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Home Accessori

TEST – Stryd, misurare la potenza nel podismo

Redazione di Redazione
20 Marzo 2017
in Accessori, TechNews, Test e Collaudi, Zona Triathlon
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TEST – Stryd, misurare la potenza nel podismo

20 mar 2017 – Si chiama Stryd e già dalla scatola vi fa una proposta innovativa: correre con la POTENZA.
Avete letto bene: potenza e watt dopo aver stravolto negli ultimi dieci anni tipi e metodologie di allenamento nel ciclismo sono finalmente approdati anche nel mondo del running grazie a questo innovativo device indossabile. Partiremo da zero nella nostra analisi perché alcuni concetti relativi alla potenza, chiarissimi ed ormai assodati per molti ciclisti, sono invece del tutto nuovi o quasi per i runners, con l’obiettivo di una spiegazione semplice e concreta con la quale ognuno possa capire i vantaggi reali che si possono trarre dallo strumento.

Si indossa come un normale cardiofrequenzimetro

Ci aiuterà nella spiegazione anche Stefano Rossi, preparatore atletico multidisciplinare creatore del programma di allenamento m di cui trovate maggiori informazioni al sito http://www.ligertriprogram.it.

La nostra recensione completa sarà quindi divisa in due: la prima parte che leggete ora dedicata ai concetti di base della potenza ed alla prima versione di Stryd modello Pioneer, la seconda specifica per la seconda versione di Stryd, il Foot Pod.

STRYD PIONEER

L’unboxing è di una semplicità imbarazzante: l’elegante scatola nera contiene una fascia cardio e il sensore vero e proprio che sembra, in tutto e per tutto, non diverso dai comuni sensori cardio. Un pieghevole riporta le indicazioni primarie e ci rimanda al sito del produttore per scarica la mobile app e per la registrazione nel PowerCenter, piattaforma dedicata davvero molto efficace per qualsiasi tipo di analisi sugli allenamenti eseguiti.
Non c’è nessun carica batterie, lo Stryd Pioneer funziona con una comune batteria CR2032 che può essere sostituita in autonomia.

COME FUNZIONA: IL PRIMO APPROCCIO

Attraverso un accelerometro ed un barometro il dispositivo è in grado di fornirvi in tempo reale con un unico dato, espresso in watt, la potenza espressa nella corsa.
Capite bene che non si tratta in questo caso di una misurazione diretta, come avviene nella maggior parte dei powermeter ciclistici, ma di un complesso calcolo del sensore.
Chiaramente, per poter leggere questo dato, lo strumento andrà associato alla app sul vostro smartphone o ad un dispositivo GPS che normalmente utilizziamo nella corsa: Suunto, Polar o Garmin (per la lista completa delle compatibilità vi rimandiamo al sito del produttore nella sezione ECOSYSTEM SUPPORT).
L’associazione con lo smartphone o gli altri dispositivi avviene attraverso le tecnologie Bluethoot e ANT+; su Garmin Connect IQ troverete anche una app dedicata.
Una volta associato il dispositivo sarete pronti per il test iniziale che viene proposto e ampiamente spiegato sia nella app e nel PowerCenter: si tratta di un semplice test da effettuare in pista di atletica dove sarete chiamati a correre ad intensità diverse su 2, 4 e 6 giri (quindi rispettivamente sulle distanze 800m, 1200m e 2400m).
Questo test, detto CRITICAL POWER, consente di determinare la propria potenza anaerobica e di conseguenza la velocità di soglia (espressa in min/km).

IL CRITICAL POWER E A COSA SERVE

Detto in maniera forse fin troppo banale, ma senz’altro comprensibile, la CriticalPower (CP) altro non è che la potenza massima che ciascuno di noi è in grado di esprimere in uno sforzo massimale della durata di 60 minuti e questo limite viene denominato FTP (Functional Threshold Power). Questo è un concetto trasversale, valido per tutti gli sport (ciclismo, nuoto, corsa, ecc.) e viene determinato o stimato attraverso vari tipi di test a seconda della disciplina.

Il senso della potenza

Conoscere la propria CP diventa fondamentale quando si vogliano migliorare le proprie prestazioni sportive perché dal valore di CP si può ricavare tutta una serie di altri valori che rappresentano i vari range su cui sviluppare un allenamento di qualità, andando a stimolare con le giuste intensità il fondo, la resistenza, la forza, la soglia anaerobica e così via.
“E tutto questo non può essere fatto anche con riferimento il battito cardiaco?”
La domanda è legittima  la risposta può essere un “si certo, ma con il dato watt si riesce ad essere molto più precisi e questo di traduce inesorabilmente in un miglioramento della qualità dell’allenamento e della gestione dello sforzo”.
Questo, in buona sostanza, evitando di addentrarci in concetti medici complessi è dovuto al fatto che il cuore impiega un certo lasso di tempo (fino a qualche minuto) per rispondere all’intensità dello sforzo: questa discrepanza momentanea tra cuore ed intensità rischia di mandarci subito in crisi se impostiamo uno sforzo ad un’intensità per noi troppo elevata, compromettendo in maniera sensibile la prestazione. L’esempio classico che tutti conosciamo bene è quello di chi “prende una salita troppo forte” ed all’ultimo chilometro “salta”.
Se conosciuta e stimolata invece questa discrepanza può essere non solo controllata e gestita, ma addirittura utilizzata in certi tipi di allenamento nei quali si va volontariamente a lavorare per periodi brevi su potenze oltre il limite di CP senza che questo mandi in crisi il cuore: così è negli allenamenti per la forza o nelle ripetute sulla velocità (sia nel ciclismo che nel running).

