
  5. ivan says:
    2 anni fa

    Non sono d’accordo… ho trovato situazioni grottesche lungo il percorso, soprattutto “turisti esteri” che probabilmente si erano fatti un’idea diversa dalla realtà. Anche se alla Gran fondo siamo tutti amatori, ci hanno attaccato un cronometro e messi in griglia, come una gara vera, altrimenti si partiva alla “francese” ad andatura libera. Concordo pienamente invece sul rispetto dell’ambiente e la maleducazione generalizzata… davanti a me un tedesco a 2km dall’arrivo ha svuotato la borraccia e buttato i gel vuoti, e io sono arrivato con più di un’ora di ritardo dal primo… 🤦‍♂️

    Rispondi
  6. ANDREA says:
    2 anni fa

    Per mè è giusto che ognuno sia libero di prendere la bici come meglio crede. Come una gara vera o come una scalda prostata e ingrassa purcell.

    Rispondi
  7. Luigi says:
    2 anni fa

    parto dal presupposto che la GF è bellissima, ma potrebbe esserlo ancora di più se limitassero la corsa a bici da strada (muscolari) e con pneumatici non superiori ai 30mm. Ok che eravamo in 7000, ma 100€ per fare una girata in compagnia avrei fatto a meno di darglieli visto che abito in quella zona. La gara è gara, nel massimo rispetto delle regole, quindi a mio parere chi viene per godere del panorama e dell’organizzazione ben venga ma dovrebbe essere distinto al momento dell’iscrizione se si vuole partecipare alla “corsa” o alla “goliardica girata”. Inoltre in prossimità dei ristori ho visto i cartelli green zone e di conseguenza mi sono svuotato le tasche come consentito. Non mi permetto mai ne in corsa ne quando sono per i fatti miei di gettare cartacce per terra, questione di educazione.
    Detto questo, non sono un atleta che lotta per le prime posizioni ….. ma dentro di me parto sempre per vincere!!!

    Rispondi
  8. Claudio says:
    2 anni fa

    Tutto ridicolo il ciclismo a questi livelli, e’ un po’ come il calcio! Ognuno fa come crede in una gara se uno va la fa secondo il suo potenziale. Non devono essere i professionisti a decidere e dire certe cose
    Claudio

    Rispondi
  9. Emanuele says:
    2 anni fa

    Il problema, secondo me, è la mancanza di rispetto.
    Vuoi fare il “professionista” per una domenica? Fallo ma non rovinarmi la giornata se decido di andare piano oppure, per miei limiti, vado più piano di te.
    Molti di quelli che fanno le granfondo vivono il ciclismo come lavoro e non come una passione, un passatempo, un divertimento.
    Un po di gare le ho fatte ma poi ho smesso perchè non voglio farmi rovinare la giornata da uno che, come me, parte col pettorale 6000 però si crede di di essere VdP.

    Rispondi

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Cyclinside® è una testata giornalistica registrata nel 2008 e poi presso il Tribunale di Varese con n° 1/2019 del 31/01/2019 - Editore Guido P. Rubino P.I. 10439071001
Iscrizione al Registro degli Operatori della Comunicazione con registrazione n° 35370 aggiornata 8 ottobre 2020.

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