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Home Eventi e cultura

Amatori: sulle salite del Giro d’Italia il raffronto coi pro’ è impietoso

Redazione di Redazione
13 Maggio 2018
in Eventi e cultura, TechNews
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38
Amatori: sulle salite del Giro d’Italia il raffronto coi pro’ è impietoso

13 mag 2018 – Non che servisse ribadirlo ma il raffronto tra cicloamatori e professionisti è impietoso. Lo mette in evidenza, stavolta, Alessandro Proni, ex pro’, che sulla sua pagina Facebook mette a confronto la salita del Giro d’Italia di ieri, quella fino a Montevergine, fatta dai professionisti con i tempi dei migliori cicloamatori che, prima dei pro’, occupavano i primi posti delle classifiche di Strava.

Proni sottolinea anche le condizioni differenti tra gli amatori, e i pro’ che quella salita l’hanno percorsa dopo 200 chilometri di corsa, sotto la pioggia e praticamente con già una settimana di Giro già nelle gambe.
Il paragone che ha evidenziato l’ex corridore, in effetti, è impietoso e chiarisce bene cosa significhi essere un buon cicloamatore (seppure ben allenato e pure con delle qualità) rispetto a un corridore professionista (e non necessariamente un super campione). E magari ridimensiona un po’ chi si atteggia da gran campione pur avendo ottenuto risultati solo nelle granfondo (che farebbero parte di un mondo amatoriale fatto, principalmente, per divertisi, ché spazio e tempo per sfidarsi veramente con i grandi è – o è stato – altrove). Non si tratta di sminuire chi fa sacrifici in bicicletta, ma semplicemente di ridimensionare atteggiamenti che a volte portano anche ad altri problemi. Per chi avesse dubbi conviene tenere ben presente il raffronto riportato da Proni e che vi mostriamo qui sotto.

NB

A scanso di equivoci, visto il tono di alcuni commenti (!), il senso del paragone non è sminuire gli amatori della lista, ma solo rendere l’idea di differenze più che normali (anzi, tanto di cappello ai primi, i cui tempi sono pure notevoli) in un settore in cui più di qualcuno tende ad andare un po’ sopra le righe con atteggiamenti che spesso non appartengono nemmeno ai professionisti. Ma pensiamo più a chi sgomita e urla in “millemillesima” posizione che non ai primi. Nè c’è volontà di demonizzare un settore dove la stragrande maggioranza va a divertirsi, facendo anche sacrifici ammirevoli, per sfidare se stessi e gli amici in una giornata di agonismo più che legittimo.
(Ma davvero dovevamo fare questa specifica?)

RC

Tag: amatoricicloamatorigiro d'italiagiro d’italia 2018salite

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Commenti 38

  1. Mario says:
    8 anni fa

    Mi dispiace contraddire l’autore dell’articolo, am di impietoso in questo confronto ci vedo ben poco. Al di là di pioggia e km nelle gambe (peraltro non conosciamo le condizioni in cui gli amatori abbiano segnato i rispettivi tempi), ci terrei a ricordare che i tempi segnati dai professionisti sono tempi segnati all’interno di un gruppo (peraltro di altri professionisti), in condizioni di gara (e non di traffico) talora potendo sfruttare anche la scia delle auto di servizio oltre che sull’appogio dei compagni di squadra (si ricordi il compianto Scarponi al Giro 2016). E tutto questo senza nemmeno menzionare eventuali “aiutini” ulteriori ben noti e di cui è inutile discutere.

    Rispondi
    • Samuel silighini says:
      8 anni fa

      Ma di cosa stiamo parlando?? Lei pensa che un amatore possa realmente competere con un professionista?? E poi sarei curioso di capire di quale aiutino stiamo parlando visto che se sta parlando di quello che penso io nel mondo amatoriale c’è solo dello schifo

      Rispondi
      • Carmelo says:
        8 anni fa

        No ma dai!!! Vero!! I professionisti vanno di solo pane e acqua… Magari poi qualcuno poi si beve che i ciclisti o altri professionisti agonisti muoiono per problemi elettrici, infarti improvvisi e quant’altro di più assurdo ci vogliono far credere… Come per il povero Michael Goolaerts!!

        Rispondi
    • Andrea says:
      8 anni fa

      Ecco la risposta di chi non ha capito nulla di ciclismo… E forse della vita

      Rispondi
    • Lino says:
      8 anni fa

      Bravo, hai fatto la stessa riflessione che ho fatto anch’io. Infatti i professionisti sono saliti in scia, mentre Tommaso Elettrico immagino e sono sicuro che ha pedalato senza nessuno avanti a se. Certe considerazioni che snobbano gli amatori che fanno buone prestazioni sono fatte da gente che in bici va a 20 di media. È solo questione di invidia.

