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Home Biciclette

Orbea Orca Aero, la forma della velocità

Il test di un aero bike che per l'aerodinamica non scende a compromessi: geometria ad-hoc, design cattivo e forme che fendono l'aria. Ma questa full carbon brilla anche per guidabilità e adattabilità

Maurizio Coccia di Maurizio Coccia
31 Agosto 2022
in Biciclette, TechNews, Test e Collaudi, Video
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Il test di cui vi diamo conto in questa occasione è su una bici di “carattere”, con un’indole ben precisa, ribadita chiaramente da un design che non lascia dubbi: Orca Aero è bici introdotta da Orbea a fine 2021, è evoluzione dell’omonimo modello precedente e soluzione che interpreta il genere “aero-bike” con forme ancor più “cattive”, con tubazioni a spigoli vivi e forme “taglienti”, con profili che si sagomano sugli pneumatici per ridurre al minimo le turbolenze; sono gli stessi argomenti tecnici  molti produttori negli ultimi tempi hanno in parte abolito, “addolcito”, li hanno “smussati” su questo segmento delle road-bike.

Orbea no: la strada scelta dal produttore della Regione basca è chiara e definita. Se all’interno dell’universo “bici da strada da competizione” cerchi il modello polivalente, per tutte le condizioni, la risposta in questo caso si chiama Orca; se invece, cerchi il modello da velocità pura l’opzione è questa Orca Aero, che ha davvero tutte le caratteristiche delle vero “aero”.

La Orca Aero che abbiamo testato. Taglia 53 e peso di 8.450 Kg (con pedali Shimano Dura-Ace)

Con questo non vogliamo dire che le aero degli altri marchi non siano tali, ma negli ultimi tempi abbiamo assistito a una progressiva “contaminazione” di tante aero con contenuti e forme ereditate da altri segmenti. Questo al fine di approdare ad aero più versatili, più polivalenti, più fruibili nelle mille condizioni e contesti che si possono presentare in corsa.
E qui sta il punto: come vi spieghiamo nel video, diversamente da quel che a prima vista le forme “spinte” della Orca Aero potrebbero suggerire, questa è bici che si destreggia bene anche in contesti diversi da quelli in cui di ricerca solo velocità pura.

Prima di tutto dobbiamo dire che – e ce lo aspettavamo – un telaio di queste fattezze è risultato quanto di meglio per invitarti – quasi istigarti – a mettere le mani basse sul manubrio, schiacciare il busto e raggiungere facilmente le alte velocità sui fondi scorrevoli, prima di tutto in pianura.

Già, perché assieme alle forme filanti, Orca Aero ha anche una geometria scattante, ha un carro reattivo e un passo totale compatto, ispirati proprio alla configurazione delle bici da cronometro.

Ma assieme a tutto questo Orca Aero ha anche un’impostazione angolare, una configurazione della forcella e un livello generale di rigidità che le assicurano una guida equilibrata in condizioni anche diverse da quelle di velocità pura.

La Orca Aero in configurazione senza toolbox

La photogallery della versione testata


Le caratteristiche tecniche

Dunque, per le nostre impressioni d’uso e per la descrizione della versione testata vi rimandiamo al video.

Qui ci concentriamo invece sulle specifiche tecniche dettagliate del frame set, sugli allestimenti, sui prezzi e sulle disponibilità.

Il telaio Orca Aero è dunque realizzato con il miglior carbonio in possesso di Orbea, il carbonio OMX, lavorato con lo standard di costruzione monoscocca.

Il tubo sterzo ha sezioni interne da 1,5″, la scatola movimento alloggia calotte inserire a pressione con standard BB 386. I perni di fissaggio alle ruote sono di tipo passante (post. 12 x 142 mm., ant. 12 x 100 mm.) con standard Speed Release. I cablaggi sono tutti previsti internamente e il telaio è compatibile con trasmissione elettroniche e meccaniche.

Il frame-set Orca Aero include:

  • il manubrio in carbonio OC, con reach di 80 mm., drop di 125 mm. e flare di 5 mm; è disponibile in 4 taglie (da 360 a 420 mm.)
  • l’attacco in alluminio OC, con  inclinazione di -8°, con supporto per montaggio cycling computer; è disponibile in sette lunghezza (da 70 a 130 mm.)
  • il reggisella Orca Aero OMX, con seatback 0/25 mm, con morsetto invertibile e vite per la microregolazione dell’inclinazione sella

Un telaio Orca Aero in taglia 53 (non verniciato) ha un peso indicativo di 1100 grammi.

