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Home Gravel

Pinarello Grevil F, è nata per le gare, ma si è evoluta verso la polivalenza

Soluzioni tecniche da corridori (a cominciare dai cavi tutti integrati), ma la Grevil va bene anche per uscite lunghe. Il carattere è quello della Dogma stradale

Roberto Pellizzari di Roberto Pellizzari
4 Dicembre 2023
in Gravel, TechNews, Test e Collaudi
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Pinarello Grevil F, è nata per le gare, ma si è evoluta verso la polivalenza

Dopo tantissime vittorie nel ciclismo su strada Pinarello, già dal 2008, ha iniziato ad interessarsi al mondo gravel e vista la sua storia, lo ha fatto dal suo suo punto di vista: la competizione. È infatti una gravel race quella che abbiamo testato in questi giorni, la Pinarello Grevil F, un purosangue votato alla velocità su strada e in fuoristrada che ha diversi aspetti interessanti.
Una bicicletta, la Pinarello Grevil F, realizzata pensando alle gare gravel dove si deve spingere al massimo su ogni tipo di terreno e condizione, proprio come indica l’adesivo posto sul tubo obliquo e che recita appunto “Full gas everywhere”.

Il telaio della Pinarello Grevil F

Partiamo dal telaio di questa bicicletta che viene definita da Pinarello “La Dogma all-road”. Un telaio gravel aero, ispirato alla Dogma stradale che tanti successi ha conquistato negli anni. Una sagoma subito riconoscibile quella della Grevil, caratterizzata da curve sinuose che partono dai pendenti e arrivano fino alla forcella Onda, segno distintivo delle biciclette Pinarello fin dai primi anni duemila.
Il telaio è realizzato in carbonio Toray T700 che combina fibre ad alto modulo con altre ad alta resistenza, così da ottenere una struttura rigida ma allo stesso tempo in grado di assorbire le vibrazioni e le sollecitazioni tipiche della guida in fuoristrada.

Tutti i cavi della Pinarello Grevil F sono interni al telaio e al manubrio, grazie al sistema TICR di Pinarello che ne migliora l’aerodinamica, ma anche la pulizia generale del design e che facilita l’eventuale sistemazione di una borsa anteriore.

Entrambi i foderi obliqui seguono il classico disegno a onda tipico dei telai Pinarello e sono di fatto asimmetrici, così da uniformare l’importante spinta che viene dal lato trasmissione.

Anche i foderi bassi posteriori sono asimmetrici, ma il loro disegno è particolare quando vanno ad “innestarsi” sul tubo piantone, all’altezza del movimento centrale, realizzato con una vistosa nervatura di rinforzo. Il tutto trasmette un senso di grande rigidità all’insieme che viene confermato quando si sale in sella alla Grevil.

Tutti i tubi sono stati disegnati per ottenere il massimo sotto l’aspetto aerodinamico, con una forma rotonda sul lato che impatta con l’aria e squadrata nella parte interna. Gli attacchi per le borracce sono tre, uno sul tubo verticale e due sul tubo obliquo.

La forcella Onda

Come detto la forcella si ispira alla versione stradale, che sulla Grevil si fa notare per il vistoso “flap” a protezione della pinza del freno.

I due steli della forcella presentano una sezione esterna di diversa misura, più grosso quello dove è alloggiata la pinza. Il peso dichiarato della sola forcella è di 500 gr.

Trasmissione e i freni

La nostra bicicletta test era stata montata con un gruppo Shimano GRX RX810 1×11. Un gruppo meccanico ormai conosciuto tra gli appassionati del gravel che si contraddistingue per la sua precisione e affidabilità. La rapportatura era la classica 40T per la guarnitura e 11-42 per la cassetta Deore XT. Una rapportatura che potrebbe risultare “stretta” montata su una classica gravel ma che sulla Pinarello Grevil non limita più di tanto.
Infatti, grazie alla leggerezza del telaio e alla sua rigidità complessiva, anche su salite impegnative la Pinarello Grevil sale velocemente compensando il limite dato dai rapporti.
Per il comparto freni, oltre a leve e pinze Shimano GRX, troviamo dei dischi, sempre  Shimano, modello SM-RT800 Ice-Tech da 160 millimetri con attacco center lock, potenti  e modulabili.