      Rispondi
      • Nico says:
        7 anni fa

        Elettrico si allena da amatore con ammiraglia o moto al seguito,per fargli foto e dietro macchina.ridicolo il suo comportamento sulla salita di monte Sant’Angelo quest’anno…intrufolato nella gf senza numero e con l’ammiraglia a tirarlo face dei tempi bassissimi,tolti solo dopo le proteste di tanti e rispondendo da autentico sbruffone.

        Rispondi
  2. Davide says:
    8 anni fa

    Non c’era bisogno del parere di un ex per capire che un amatore, per quanto forte, non può competere con nessun professionista. Anche perchè altrimenti con tutta probabilità correrebbe fra gli agonisti. Mi sembra un pò fuoriluogo il bisogno di Proni di ribadire questa cosa. Credo comunque che il divario sia minore di quello che appare, il tempo di Elettrico è stato fatto in allenamento e non è chiaro quanto abbia spinto.
    Concordo comunque che certi personaggi nel mondo delle Granfondo sanno rendersi davvero ridicoli ma non vedo quali problemi possano creare onestamente.

    Rispondi
    • Luca says:
      8 anni fa

      Il tempo di Elettrico era il miglior tempo registrato fino a ieri nella classifica di Strava, per ottenerlo avrà spinto sicuramente a tutta, e complimenti a lui, fortissimo! Ma i pro sono pro e trovo comunque interessante questo raffronto ed il suggerimento di vivere il mondo cicloamatoriale con più serenità e meno esaltazione, per strada si vedono atteggiamenti assurdi per non parlare di chi ( più tra i cicloamatori che tra i prof) ricorre agli aiutini!

      Rispondi
    • Thomas says:
      8 anni fa

      Infatti contraddico subito l’autore dello scritto perché negli amatori ci sono degli ex professionisti sia nelle garevin circuito che nelle granfondo e si và anche a 60 all’ora in pianura quindi di amatori c’è ben poco nonostante la differenza con i prof.

      Rispondi
  3. mario says:
    8 anni fa

    Si sentono veramente cose assurde …paragonare gli amatori ai professionisti è come dire che una squadra di calcio di seconda categoria giochi una partita alla pari con una di serie A o chi vince una gara di gimcana in paese se la possa poi vedere con Hamilton e Vettel! Serve Umiltà e tenere i piedi a terra.

    Rispondi
  4. fabio says:
    8 anni fa

    Questi confronti sono alquanto stupidi farli l’unica curiosità nel confronto ci sta solo x capire come affrontano una salita i professionisti conoscendo le potenzialità di amatori fortissimi o i più forti…ma solo x farci un’idea e nulla di piu

    Rispondi
  5. Andrea says:
    8 anni fa

    Io cicloamatore, lavoro 10 ore al giorno, poi mi alleno, poi qualche granfondo. Scusa, ma questo paragone non sta in piedi. Stavolta hai sbagliato bersaglio. Vergognati. E più rispetto grazie.

    Rispondi
    • Marco says:
      7 anni fa

      che facciano i pro 10 ore di lavoro quei fetenti dei pro e poi vediamo se vanno come pro o come cicloamatori il ciclismo non si inventa e il giornalista certe cose puo risparmiarsele e un aricolo tonto e basta.

      Rispondi
  6. Mirko says:
    8 anni fa

    Questo articolo rasenta il ridicolo! Faccio i miei complimenti all’autore

    Rispondi
  7. Franco says:
    8 anni fa

    Montevergine si scala a 30kmh stando in gruppo dietro la squadra si guadagna un’infinità…
    Per completezza.

    Rispondi
  8. Alberto says:
    8 anni fa

    Credo che il tuo atteggiamento,come lo chiami tu, sia alla pari di quegli amatori che non hanno capito nulla del ciclclismo amatoriale e che questo sia un discorso veramente da bar sport.
    E ricordati una cosa, se sei diventato professionista puoi solo ringraziare quelle persone che invece di andare in bici dal mattino alla sera,vanno a lavorare e con quei soldi e con il tempo strappato alla famiglia cercano il confronto con i loro idoli, anche se impietoso. Vorrei ancora dire che tanti ottimi cicloamatori sono ex professionisti che non vengono li non con la giusta umiltà e si comportano proprio in quella maniera.
    Rifletti.

