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Home Test e Collaudi

Lightweight Obermayer EVO. Non per tutti, ma pedalarci è una goduria

Rigidezza e leggerezza all’ennesima potenza. Le abbiamo provate e ve le raccontiamo

Alberto Sarrantonio di Alberto Sarrantonio
5 Dicembre 2023
in Componenti, Ruote, TechNews, Test e Collaudi
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2
Lightweight Obermayer EVO. Non per tutti, ma pedalarci è una goduria

Non capita tutti i giorni di effettuare un test come quello che vi stiamo per raccontare. Vuoi perché si tratta di un prodotto di altissima gamma, e come tale non alla portata di tutti, non solo per il costo ma anche per la sofisticazione del prodotto stesso, vuoi per la storia che c’è dietro e sulla quale vale la pena spendere alcune parole.

Tutto è cominciato in un garage di Monaco all’inizio degli anni 90

Quella di Lightweight è una storia di passione per i materiali compositi, una di quelle storie destinate a lasciare un segno. E con il lancio delle Obermayer EVO, Lightweight rende un ulteriore omaggio al suo fondatore, Heinz Obermayer, che con spirito pioneristico iniziò per primo la produzione di ruote per biciclette in fibra di carbonio.

Orgogliosamente tedesche, oggi come allora, e rigorosamente realizzate a mano una per una nel moderno stabilimento di Friedrichshafen, le ruote Lightweight hanno da sempre rappresentato un riferimento in quanto a leggerezza – ‘nomen omen’ – e prestazioni in termini di rigidezza.

Un design unico e fedele alla tradizione

Le ruote Lightweight hanno un aspetto peculiare che le distingue sin dal primo esemplare commercializzato nel 1994. Ogni ruota, in quanto prodotta a mano, è un prodotto unico e le piccole differenze in termini di struttura superficiale e colore che si possono verificare, ne sono la testimonianza.

Con le Obermayer EVO, Lightweight capitalizza l’esperienza maturata con il modello precedente, le Meilenstein Obermayer, e grazie all’utilizzo di una particolare fibra di carbonio LCC (Lightweight Custom Composite), una speciale combinazione di laminati compositi molto sottili impregnati con resine polimeriche e tipi di fibre ad alta resistenza e rigidità elevata che consente di ridurre lo spessore delle pareti, stabilisce nuovi standard in termini di rapporto rigidezza/peso.

Ciò è dovuto anche alla costruzione monoscocca con disegno ‘rim-to-rim’ (cerchio-cerchio) con i raggi, costituiti da fibre unidirezionali, che collegano direttamente il cerchio ed il mozzo senza l’ausilio di nippli o altri raccordi, creando così un’unica struttura continua. I raggi, che per le Obermayer EVO sono in numero pari a venti sia sulla ruota anteriore sia su quella posteriore, sono uniti tra loro nella zona di incrocio tramite un riporto di fibra di carbonio, che ricorda le saldature sui raggi in acciaio tipiche delle ruote usate in pista decenni fa, espediente che veniva adottato proprio per aumentarne la rigidezza.

Viste in sezione, le Obermayer EVO presentano un profilo a ‘doppia X’ che garantisce valori di resistenza a torsione e rigidezza laterale non raggiungibili con raggi di tipo tradizionale. Basti pensare che i raggi Lightweight a profilo piatto sono circa 3 volte più rigidi dei comuni raggi in acciaio.

Profilo a V non solo per tradizione

Peculiare è anche il profilo del cerchio con la caratteristica sezione a V, una scelta che può sembrare particolare se si considera che oggi tanti produttori di cerchi adottano forme più arrotondate, soprattutto con ruote ad alto profilo, per migliorare la guidabilità in caso di forte vento laterale.