Le ruote

Quelle installate sulla bicicletta utilizzata erano dell Fulcrum Rapid Red 500 da 28”. Ruote non leggerissime (1.760 grammi) ma robuste e affidabili. Profilo da 24 millimetri come anche il numero dei raggi, mentre il canale interno è da 23 millimetri, per montare copertoni fino a 46 millimetri di larghezza.
I copertoni della bicicletta test erano dei Maxxis Rambler 700×40 millimetri, un buon compromesso tra scorrevolezza e tenuta in fuoristrada, ma la Grevil può ospitare copertoni fino a 50 millimetri di larghezza nella versione da 28”. La Grevil ci è stata consegnata per il test montata con camere, soluzione che dopo le prime uscite abbiamo scartato per passare ad un montaggio tubeless.

I componenti

Campeggia, come su tutte le bici della casa veneta, il marchio Most di proprietà sempre di Pinarello. ll manubrio ha il passaggio completamente interno dei cavi. Si tratta del modello in alluminio Most Jaguar XA Aero, un drop aero con leggero flare, l’allargamento della parte inferiore, che si assesta sui 4°. L’attacco manubrio, sempre in alluminio, è un Most Tiger Alu Aero Ticr con passaggio interno dei cavi.
Il reggisella è realizzato in carbonio che, anche grazie al grande svettamento, aiuta ad assorbire le vibrazioni provenienti dal suolo. La sella è una Most Lynx Aircross con telaio in manganese e canale centrale di scarico.
Una nota la meritano i perni passanti, anche questi marchiati Most, leggerissimi e che possono essere smontati senza l’utilizzo di chiavi a brugola grazie al sistema con leva a scomparsa.

Le impressioni di guida

Quando si sale in sella alla Pinarello Grevil si rimane colpiti dalla pulizia del “ponte di comando” con passaggio cavi completamente integrato. La posizione in sella è molto aggressiva ma comoda e la sensazione di avere tra le gambe una gravel pensata per le gare, si sente già dalle prime pedalate. Una gravel leggera, comoda e reattiva, il giusto compromesso tra rigidità torsionale e assorbimento delle asperità tipiche dei terreni gravel.

Per testarla abbiamo scelto i sentieri di Recoaro Terme, località di montagna in provincia di Vicenza dove sulle sue classiche strade bianche formate da pietrisco di dimensioni importanti, abbiamo spinto la Grevil F al limite. La Grevil “salta” sulle asperità del terreno ma sorprende per come riesce a mantenere la traiettoria, trasmettendo sicurezza e lasciando sempre ampio margine di manovra.

Eravamo preoccupati che la rapportatura fosse insufficiente per alcuni tratti che avevamo messo nel nostro percorso ma la leggerezza complessiva della bicicletta, la rigidità torsionale del telaio e l’ottima trazione, hanno invece compensato anche la mancanza di qualche dente in più, aiutando in modo concreto nelle progressioni.

Per le competizioni

Una bicicletta senza dubbio votata alle gare la Pinarello Grevil F, che si difende bene anche nel fuoristrada impegnativo dove però necessità di “polso”.
Probabilmente con delle gomme da 50 millimetri potrebbe cavarsela anche in impegnativi eventi gravel di più giorni da affrontare in bikepacking, anche se non è certo questo lo scopo per cui è stata progettata.
È una gravel race pura la Grevil pensata per chi guarda alla disciplina gravel come ad un ulteriore modo per esprimere il proprio lato competitivo. Lascia, comunque, spazio anche ad uscite rilassanti e non disdegna nemmeno qualche divertente single track.
La Pinarello Grevil F7 da noi provata ha un prezzo di listino di 5.260,00 euro.

Ulteriori informazioni sul sito ufficiale Pinarello.

Tag: gravelgrevil fpinarelloprovetest

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