    Rispondi
    • Davide says:
      8 anni fa

      Ottime considerazioni! Se la poteva risparmiare…

      Rispondi
  9. Max says:
    8 anni fa

    Il confronto sarebbe stato regolare se fatto tra i primi amatori e gli ultimi pro.

    Rispondi
  10. PTMilano says:
    8 anni fa

    sono un addetto del settore nella preparazione atletica, seguo pro e amatori di ottimo livello.
    Quindi posso dire con certezza che ovviamente uno dei professionisti che corre il giro d’italia non può essere messo a confronto neanche con il miglior amatore al mondo,perchè se un atleta è in grado di vincere al giro d’italia sarebbe molto stupido correre le GF.
    dal punto di vista della prestazione pura, il paragone però non può essere fatto in quanto le variabili sono troppe. è ovvio che Elettrico non poteva vincere quella tappa, ma non vuol dire che se elettrico avesse corso quel giorno il distacco sarebbe stato uguale. potrebbe essere stato migliore ma anche peggiore.
    Fattori come forma, vento, temperatura, umidità, effetto scia di un gruppo lanciato (su una pendenza del 5% il wattaggio risparmiato in gruppo è notevole e la velocità può variare anche in un +4/5/6 km/h)caratteristiche fisiologiche e morfologiche, e anche la capacità di gestione di una corsa possono influire in maniera considerevole, cambiando totalmente il risultato.
    Detto questo non avremo mai la riprova perché quella tappa è unica e irripetibile, ed Elettrico mai parteciperà al giro d’italia.
    Analizzando i dati pubblici di questo amatore si può dire che avrebbe le capacità di fare il professionista, in quanto ci sono tantissimi professionisti molto meno dotati in squadre continental che non sarebbero in grado di vincere una GF.
    Ma dal suo punto di vista… gli converrebbe?
    Io non conosco gli ingaggi reali di un amatore trai migliori 20 al mondo, ma purtroppo conosco quelli dei professionisti Continental.

    Rispondi
  11. Max B says:
    8 anni fa

    Amatori e pro fanno due sport diversi, pur condividendo le stesse strade e gli stessi mezzi.
    Trovo molto interessante il confronto dei tempi… Soprattutto se tanti amatori, anche “evoluti”, tirati e dotati delle bici più sofisticate, leggendo questo genere di raffronti, facessero un salutare bagno di umiltà.

    Rispondi
  12. Roberto says:
    8 anni fa

    Scusate, io non sono un ciclista ma pensavo che il divario tra chi fa uno sport per professione e chi per amore dovesse essere molto più ampio, viva gli amatori!

    Rispondi
  13. Ale says:
    8 anni fa

    Tommaso elettrico…non vi viene un dubbio?

    Rispondi
    • Redazione Cyclinside says:
      8 anni fa

      Allora, abbiamo pubblicato questo commento a riassunto di altri che pure sono arrivati, per chiarire che qui non si punta il dito contro qualcuno in particolare, tanto meno verso chi riesce a fare della propria passione una soddisfazione (sul lato economico – l’eventuale esistenza di cicloamatori professionisti – caso mai, sarà una questione da trattare altrove e magari dedicheremo un articolo a parte, come già fatto in passato), ma su un certo tipo di mentalità che risulta deleteria troppe volte. Mentalità che spesso riguarda quelli che arrivano parecchio dietro ai cicloamatori più forti che primeggiano nelle granfondo.
      Il senso è: divertiamoci di più e dimentichiamo alcuni atteggiamenti che rischiano di diventare ridicoli. Tanto più che le differenze con i pro’ ci sono davvero (e ci mancherebbe pure).
      Tutto qui.

      Rispondi
      • Alex says:
        7 anni fa

        Sarebbe molto interessante dedicare un intero articolo all’argomento del Ciclismo amatoriale, magari con una raccolta di interviste a tutti i livelli, dai cicloturisti ai professionisti dagli ex professionisti agli addetti ai lavori, ma anche da chi pratica altri sport come atletica, nuoto, canottaggio ed altro, in modo da poter fare anche giusti paragoni. E’ sicuramente giusto criticare chi fa di uno sport una droga , ma questo è corretto farlo quando questa droga ti allontana dalla realtà e comincia a disturbare seriamente la vita quotidiana, il tuo lavoro e chi ti sta intorno, ma a questo punto si parla di disturbo comportamentale, e si va sul patologico. Per il resto la competitività esiste in tutti gli sport ed è innata nell’uomo, non vedo perchè nel ciclismo si debba mettere in discussione. Ma sono d’accordo quando qualcuno asserisce che nel ciclismo é pieno di imbecilli che si atteggiano a campioni, questo però vale in tutte le discipline sportive, provate a fare un salto tra i tennisti o i motociclisti o gli sciatori, vi renderete conto quanto si possa essere stupidi ed infantili anche nello sport.
        In conclusione volevo dire però, che con la nascita dei Master e dei vari campionati Master, é nato un mondo, che ha cominciato a dare la possibilità anche a chi non ha avuto modo di eccellere da giovane di rifarsi da adulto. E’ una sensazione bellissima, ad oltre 40 o 50 anni rimettersi in gioco nello sport, sfidare se stessi e gli altri a tutti i livelli. Provate a chiederlo a Davide Cassani che a 50 anni é sceso dalla bici ed ha cominciato a correre ottenendo ottimi risultati, provate a chiedergli chi glielo fa fare di partecipare ad una ultramaratona alla sua età ?!