Ne abbiamo parlato con Thorben Haushahn, Marketing Manager di Lightweight/Carbovation (ndr – Carbovation è l’azienda proprietaria del marchio Lightweight ed è specializzata nella produzione di fibra di carbonio per i settori aeronautico, industriale e medicale) che ci racconta come “l’obiettivo dei prodotti Lightweight sia principalmente quello di combinare rigidità e peso ridotto per ottenere una massa rotazionale minima ed un’elevata rigidezza torsionale. La funzione dei raggi è meglio rappresentata con linee rette. La forma del cerchio, dunque, è determinata dagli angoli di entrata dei raggi, seguendo una semplice regola di costruzione, risultando in una struttura molto leggera ma anche molto rigida. Le soluzioni di ruote per applicazioni aerodinamiche sono coperte invece dai modelli Fernweg, dotati di carenature aerodinamiche estremamente leggere.”

Ricordiamo, però, che le Fernweg EVO sono disponibili con altezze profilo da 63 o 85 millimetri, mentre le Obermayer EVO hanno un profilo alto 48 millimetri e quindi maggiormente adatte per un utilizzo più trasversale.

Anche il canale interno è disegnato per esaltare la rigidezza

Altro particolare che ci ha incuriosito è la dimensione del canale interno, che per le Obermayer EVO è di appena 18,2 millimetri, scelta anche questa che può apparire in controtendenza visto che oggi lo standard per le ruote da strada sembra essere orientato su una larghezza di almeno 21 millimetri.

Stando a quanto sostiene Haushahn “questi cerchi più stretti sono ottimizzati per la rigidezza e, come suggerisce il nostro nome, cerchi più stretti possono essere più leggeri, contribuendo a una guida più reattiva e agile per la salita e le accelerazioni. Comprendiamo la tendenza verso cerchi più larghi e stiamo attualmente sviluppando una soluzione; tuttavia, un cerchio più largo marchiato Lightweight deve essere anche il migliore in termini di rigidezza; quindi, riteniamo necessario prima effettuare test approfonditi.”

Una speciale schiuma che aumenta la resistenza ed il comfort

L’interno del cerchio è riempito con della schiuma speciale denominata ‘Active Foam Core’. Anche su questo aspetto, che in prima battura potrebbe essere in contrasto con l’obiettivo di riduzione del peso, abbiamo chiesto la versione di Lightweight.

Sempre Haushahn ci racconta che “in passato è stata utilizzata una schiuma industriale ad alta densità, che serviva principalmente come mezzo di produzione per applicare la pressione necessaria dall’interno durante il processo di laminazione. In questo processo, il supporto rimane nel prodotto finale dopo il processo di laminazione. A parte l’effetto collaterale che durante le pedalate piovose l’acqua non poteva penetrare nel cerchio, la schiuma non aveva altra funzione. Per garantire rigidezza con un peso inferiore per il modello Obermayer EVO, abbiamo scelto una matrice in fibra di carbonio speciale insieme alla schiuma per la prima volta. La schiuma aumenta la resistenza del componente e contribuisce in modo significativo alle prestazioni della ruota anche in termini di smorzamento delle vibrazioni.”

Anche i mozzi sono realizzati su disegno proprietario

Gli ingegneri di Lightweight hanno sviluppato un design unico per massimizzare la trasmissione di potenza. Il design Pentagon Hub è il cuore tecnologico di ogni ruota Lightweight modello EVO con freno a disco ed è disponibile in versione standard e SL.

Ancora Haushahn sottolinea che “nella versione SL (Super Light), il peso totale della coppia di ruote è stato ridotto di 70 grammi e l’aerodinamica è stata migliorata. L’elevato calore che agisce dal disco del freno sul mozzo viene dissipato in modo affidabile. La forma pentagonale rimane allineata con il rotore del freno, assorbendo efficacemente la coppia durante la frenata. Ciò aumenta la sicurezza, soprattutto nelle discese più lunghe. Per quanto riguarda i cuscinetti, è disponibile la versione ‘Schwarz ED’ con cuscinetti CeramicSpeed, riconoscibile dalle grafiche nere sulla flangia del mozzo.”

I motti delle Obermayer EVO sono sono basati su tecnologia DT Swiss 180 EXP e sono disponibili con corpetto ruota libera per Campagnolo, Shimano e Sram.