STRYD POWER CENTER

Dopo questa indispensabile introduzione torniamo al test iniziale di Stryd fondamentale per iniziare ad usare lo strumento in modo consapevole (… e quindi da ripetere almeno tre volte l’anno per verificare il proprio stato di forma, ci suggerisce coach Rossi).
Inseriti i nostri dati antropometrici ed i tempi registrati in pista il PowerCenter determina non solo la nostra CP espressa in watt (la traduce anche in velocità con la CRITICAL PACE espressa in min/km) ma anche tutta una serie di altre soglie o ZONE che ci saranno utilissime quando vogliamo allenare il lento, il medio, fare ripetute in pista, correre in salita, e così via.
Addirittura è presente una sezione con delle tabelle di allenamento preimpostate che sulla base delle vostre capacità di tempo e di distanze vi consiglia gli allenamenti adeguati per preparare in un congruo periodo di tempo la distanza che desiderate.
Il nostro consiglio è quello di procedere per gradi, correndo come si è soliti fare e per le prime volte limitarsi ad osservare durante la corsa come si muove il dato watt, cioè come aumenti sensibilmente quando dobbiamo spingere un pò di più e come invece cali nei falsopiani in discesa o quando deceleriamo. Dopo la vostra corsa, una volta scaricato il file, troverete nel PowerCenter moltissimi dati e grafici personalizzabili davvero molto chiari con cui potrete entrare davvero nello specifico analizzando tutti i dati medi e massimi e la distribuzione dei minuti di sforzo nelle varie zone.
Con la funzione COMPARISON potrete poi comparare due file e verificare i vostri progressi.
I dati registrati dallo Stryd Pioneer, oltre al BATTITO CARDIACO sono:
  • POTENZA ESPRESSA IN WATT
  • ALTIMETRIA
  • CADENZA DI CORSA
  • TEMPO DI CONTATTO AL SUOLO
  • OSCILLAZIONE VERTICALE
Rimandiamo alla prossima recensione della seconda versione di Stryd (Foot Pod) l’analisi di questi ultimi tre dati: vi basti al momento sapere che si tratta di dati che, seppur molto precisi, possono essere utili solo ai più evoluti di noi quando di ricerca anche l’ultimo secondo di miglioramento nel numero dei passi ed in una postura eccellente.

Il vantaggio del wattaggio

Una volta entrati in confidenza con il concetto potenza ed iniziato ad usare lo strumento vi diventerà naturale prendere come riferimento il dato dei watt insieme al cuore: vi accorgerete presto che in tutte quelle occasioni in cui si debba stare attenti a non spingere troppo (salite brevi, vento contrario, cavalcavia, ecc) il cuore tarda a dare la sua risposta e quando questa arriva magari si è già in affanno. Se sapete invece a quanti watt impostare quell’asperità o quale soglia non superare per non andare in crisi, il vostro sforzo diverrà sempre più lineare e gestibile. Così nell’economia di una gara, specialmente se di lunga distanza, sapere esattamente la propria potenza critica permette una gestione ottimale dello sforzo fin dai primi passi, momento in cui ci si sente molto leggere e quasi sempre si esagera per poi pagare nel finale.
Nell’immagine accanto è evidente come in un’allenamento di media distanza (21km) ad intensità costante di watt corrisponda invece un lento ma inesorabile crescere del battito dovuto all’affaticamento: conoscendo i propri livelli di potenza è possibile mantenere costante l’intensità senza “andare fuori giri” ed evitare cali di prestazione.

PAROLA A COACH ROSSI: DUE ESEMPI PRATICI

Allenare la forza è utile in tutti gli sport di resistenza in generale, ed a maggior ragione nel triathlon dove dopo la frazione ciclistica si scende dalla bici già affaticati muscolarmente. La componente forza contribuisce infatti a mantenere una meccanica del gesto efficiente soprattutto da affaticati.
Uno dei metodi più semplici per migliorare la potenza e quindi la forza, è correre in salita.
Chiaramente l’intensità e la lunghezza delle ripetute vanno ponderate in funzione delle caratteristiche dell’atleta e delle distanze che questo sta preparando. In linea generale però possiamo dire che più breve è la distanza più alta sarà l’intensità.
Nelle foto a fianco notate proprio come, in un allenamento di ripetute brevi in salita (ruga gialla), si arrivi a spingere anche molto a fondo in ripetute massimali di breve distanza.
Ovviamente più bassi i wattaggi (ma velocità decisamente più alte) in questo secondo esempio di ripetute sulla velocità fatte in pista di atletica.

UNO STRUMENTO CHE POTREBBE FARE SCUOLA

È il primo e come tutti i primi anche lo Stryd paga lo scotto di dubbi e perplessità da parte di molti: a ben ricordare fu così anche nel ciclismo quando iniziarono a comparire i primi misuratori di potenza. Se guardiamo ad oggi però il cardiofrequenzimetro, nel ciclismo evoluto, è quasi un retaggio, sostituito ormai quasi in toto dal powermeter.
Non possiamo sapere se anche nel podismo accadrà la stessa cosa, dipenderà da molti fattori, non ultimo il marketing.
Stryd però è sorprendente: la sua semplicità all’inizio può addirittura spiazzare ma lo strumento è potente, già in questa sua prima versione! Vi anticipiamo che nella seconda versione, che stiamo testando, vi saranno funzioni ulteriori davvero interessanti ed assolutamente innovative.

Stryd è in vendita, nelle due versioni disponibili, su www.poweritalia.info

Massimo Giacopuzzi
Tag: misuratore di potenzapotenzatesttriahlonwatt

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