Tabella misure: 7 taglie disponibili

Allestimenti e i prezzi

Versione M10 iLTD: gruppo Shimano Dura-Ace R9200, ruote Shimano R9270 C50 Carbon TL, 9999 euro

Versione M11 eLTD: gruppo Sram Red eTAPX AXS, ruote Vision 55 SC Disc Carbon, 8699 euro

Versione M21 eLTD: gruppo Sram Force eTap AXS, ruote Vision 40 SC Disc, 5999 euro

Versione M20 iLTD (l’allestimento testato): gruppo Shimano Ultegra R8100, ruote Vision 40 SC Disc, 5999 euro

Versione M31 eLTD PWR: gruppo Sram Rival eTap AXS (con powermeter), ruote Fulcrum Racing 400 DB, 4999 euro

Versione M20 LTD: gruppo Shimano Ultegra R8100, ruote Fulcrum Racing 400 DB, 4199 euro

 

Disponibilità in tempo reale

Nelle nostre presentazioni e collaudi vi parliamo di caratteristiche, di specifiche e di prezzi dei modelli che abbiamo la fortuna di provare, senza dimenticare che la reale disponibilità delle biciclette è una delle problematiche maggiori ai nostri tempi. «Quando sarà possibile trovare realmente la bici in negozio?». Questa è la domanda più gettonata del pubblico ai nostri tempi….

In questo senso Orbea ha una risposta concreta al quesito, con un servizio on-line che informa sulla disponibilitla in tempo reale dei vari modelli in gamma. Per usufruirne basta registrarsi sul sito Orbea, e il sistema fornirà una lista con la reale tempistica sulla disponibilità dei vari modelli in gamma nei vari delle ufficiali Orbea sul territorio nazionale.  I tempi di attesa – andatelo a verificare  – non  sono  così  lunghi.

Ulteriori informazioni: Orbea

31 ago 2022 – Riproduzione riservata – Cyclinside

Tag: novità 2023orbeaorcaorca aerotestvideo

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Commenti 2

  1. Gigi Vasori says:
    3 anni fa

    Guardando una qualsiasi foto frontale di un ciclista, si nota chiaramente che almeno il 90 per cento della sezione frontale (che contribuisce in percentuale molto elevata alla resistenza aerodinamica del sistema bicicletta-ciclista) è dovuto al ciclista. Questa percentuale aumenta nel caso del ciclista amatoriale, spesso un po’ oltre il peso forma ideale. Quindi, la mia considerazione è: che senso ha, soprattutto per un amatore, spendere soldi per una bici super aerodinamica, quando basterebbe perdere qualche chilo di peso e vestire un abbigliamento più aderente per avere un miglior risultato ?

    Rispondi
    • Maurizio Coccia says:
      3 anni fa

      ciao Gigi, considerazione ineccepibile la tua. Non è facile quantificare l’esatto ingombro frontale che produce il corpo del ciclista e quello della bicicletta: quel che è certo – e lo diciamo chiaramente al minuto 8:53 del nostro video – è che “nell’economia della prestazione aerodinamica la bici incide circa per il 20, massimo 25 per cento, mentre tutto il resto è a carico del corpo del ciclista e di quello che veste”. Basterebbe questo per dissuadere migliaia – anzi, centinaia di milgiaia, di praticanti dall’acquistare bici “estreme” come quella in oggetto, se non fosse che lo sforzo dei produttori (sia di telai che di componenti), oggi, è sempre più incentrato su dettagli che potrebbero apparire marginali, ma che non lo sono affatto se si considera che prodotti del genere sono destinati prima di tutto agli atleti professionisti (o in genere atleti di alto livello), gli stessi che oggi la differenza in gara la fanno – appunto – anche attraverso quei “guadagni marginali” (“marginal gains”) che sommati assieme possono produrre una vittoria piuttosto che una sconfitta. Che poi questi stessi prodotti – oggi – siano disponibili sul mercato anche per gli amatori “con la pancia”, in fondo questa è solo una grande, anzi, grandissima e “democratica”, opportunità. Ognuno è libero di fare le proprie scelte nel momento un cui acquista di tasca propria una bici o un qualsivoglia articolo che propone il mercato; ma è sicuro che tra le proprie “cartucce” le aziende non potranno che continuare a investire su tecnologia e argomenti che per i più possono sembrare (o risultare) inutili, ma che non lo sono affatto per chi quegli strumenti e materiali li utilizza ad alto livello. Se così non fosse, biciclette e materiali che vengono proposti oggi sarebbero uguali a quelli che potevano trovare nei negozi “enne” anni fa….

      Rispondi

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Cyclinside® è una testata giornalistica registrata nel 2008 e poi presso il Tribunale di Varese con n° 1/2019 del 31/01/2019 - Editore Guido P. Rubino P.I. 10439071001
Iscrizione al Registro degli Operatori della Comunicazione con registrazione n° 35370 aggiornata 8 ottobre 2020.

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