Profilo interno? ‘Hooked’ anche per gli pneumatici tubeless

Sono sempre più i produttori di cerchi che, con l’avvento delle coperture tubeless, stanno affiancando, se non addirittura sostituendo, il tradizionale profilo ‘hooked’ con uncino di ritenuta con profili piatti ‘hookless’ senza uncino. Lightweight al momento non ha intrapreso tale strada, secondo quanto afferma Haushahn, “a causa della attualmente limitata disponibilità di pneumatici per questa opzione anche se stiamo comunque seguendo attentamente questo sviluppo.” Pertanto, non è escludibile a priori che in un prossimo futuro anche Lightweight possa adottare tale soluzione.

Sempre Haushahn aggiunge che “i modelli EVO possono essere utilizzati tubeless, con o senza sigillante. È possibile utilizzare uno pneumatico tubeless con una camera d’aria ed è anche possibile l’uso di uno pneumatico con cerchietto metallico sempre con una camera d’aria. La configurazione utilizzata è lasciata alla preferenza del cliente.”

Il test su strada: le nostre impressioni

Premesso che in ogni test c’è un’elevata componente di soggettività, e che quindi le impressioni che si ricavano valgono in primis per chi effettua la prova, dobbiamo ammettere che con le Obermayer EVO è stato amore a prima vista. Le Lightweight, con il loro design caratteristico sono riconoscibili al primo colpo d’occhio: l’unicità della lavorazione della fibra di carbonio e della costruzione di cerchi, raggi e mozzi connota immediatamente queste ruote come un prodotto di altissima gamma.

Noi le abbiamo provate su una Eremo Disc in acciaio Columbus XCr di Officine Mattio equipaggiata con il gruppo Campagnolo Super Record EPS 12 velocità, con dischi AFS 03 da 160 millimetri sull’anteriore e 140 millimetri sul posteriore e coperture Goodyear Vector Sport delle quali vi abbiamo già parlato qui.

Appare evidente sin da subito che le Obermayer EVO non si rivolgono al grande pubblico, sia per il prezzo importante, sia per la loro innata predisposizione alla ricerca della prestazione assoluta in termini di leggerezza e rigidezza. Devo ammettere che, prima di effettuare il test, temevo che la tanto sbandierata rigidità potesse essere un limite per quelle che sono le mie necessità di ciclista ed il mio stile di pedalata, soprattutto per quanto concerne la comodità. Non sono un agonista, ho corso quando ero ragazzo, anche se macino tanti chilometri all’anno, e prediligo da sempre l’andatura di passo in progressione rispetto alle accelerazioni brutali.

Ebbene, sin dai primi chilometri, mi sono dovuto ricredere sulla comodità. Ovviamente, la rigidezza si avverte da subito e i cambi di velocità sono assecondati senza alcun tentennamento, rilanciare la bici è un piacere. Nonostante, come noto, l’acciaio non sia reattivo quanto la fibra di carbonio, la risposta ai rilanci secchi e alle variazioni di ritmo è stata favorevolmente piacevole. Così come anche la ricerca della comodità, per la quale è stato fondamentale scegliere opportunamente la pressione degli pneumatici. Nel mio caso, per un peso di circa 71 chilogrammi, sono partito da 6 bar per scendere poi intorno ai 5 bar su fondo asciutto, fino ad un minimo di 4,5 bar su fondo bagnato per la ruota posteriore, mentre per l’anteriore i valori della pressione differivano di 0,5 bar in meno.

In condizioni particolarmente ventose, con raffiche prossime ai 40 km/h, ho qualche volta avvertito di essere al limite della guidabilità, soprattutto in discesa a velocità intorno ai 50 km/h ed oltre; è stato sufficiente rallentare un po’ per tornare nel pieno controllo dell’avantreno.

Montare gli penumatici non è stato particolarmente complicato ed ho utilizzato esclusivamente i togli copertone in plastica dura presenti nella confezione.