        Rispondi
    • Paolo says:
      8 anni fa

      Esatto… su Strava si dichiarano ciclisti moltissimi in e-bike

      Rispondi
  14. Giuseppe says:
    8 anni fa

    …Illusi… il ciclismo amatoriale è fatto da tanti istrioni… tanto di rispetto per la classifica degli amatori , nel ciclismo amatoriale bisogna essere consapevoli delle proprie capacità…del proprio talento e delle opportunità che la vita comune offre rispetto ad un professionista( che vive di questo sport).
    Sono un appassionato anche di moto se Valentino Rossi al Mugello gira in 1,47 .. non vuol dire che se salgo io sulla sua stessa moto faccio lo stesso tempo, per cui il professionista va considerato tale.. e l’amatore non può considerarsi un professionista, punto.
    Per cui rispettiamo questo meraviglioso sport….

    Rispondi
    • Alex says:
      7 anni fa

      Dispiace anche a me dover contraddire l’autore dell’articolo, per un motivo fondamentale, perché non si può interpretare un segmento Strava in questo modo, dal momento che non si è presa in considerazione l’intera classifica aggiornata dopo il Giro di quel segmento, visto che attualmente l’ormai famoso Tommaso Elettrico é posto al 29° di quella salita dietro soltanto ai più grandi scalatori del Giro d’Italia, ma avanti a tutti gli altri partecipanti della tappa del Giro che utilizzavano strava ( ne ho contati almeno 40) E ciò dimostra esattamente il contrario di quello che si voleva asserire nell’articolo, Cioè che ci sono molti amatori in grado di non sfigurare in una Tappa del giro o del Tour De France . Detto questo non voglio asserire che potrebbero essere dei buoni professionisti, perché so benissimo che ci vuole molto di più.
      Ma per fare un paragone ancora più interessante tra Elite e Amatori si potrebbero analizzare le gare internazionali di mtb aperte a tutti , come ad esempio la Dolomiti Super Bike dove partecipano 5000 bikers provenienti da tutto il Mondo, dai campioni di coppa del Mondo a chi la fa solo, per poter dire di averla fatta: Bene, in queste gare il confine netto si vede solo tra gli Elite che fanno coppa del Mondo e tutti gli altri, ma molti Master superano di gran lunga molti Elite nazionali ed internazionali e questo fa capire che non esiste un confine netto tra marziani e terrestri ma questo é molto diluito. Un esempio su tutti Cadel Evans (che conoscete tutti) alla Dolomiti Super Bike 2018 é arrivato 45° assoluto e 6° tra i master, era un marziano, perché si allenava tra i marziani, ma oggi per poter rimanere tra i top Master deve lottare parecchio .
      Detto ciò, lasciateci divertire a confrontarci tra di noi e con i campioni , le sfide sono belle tutta la vita …..

      Rispondi
  15. Giuseppe says:
    8 anni fa

    …Illusi… il ciclismo amatoriale è fatto da tanti istrioni… tanto rispetto per la classifica degli amatori ma, nel ciclismo amatoriale bisogna essere consapevoli delle proprie capacità…del proprio talento e delle opportunità che la vita comune offre rispetto ad un professionista( che vive di questo sport), quest’Ultimi, infatti, hanno un massaggiatore, un preparatore, un fisioterapista, un nutrizionista, un team e se vuole anche una bici al giorno, cose che un amatore non ha a disposizione, anzi a volte con sacrificio deve ritagliarsi quel po di tempo, dagli impegni giornalieri.
    Se Valentino Rossi al Mugello gira in 1,47 .. non vuol dire che se salgo io sulla sua stessa moto faccio il medesimo tempo, per cui il professionista va considerato tale.. e l’amatore non può considerarsi un professionista, punto.
    Rispettiamo questo meraviglioso sport….

