Il montaggio delle ruote, partendo dai componenti essenziali, mozzo, raggi e cerchio, è qualcosa di affascinante ma anche di difficile. Offre tantissime possibilità di personalizzazione del prodotto finale anche a prescindere dai componenti di partenza. Scegliere un incrodo dei raggi piuttosto che un altro può rendere le ruote molto diverse tra loro o adatte a ciclisti di peso differente e così via. Ovviamente è importante un’attenta fase progettuale che parte dalla tipologia del mozzo alle caratteristiche e alla lunghezza dei raggi e alla tipologia del cerchio.
Ecco, di seguito, una guida rapida per raccapezzarsi nel montaggio. Mostriamo la ruota posteriore, quella più complicata per la differenza di campanatura. Ovviamente il procedimento per la ruota anteriore avrà gli stessi principi.
I raggi si iniziano a montare con la testa verso l’esterno sulla flangia del lato ruota libera. Vanno infilati alternati a un foro vuoto.Il primo raggio fa fissato affianco al foro della valvola di gonfiaggio. Iniziando da qui eviterà di incrociare i raggi davanti alla valvola rendendo più facile gonfiare la ruota.I raggi vanno alternati sul mozzo e ogni quattro fori sul cerchio. Finito il primo giro si procede con quelli contrapposti sulla stessa flangia (ora con la testa rivolta all’interno del mozzo. Allo stesso modo si procederà con i due lati della flangia contrapposta. Sul cerchio basta avvitare due o tre giri (importante: uguali per tutti). Essendo ancora lenti non ci saranno problemi nella composizione degli incroci.L’inserimento del primo raggio della seconda flangia va fatto in corrispondenza del primo raggio inserito sulla prima flangia, come da immagine. È importante rispettare l’orientamento dei fori che, solitamente, sono fatti per seguire il lato di montaggio del raggio. Osservando di lato le due flange si vedrà che i fori sono leggermente sfalsati. Si dovrà impegnare per primo il buco più basso rispetto all’opposto che ha accolto il primo raggio dell’altra flangia.
Si procede, di conseguenza fino a completare il montaggio di tutti i raggi che, ovviamente, rimangono ancora lenti,
Il primo tensionamento dei raggi avviene portando le nipple a fine corsa. A questo punto, il cerchio già si sarà spostato verso il pacco pignoni (per via dei raggi più corti sul lato destro).Dopo il lavoro con il cacciavite direttamente sulla nipple dal cerchio è il momento di cominciare il lavoro di fino con il tiraraggi.Con la dima si verifica la campanatura della ruota (simmetrica per l’anteriore, asimmetrica per la posteriore)
Terminato il lavoro si inizia la centratura finale con i riferimenti della forcella centraruote.Questo riferimento serve a verificare l’eventuale ovalizzazione del cerchio che si recupererà tirando o allentando i raggi corrispondenti. Se si è lavorato bene e uniformemente su tutti i raggi il problema non ci sarà o sarà comunque minimo.
Una volta terminato il lavoro la ruota è teoricamente pronta per essere montata e utilizzata. Nel primo utilizzo è da prevedere un assestamento dei raggi che porterà la ruota lievemente fuori centro. Basterà recuperarne l’assetto perfetto col tiraraggi dopo qualche uscita e non si muoverà più- Alcuni ciclisti usavano salire in piedi sui raggi, con la ruota a terra, proprio per accelerare l’assestamento della struttura. Con le ruote più delicate non è consigliato.
e l’utilizzo del tensiometro ??
Concordo con Claudio, ed il tensiometro per misurare a quanto tirare i raggi in funzione del peso che sopporterà la ruota, in quale fase va usato?