Da notare che in configurazione tubeless non è necessario effettuare la nastratura in quanto il letto del cerchio è perfettamente sigillato. Per quanto riguarda le pressioni di gonfiaggio ammesse, si va da 8 bar con coperture 700×25, a 7 bar per coperture 700×26 fino a 700×28 a un minimo di 6 bar per coperture 700×29 fino a 700×32. Questi valori sono indicati su un pratico adesivo in prossimità del foro di uscita della valvola dal cerchio. Vista l’altezza del cerchio di 48 millimetri, la lunghezza valvola consigliata è da 60 millimetri almeno, anche se a nostro avviso può andare bene anche una valvola da 80 per facilitare le operazioni di gonfiaggio.

All’interno della confezione, si trovano anche gli anelli per il serraggio dei dischi freno sui mozzi, i set di valvole per il montaggio in configurazione tubeless, gli adattatori per montare dischi a sei fori su mozzi centerlock come quelli delle Obermayer EVO, oltre ad un libretto d’uso cartaceo multilingua, italiano compreso.

In ogni ruota Lightweight è inserito un microchip che contiene un codice identificativo a 10 caratteri per consentire la registrazione univoca di ciascuna singola ruota.

A conclusione dei quasi mille chilometri percorsi con le Obermayer EVO, non posso che dire che queste ruote sono tra le migliori che abbia mai provato e le ho restituite a malincuore, anche perché, in tutta sincerità, si tratta di un prodotto altamente tecnologico, decisamente godibile, con un prezzo importante non alla portata di tutti, compresa la mia.

Caratteristiche tecniche

  • Sistema frenata: disco; non disponibili per freni a pattino
  • Numero di raggi: 20 (anteriore e posteriore)
  • Sistema mozzi: 12/100 (anteriore); 12/142 (posteriore)
  • Peso: 568 grammi (anteriore); 662 grammi (posteriore); 1.230 grammi (coppia)
  • Altezza cerchio: 48 millimetri
  • Larghezza esterna cerchio: 24 millimetri
  • Larghezza interna cerchio: 18,2 millimetri
  • Larghezza penumatici compatibili: 23-32 millimetri
  • Carico massimo: 100 kg
  • Mozzi: Pentagon Hub SL – DT Swiss 180 EXP
  • Cuscinetti: CeramicSpeed (solo versione Obermayer EVO Schwarz ED)

 

Prezzo consigliato al pubblico

Obermayer EVO

  • Coppia: 6.505,00 euro
  • Anteriore: 3.030,00 euro
  • Posteriore: 3.630,00 euro

Obermayer EVO Schwarz ED

  • Coppia: 6.990,00 euro
  • Anteriore: 3.210,00 euro
  • Posteriore: 4.050,00 euro

 Per maggiori informazioni: https://lightweight.info

 Si ringrazia Campagnolo per la cortese collaborazione

 

Tag: aerodinamicaCampagnolocarbovationdt swissfibra di carboniofreni a discogermaniagoodyearlightweightObermayershimanosram

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Commenti 2

  1. Murer Elio says:
    3 anni fa

    IO HO QUESTI CERCHI DAL 2O19 MI PIACE MOLTO QUESTO CERCHIO PERÒ O AVUTO PROBLEMI DUE VOLTE AL CERCHIO POSTERIORE SOSTITUITO IN GARANZIA ULTIMA VOLTA A NOVEMBRE 2023 NON VOREI CHE SUCCEDESSE ANCORA SPERÒ CHE RISPONDIATE SUCESIVAMENTE RINGRAZIO LA DITTA PINARELLO PER LA SOSTITUZIONE

    Rispondi
    • Alberto Sarrantonio says:
      3 anni fa

      Ciao Elio, che modello hai esattamente? E che problema hai avuto? Le Obermayer EVO oggetto del test sono state lanciate a fine 2021, quindi immaginiamo che tu abbia un modello diverso. Grazie del commento e continua a seguirci!

      Rispondi

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