    Rispondi
  16. Antonio says:
    8 anni fa

    Io dico che il miglior cicloamatore
    Non si può paragonare nemmeno con i dilettanti,altrimenti farebbe il dilettante e non cicloamatore concludo dicendo che molti cicloamatori che non lavorano apposta per vincere il salame la domenica

    Rispondi
  17. Danilo says:
    8 anni fa

    Stiamo parlando del niente, nessun paragone perché non esiste. I professionisti sono di ben altra categoria, specialmente questi ragazzi del giro. Poi i ciclosuonati negli amatori abbondano, ma credo che neanche un amatore fortissimo come elettrico si sogna di essere a livello dei pro.

    Rispondi
  18. Maurizio says:
    8 anni fa

    Il problema qui non sta nel contenuto dell’articolo, ma solo nel titolo.
    Il raffronto tra le prestazioni “pro vs amatori” lo trovo sicutamente interessante.

    Rispondi
  19. Pietro Stocco says:
    7 anni fa

    Un reale confronto fra un pro ed un amatore sarebbe fare un bel trofeo Cyclinside, una cronoscalata di una salita, a cui partecipano il miglior amatore italiano e il miglior pro italiano, magari farlo ogni anno una volta l’anno, vincerebbe sicuramente sempre il pro come è ovvio pensarlo. Ma sarebbe un punto d’incontro fra questi due mondi così vicini e nel frattempo così distanti, darebbe sempre una giusta dimensione di ciò che sono i due mondi, e di quanto bene possa fare uno dei due movimenti all’altro.
    Si potrebbe allargare al miglior cicloamatore uomo e donna, e ai migliori professionisti uomo e donna.
    Insomma, una festa del ciclismo.

    Rispondi
  20. Gian Claudio says:
    7 anni fa

    Io non capisco tutto questo accanimento….gli amatori sono appunto amatori, gente che la mattina si alza per andare a lavorare e fa di tutto per ritagliarsi il tempo di allenamento. I pro fanno un altro sport ma per me il confronto è interessante per capire quanto siamo distanti. Se un amatore vuole paragonarsi ad un pro perchè magari è riuscito ad arrivare a vattaggi simili per qualche secondo è una sua “illusione”….si vive

    Rispondi
  21. Alessandro demuru. says:
    7 anni fa

    Pantani, da solo, Alpe d’huez 36minuti. Chi vuole confrontarsi si faccia avanti.
    Vanno bene anche tempi di qualche minuto al di sotto.

    Rispondi
  22. Michele says:
    7 anni fa

    ……..tutto x un salame e una bottiglia di vino….allora:

    1 i fulminati servono ai PRO (per vendere attrezzatura,scarpe,Licra e depilazioni)
    2 noi italiani siamo cosi o lo sono anche I FUMINATI all’estero?
    3 ma credete veramente che qualcuno che non fa il nostro sport interessi veramente se arriviamo centoottantesimi su 1000?
    4 STRAVA HA CAPITO TUTTO QUESTO E MONETIZZA! Perché non l’ho inventata io!!
    5 Certo quando sei in gruppo e bellissimo e ti senti parte di qualcosa… ma attenzione.. se cadi a 47 anni credo che ti riprenderai un pochino peggio dallínfortunio di un ragazzetto di 25 anni…
    6 detto questo w le granfondo!’…. e continuate a spendere centinaia di euro per pantaloncini con il pannolino e per mezzi meccanici da 15,000 euro,e per trasferte lontano dalle mogliettine !! 😂😂

    Rispondi
  23. massimo says:
    7 anni fa

    Un ottimo professionista ha 6 watt per kg, esattamente come Tommaso Elettrico 390 watt per 62 kg, la differenza credo sia nelle ore di allenamento rispetto ai professionisti. Gli scienziati della medicina dello sport dicono che 6 watt per kg sono il limite, mi sembra che i conti tornano.

    Rispondi
    • Marco says:
      7 anni fa

      Il problema è per quanto si reggono tali potenze …
      una ora a 400W li ha tenuti Froome sul Colle delle Finestre al Giro. Dubito che per qualunque amatore sia possibile una prestazione simile

      Rispondi
  24. Lorenzo says:
    6 anni fa

    Mi sembra che qua la maggio parte dei commenti sia scritto dagli stessi che quando ti vedono in giro con la roba di decathlon ti snobbano! Riporto la frase di uno degli amatori più forti che ci siano……. “I pro fanno un altro sport” e pensate a godervi la bici per quello che è, che di fenomeni non ne abbiamo bisogno!

    Rispondi

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